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Il Liverpool e una rimonta leggendaria

This is Anfield”: tre parole che, scritte all’ingresso del rettangolo verde dello stadio più affascinante e ricco di storia del calcio mondiale, suonano come un avvertimento. La rimonta leggendaria di cui il Liverpool si è recentemente reso protagonista nella sfida contro il Barcellona sta a testimoniare quanto quelle parole abbiano inciso nel raggiungimento di un risultato storico. Recuperare uno svantaggio di tre reti in una sfida di andata e ritorno è una cosa che avviene raramente, farlo in una semifinale di Champions League quando l’avversario è il Barcellona di Leo Messi risulta un’impresa pressoché impossibile. E invece, come accade solo nei sogni più belli dei tifosi, o negli incubi, dipende dai punti di vista, ciò che sembrava impossibile all’improvviso è divenuto possibile, proiettando di diritto la squadra di Kloop nella storia del calcio.

La beffa del 3-0 dell’andata




Già nella partita di andata disputata al Camp Nou di Barcellona, il Liverpool aveva fatto intendere di possedere tutte le qualità per potersela giocare alla pari con i catalani. Nonostante in quell’occasione i Reds avessero dominato il gioco per buona parte dell’incontro, alla fine avevano dovuto capitolare sotto le giocate sensazionali di Leo Messi,
come raccontato da La Gazzetta dello Sport, autore di una doppietta e di una prestazione indimenticabile. Alla fine, la partita, conclusasi con il pesante e bugiardo risultato di 3-0, aveva indirizzato in modo netto verso la Spagna la conquista della finale di Champions League. Anche all’esito di quell'incontro, tuttavia, l’allenatore dei Reds si era dimostrato soddisfatto di quanto fatto vedere dai propri giocatori che si erano comunque resi protagonisti di una prestazione da incorniciare. Subito dopo quella sconfitta, puntuali, come sempre avviene in queste occasioni, erano giunte critiche nei confronti dell'allenatore tedesco, accusato di giungere sempre ad un passo dalla vittoria senza però mai riuscire a raggiungerla realmente. In un calcio come quello attuale in cui il risultato assume un’importanza sempre maggiore, in pochi si erano resi conto che la sconfitta del Liverpool era giunta in modo assolutamente immeritato e che se l’atteggiamento tenuto dai Reds nella partita di ritorno fosse stato lo stesso, il discorso qualificazione sarebbe stato tutt’altro che chiuso. All’esito di una gara memorabile, infatti, il Liverpool è riuscito a ribaltare il pesantissimo risultato dell’andata ed al 9 di maggio, in un evento giocabile anche grazie al bonus scommesse, a quota 2,20 è la favorita assoluta per la vittoria della Champions League. In finale, i Reds se la dovranno vedere con il Tottenham, reduce da un’altra rimonta pazzesca concretizzatasi nei minuti finali della sfida contro l’Ajax. Alla squadra di Kloop va riconosciuto il merito di averci sempre creduto e di essere riuscita a sopperire alle pesantissime assenze di Salah e di Firmino grazie alle prestazioni sensazionali dei giovani cresciuti nel proprio vivaio di tutti gli uomini scesi in campo. Il carattere tenace e combattivo dell’allenatore è stato recepito al meglio dai suoi ragazzi e alla fine dei 180 minuti il Liverpool ha decisamente meritato di passare il turno, tenuto conto sia dell’atteggiamento propositivo messo in campo che della voglia di passare il turno a tutti i costi.

Il cuore e l’intensità del Liverpool

Il Barcellona approcciava questa partita di ritorno con la consapevolezza che in Champions League rimonte del genere sono possibili. Proprio nella passata stagione, dopo aver vinto per 4-1 la partita di andata contro la Roma, i blaugrana capitolavano all’Olimpico sotto la furia dei giallorossi che, vincendo la partita per 3-0, condannavano il Barcellona all’eliminazione dalla Champions. Il portiere di quella Roma era Alisson, oggi al Liverpool, e chissà che la sua presenza non abbia fatto tornare a galla nelle menti dei catalani quei momenti sportivamente drammatici. Il Barcellona, non a caso, si è reso protagonista della stessa prestazione opaca messa in campo lo scorso anno contro la Roma e anche in questa occasione ha pagato a caro prezzo tutti i suoi errori. Se è vero che i demeriti del Barcellona sono stati evidenti, è altrettanto vero che sono stati maggiori i meriti del Liverpool. L’eroe di una serata perfetta è stato Georginio Wijnaldum: il centrocampista olandese, entrato nel secondo tempo per pungere il Barcellona con i suoi inserimenti senza palla, ha messo a segno una doppietta nel giro di pochi minuti ed ha consegnato la qualificazione nelle mani dei Reds. A prescindere dalla propria fede calcistica, partite del genere non possono lasciare indifferenti gli amanti di questo sport e ci lasciano la convinzione che il calcio italiano abbia ancora molto lavoro da fare prima di giungere ai livelli dei top club europei. Il problema non sembra risiedere nelle qualità dei singoli giocatori in rosa e nei nomi altisonanti acquistati dalle varie compagini, bensì nella mentalità che le squadre inglesi sono riusciti a mettere in campo in questa edizione della Champions League. La Premier si conferma il campionato più equilibrato ed allenante del panorama calcistico europeo e non può essere un caso che la finale di Champions sia tutta inglese e che Arsenal e Chelsea si incontreranno in finale di Europa League. A conferma della bontà del lavoro fatto da Kloop si erge la circostanza che vede il Liverpool chiamato a giocarsi la vittoria della Premier contro il Manchester City all'ultima giornata anche se c’è la concreta possibilità che i Reds, nonostante possano raggiungere quota 97 punti, alla fine arrivino secondi con un solo punto di distanza dai Citizens.


La rimonta del Liverpool è già entrata di diritto nella storia di questo sport. Il conto alla rovescia verso la finale di Madrid è già iniziato e la sensazione è che Liverpool e Tottenham si renderanno protagoniste di uno spettacolo indimenticabile.

 

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  Scritto da Redazione il 15/05/2019
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