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Campionati e Risultati: RISULTATI CLASSIFICHE STATISTICHE COPPE DIRETTA

"DILETTANTI, RIPARTIRE SI O NO?" Le riflessioni di un dirigente

Da Sergio Fioravanti (nella foto), direttore generale del Giovani Schiavo Casalina, riceviamo e pubblichiamo.

"Caro Stefano,

scusami se ti rubo un po' di spazio al calcio giocato, ma credo che in questo momento, il giocare sia davvero in secondo piano rispetto a tutto ciò che sta accadendo.

Ti premetto una cosa, e la premetto a chi leggerà, la mia Società è stata la prima in assoluto in Umbria ad iscriversi al proprio campionato, perciò nessun dubbio sul fatto che avevamo ed abbiamo voglia di calcio, inteso come sport ma anche come momento di aggregazione.

Ma ad Agosto, il COVID sembrava quanto meno sotto controllo; ora, in Italia ed in Umbria soprattutto non lo è. E non parlo delle implicazioni cliniche, non sono un medico, parlo delle implicazioni sociali e lavorative che un positivo in squadra potrebbe dare.

Il protocollo FIGC parla se non erro, di quarantena sanitaria per il positivo, la procedura ASL parla di quarantena per tutto il team, e fino a prova contraria, la salute viene gestita dalla ASL e non dalla FIGC.

Ma il punto non è saltare o meno partite, chi se ne frega, ma è che i nostri ragazzi giocano gratis, vivono del proprio lavoro, e sempre più ogni giorno direi, ci sentiamo dire che hanno paura. Paura che una quarantena pesi sul proprio lavoro, fino al punto che alcuni datori di lavoro consigliano ai propri dipendenti di evitare il calcio; non biasimo queste persone credimi, un contagiato in azienda, ufficio, bar, ristorante, porterebbe alla quarantena di tutta l’attività, come dargli torto?

Ed allora succede e succederà che alcuni ragazzi, spero pochi, lasceranno...

I protocolli da applicare all’interno delle singole Società sono stringenti se applicati, ma si limitano ai propri ragazzi, e nessuno di noi sa realmente se tutti li applichiamo; nessuno si offenda, ma è così.

Inoltre noi Dirigenti, non abbiamo il controllo sui ragazzi al di fuori di quelle due ore 3 volte a settimana, perciò diventa tutto dannatamente difficile. Difficile spiegare e far capire ai ragazzi che tutto è sicuro, quando realmente non lo è.

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Ripartire con un Campionato in queste condizioni credimi è da pazzi furiosi. O da incoscienti. La Lega sospese a Marzo i Campionati, in Umbria sospendemmo le attività con 30 contagiati, ora con oltre 1000 vogliamo ripartire?

Ma siamo pazzi o cosa?

Ed il tutto purtroppo, è avallato da una classe Dirigente timorosa di perdere potere e da alcuni Dirigenti di Società malati di calcio che non vedono al di là del proprio naso e della paginetta del Corriere dell’Umbria del Lunedì.

Noi come ASD Giovani Schiavo Casalina, stiamo valutando molte cose, non escluso il fatto di fermarci. Il gioco non vale la candela credimi, il rischio che i nostri ragazzi possano infettarsi rischiando salute e lavoro, non è paragonabile alla più bella vittoria sul campo. E’ ora che il CRU apra gli occhi, soprattutto prenda coraggio e capisca che in questa situazione non si può e non si deve ripartire.

Io spero che altri Dirigenti e/o Presidenti la pensino come me, e spero che ciò che pubblicherai venga condiviso. Non avrò problemi di sorta se rimarrò da solo, per me il calcio è e rimarrà un passatempo e non mi va che per il mio godimento, altri rischino quanto e più di me.

PS: ASD Giovani Schiavo Casalina applica in maniera maniacale il protocollo sicurezza, considera che ai nostri giocatori facciamo lo screening ogni 7 giorni oltre che temperatura ad ogni ingresso al campo, e che hanno avuto tutti dotazioni personali ed addirittura le divise da gioco non vengono toccate da nessuno una volta sanificate a parte loro dato che le consegniamo prima della partita imbustate una per una !!!!! Perciò le mie sono considerazioni che escono al di fuori dell’eventuale contagio on site ma sono prettamente di carattere logico e sociale."

 

Sergio Fioravanti - DG Giovani Schiavo Casalina

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  Scritto da Redazione il 10/10/2020
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