3-4-3

L’UDINESE DI ZACCHERONI (1997/98)
Può essere considerato lo schema di congiunzione tra il 4-4-2 e il 3-5-2, l’assetto tattico nato per esaltare i pregi e minimizzare i difetti delle due possibili scelte tattiche.
Difensori centrali: sono vincolati alla sola fase difensiva. Spesso bloccati agiscono in linea e spesso estremizzano la tattica del fuorigioco. La scelta dei tecnici ricade sovente su atleti possenti fisicamente e con discrete capacità di corsa.
Centrocampisti: coprono la zona nevralgica del campo dalle possibili percussioni centrali.
Partecipano all’impostazione della manovra con eventuali incursioni a finalizzare l’azione.
Esterni: come nel 3-5-2 sono la chiave della manovra. Svolgono la loro azione sull’intera fascia di
competenza alternando cross a ripiegamenti a chiusura delle corsie laterali.
Attaccanti: spesso vengono scelti attaccanti centrali possenti e in grado di mantenere il possesso palla fino all’appoggio dei centrocampisti. Ai lati dell’attaccante centrale agiscono punte esterne rapide e a volte dotate di spiccate doti di fantasia.
In fase offensiva, rispetto al 3-5-2, il 3-4-3 prevede un elemento in meno a metà campo e uno in più in attacco proiettando maggiormente la squadra all’offesa. Questo perché sono consentite le sovrapposizioni degli esterni di centrocampo sulle punte laterali. Queste ultime però, agiscono molto larghe e i loro rientri a centrocampo sono fondamentali per consentire la copertura delle corsie in fase difensiva. I centrocampisti laterali non possono sfruttare l’aiuto dei centrocampisti centrali cui spetta il compito di difendere di gioco la squadra dalle percussioni centrali.
In fase difensiva, il 3-4-3 assicura notevole copertura al centro grazie ai tre difensori centrali, ma sulle corsie si può andare in inferiorità numerica se i due attaccanti esterni non hanno caratteristiche anche difensive. In attacco si vedono meno sovrapposizioni, ma consente una maggiore imprevedibilità in chiave offensiva se uno degli esterni è un fantasista ed ha le caratteristiche per convergere verso la trequarti di campo. Qualora si disponga di un trequartista, si può passare anche ad un 3-4-1-2.
4-3-2-1

IL MILAN DI ANCELOTTI (2006-07)
Il modulo 4-3-2-1 anche definito “ad albero di Natale” in fase offensiva consente di avere tre attaccanti con il supporto dei centrocampisti di spinta. Nel corso della fase difensiva le due mezze punte ripiegano al centrocampo formando un 4-5-1 mentre la difesa resta allineata con coperture individuali a zona.
Difensori centrali: svolgono prevalentemente la sola fase difensiva anche se a volte salgono in area avversaria in occasione dei calci piazzati. Spesso garantiscono l’avvio dell’azione servendo i centrocampisti o lanciando per li trequartisti.
Difensori Esterni: a seconda dell’attitudine offensiva dell’allenatore possono essere meramente destinati a compiti difensivi oppure hanno licenza di sganciarsi in attacco. Quando ciò avviene possono essere particolarmente pericolosi visto che i difensori avversari sono costretti a tener d’occhio il reparto offensivo costituito da tre uomini.
Centrocampisti: devono coprire la zona nevralgica del campo e costituiscono il primo vero baluardo difensivo della squadra. Più che piedi buoni sono necessari muscoli e polmoni. Le squadre che dispongono di registi con queste ulteriori capacità hanno un tesoro inestimabile.
Trequartisti: sono le chiavi tattiche della squadra. Devono svolgere il doppio compito di impostare o finalizzare l’azione e di dare supporto al centrocampo.
Attaccante: l’unico attaccante contribuisce alla costruzione della manovra ricevendo il passaggio dai difensori e consentendo alla squadra di allungarsi. Si propone in area come riferimento per il servizio dei compagni di reparto o i cross degli esterni.
Il miglior modo per opporsi in fase difensiva è quello di contrastarlo a centrocampo: se ipotizzo di difendermi e basta, vengo sicuramente distrutto dal potenziale tecnico degli attaccanti avversari. Per questo preferisco affrontare questo modulo con un 4-4-2 classico: i 4 centrocampisti devono essere disposti a semicerchio o al massimo a rombo schiacciati sulla difensiva; i due centrali devono stare attenti agli inserimenti dei due trequartisti; fondamentale importanza riveste l’interditore basso davanti alla difesa. Mai farsi “risucchiare” in avanti perché in questo modo si lascia troppo spazio libero davanti alla difesa. Infine i due mediani esterni diventano i controllori delle proiezioni offensive dei terzini laterali avversari: poiché sono generalmente molto forti fisicamente, devono contrastare e ripartire in velocità per aggredire lo spazio stesso lasciato dal difensore.
In fase offensiva ricordiamoci che la squadra che attua "l’albero di Natale" è molto votata all’attacco, pertanto può essere contrastata solamente con ripartente veloci e triangolazioniprofonde. Bisogna “saltare” la loro linea di centrocampo e questo lo possiamo fare solamente se abbiamo davanti giocatori in grado di far salire la squadra in maniera veloce. Tenendo impegnata la loro difesa, isolo i loro attaccanti e sfrutto le loro debolezze: difficilmente queste squadre sono in possesso anche di grandi difensori. Non è nella loro mentalità.
4-3-3

LA LAZIO DI ZEMAN (1994/95)
Probabilmente la tattica più spettacolare che possa essere applicata nel gioco del calcio ha un solo profeta: Zdenek Zeman. Il Foggia provinciale, lLa Lazio del primo Cagnotti e la Roma di fine secolo si sono affacciate alle soglie del calcio che conta grazie ad un gioco spumeggiante che ha fatto innamorare migliaia di persone. Purtroppo a tanta abbondanza non hanno mai fatto eco risultati importanti se si esclude il secondo posto conquistato dai biancocelesti nella stagione 1994/95.
Difensori centrali: sono i soli veri difensori. Non hanno nessun compito offensivo, ad esclusione delle situazioni connesse ai calci piazzati. Controllano l'attacco avversario ognuno nella zona di sua competenza. La tattica del fuorigioco è applicata in continuazione.
Esterni: appoggiano molto spesso il centrocampo e salgono fino alla linea di fondo cercando il cross o a volte tagliando per vie centrali quando l'attaccante sulla loro fascia è proteso per il cross.
Centrocampisti: dettano il ritmo alla partita distribuendo palloni su tutti i fronti. In fase difensiva devono appoggiare il reparto arretrato. Tecnica e abilità nel passare la palla non devono mancare a chi ricopre questa posizione. E’ richiesta una perfetta forma fisica e ampia capacità di corsa. I meccanismi devono essere perfetti al fine di evitare il contropiede avversario.
Attaccanti: gli esterni ripiegano in fase difensiva aiutando i tre centrocampisti, il centrale invece può avere compiti prettamente offensivi e sovente è usato come torre o sponda per gli inserimenti degli attaccanti esterni.
Nella fase difensiva cerco soprattutto di utilizzare i centrocampisti per aiutare la difesa. Quando siamo attaccati, sono loro che devono aiutare soprattutto sugli esterni stando anche molto attenti che i difensori avversari non contribuiscano alla fase di attacco cercando la superiorità numerica con tagli in diagonale sul centrocampo o con sovrapposizioni sulle ali. La mia difesa deve rimanere molto ferma sui due centrali: il loro centravanti cercherà in tutti i modi di portare fuori il mio centrale difensivo, ed in quel mentre, il compito di controllare l’attaccante sarà cura del mio centrocampista basso; quello posizionato davanti alla difesa…il Cambiasso della situazione. Gli esterni devono stare sulle loro posizioni, non devono assolutamente cercare di farsi portare fuori dalle ali avversarie perché così facendo lasciano ulteriore spazio libero dove andrebbero a posizionarsi subito i terzini avversari. Ricordo infatti che una delle prerogative del calcio a zona è proprio quello di occupare lo spazio lasciato libero dagli avversari. Per questo, i miei attaccanti devono sempre tornare a dare una mano in fase difensiva ma non indietreggiando troppo perché così facendo risulteremmo troppo “schiacciati” all’indietro. Ovviamente devono rientrare a turno per consentire ogni opportunità di rilancio e contropiede.
In fase offensiva cercherò di utilizzare al massimo i tagli degli attaccanti sotto la loro difesa. I loro due centrali difensivi in genere non si muovono ed è per questa ragione che la mia punta centrale deve “galleggiare” tra la loro linea difensiva e quella di mediana. Mai palloni in orizzontale; ma solo in verticale. Non più di 2/3 tocchi, nell’intento di far uscire il loro uomo addetto al pressing.
Quando si affronta una squadra che gioca a ZONA, è fondamentale conoscere i loro meccanismi.
Uno dei più ricorrenti, è il pressing sul portatore di palla avversario che deve sempre avvenire quando questi è rivolto faccia alla sua porta. Questo consente ai centrocampisti di poter occupare lo spazio libero dall’interditore e facilitare così un capovolgimento di fronte perentorio e veloce.
Pertanto è basilare cercare di non portare palla, ma di tenerla lontana dalle loro zone di pressing.
I terzini devono partecipare in maniera attiva per cercare di servire quanto più velocemente possibile gli attaccanti ed i centrocampisti che tagliano sotto la linea difensiva avversaria. Dal punto di vista organizzativo, occorre cercare il più possibile rapidi capovolgimenti di fronte in maniera da eludere il fuorigioco; inserimenti centrali dei centrocampisti proprio in fase di offside; inoltre bisogna provare conclusioni da fuori area per sfruttare la loro difesa che si apre in fase di piazzamento. La difficoltà maggiore è proprio quella di non consentire agli avversari di praticare il loro gioco perché in genere sono squadre che non mollano mai.
4-4-2

IL MILAN DI SACCHI (1989/90)
La tattica più usata nel calcio moderno è il 4-4-2. Fino alla metà degli anni ’90 questo schema era caratterizzato dalla presenza di un libero staccato e uno stopper a centro area. Con l’avvento di sacchi si è passati ai quattro difensori in linea, all’estremizzazione del gioco a zona e ad una esasperata tattica del fuorigioco. Richiede buona forma fisica per tutti i suoi componenti.
Centrali difensivi: nella moderna concezione del 4-4-2 si esprimono con una marcatura a zona. A ciascuno compete una particolare area difensiva. La variante più adottata è la marcatura a uomo in occasione dei calci piazzati. Nel calcio moderno sempre più spesso capita che la manovra prenda avvio proprio dai difensori centrali che impostano il gioco con lunghe sventagliate o passaggi ai centrocampisti.
Esterni difensivi: hanno spesso attitudini offensive e ampia capacità di corsa. In fase difensiva coprono l’area di competenza degli esterni offensivi avversari pronti a scalare in marcatura qualora il gioco si sviluppi dal lato opposto del campo. Frequenti le sovrapposizioni con gli esterni alti e i cross al servizio del reparto offensivo.
Esterni offensivi: agiscono larghi sulle fasce pronti ad accentrarsi qualora se ne presenti l’opportunità. Corsa, dinamismo e piedi buoni possono essere l’arma vincente di una squadra. In fase difensiva ripiegano in aiuto degli esterni bassi.
Centrocampisti centrali: hanno il duplice compito di inaridire le fonti di gioco avversario e di avviare la manovra smistando palloni sulle corsie o lanciando i propri attaccanti. In fase difensiva devono appoggiare il reparto arretrato.
Attaccanti: Spesso complementari per forza, agilità, rapidità e possanza fisica in fase difensiva hanno il compito di avviare il pressing mentre in fase offensiva sono ovviamente chiamati alla realizzazione e alla costruzione del gioco. Non è infatti inusuale vedere attaccanti che arretrano per dare appoggio al regista o “spizzare” la sfera in direzione degli esterni offensivi.
In fase difensiva può addirittura arrivare a diventare una doppia testuggine con 8 giocatori a difesa della propria area. Spesso di passa dal 4-3-3 al 4-4-2 una volta andati in vantaggio e quando manca ormai poco alla fine; quando le energie cominciano a mancare e si vuole difendere meglio il risultato acquisito. Questo modulo lo puoi contrastare adeguatamente solo opponendoti in maniera uguale. Se attuo il 4-3-3 le punte devono assolutamente rientrare a centrocampo per non farmi sentire in inferiorità numerica e soprattutto si devono allargare per contrastare efficacemente i terzini fluidificanti sulle fasce.Contrastare il 4-4-2 vuol dire coprire gli spazi nella mia metà campo attuando un pressing “razionale” sul portatore di palla avversario che và aggredito quando è girato di spalle; ma attenzione perchè non devo farmi prendere dalla foga agonistica di continuare il mio pressing sul difensore a cui ha passato eventualmente il pallone, perché così facendo creerei un buco a centrocampo dove i loro centrocampisti andrebbero immediatamente a posizionarsi, costringendo così un mio difensore ad uscire dalla linea bassa. Brutta situazione.
In fase di attacco invece vale abbastanza quanto detto con il 4-3-3; rapidi capovolgimenti di fronte; palla in verticale e mai in orizzontale; inserimenti sotto la linea della difesa sono le prerogative per attaccare questo metodo. Un’ultima caratteristica. In entrambi i moduli i due centrali, avendo la possibilità, vanno attaccati con delle triangolazioni molto veloci per poterli fare uscire dalla loro linea.
3-5-2 o 5-3-2

IL PARMA DI SCALA (1991/92)
A seconda della attitudine offensiva dei calciatori a disposizione e della mentalità dell’allenatore lo schema può modificarsi da un 3-5-2 ad un 5-3-2. Ovvia chiave tattica sono le caratteristiche proprie degli esterni di fascia.
Difensori centrali: sono vincolati alla sola fase difensiva anche se a volte salgono in area avversaria in occasione dei calci piazzati. Affrontando una squadra che si schiera con un 4-4-2 sono costretti a ricorrere all’aiuto dei centrocampisti o degli esterni per fronteggiare le incursioni portate con 4 o 5 attaccanti.
Centrocampisti: devono coprire il campo in tutta la sua larghezza. Devono possedere corsa, atletismo e visone di gioco. In caso di sovrapposizione degli esterni devono presidiare la zona di competenza. E’ spesso richiesta la percussione centrale a supporto degli attaccanti.
Esterni: sono la chiave della manovra. Svolgono la loro azione sull’intera fascia di competenza alternando cross a rapidi ripiegamenti, inserimenti a supporto delle punte ad interventi in ausilio dei difensori.
Attaccanti: usualmente veloci e in grado di aggredire gli spazi sono spesso chiamati a ripiegare per dare appoggio alla manovra.
In fase difensiva cerco pertanto di far partecipare le mie punte arretrandole sulla linea di centrocampo in maniera da non dare alla squadra avversaria la superiorità numerica nella zona nevralgica del campo. La difesa la imposto a 3: è perfettamente inutile avere 4 difensori ancorati dietro per contrastare 2 punte. Utilizzo piuttosto uno dei centrali difensivi per giocare davanti alla difesa: un incontrista che serve per “aggredire” la mezzapunta avversaria prima che si liberi per l’ultimo passaggio o il tiro. Se gli avversari hanno un giocatore di talento, cercheranno di costruire intorno a lui una gabbia a protezione proprio del suo talento; starà a noi riuscire a perforare questa gabbia. Come? Beh se il giocatore di talento merita così rispetto, lo cureremo con un doppio controllore. Non troppo alti rispetto la difesa, perché se l’avversario ci salta troverebbe troppo spazio. Raddoppiare la marcatura è fondamentale persoffocare il suo talento. Ricordiamo che quasi sempre i giocatori di classe odiano le marcature asfissianti o peggio ancora a uomo.
In fase offensiva devo approfittare del loro punto debole: la difesa a 3. Questo vuol dire spazi in avanti per la mia squadra e per questo le mie punte devono fare molto movimento; un attaccante fermo è quanto di più semplice ci sia da marcare. I movimenti delle due ali devono essere profondi, mentre i centrali a turno scaleranno uno sul centrocampo per fare da “boa” e l’altro invece cercherà la profondità per sfruttare i cross dalle ali. Le ripartente pertanto dovranno essere perentorie e le ali avranno il compito più duro perché dovranno essere pronte a supportare il lavoro degli attaccanti.
Un altro modo per mettere in difficoltà il centrocampo a 5 è quello di scavalcarlo con lanci lunghi, evitare cioè l’1-2 in mezzo a un’infinità di giocatori avversari che finiscono inevitabilmente per avere il sopravvento. Il lancio lungo, ha anche il vantaggio di liberare le ali sulle fasce che si trovano in vantaggio di una decina di metri rispetto agli esterni avversari. Il problema è sempre lo stesso: se lascio giocare i miei avversari secondo le loro caratteristiche, corro il rischio di perdere gli spazi e la partita.