Niente stage, ma tante idee chiare. Rino Gattuso ha scelto la strada del contatto diretto per preparare i playoff di marzo, trasformando l’assenza di un raduno ufficiale in un’opportunità. Chilometri, incontri e dialogo: il ct ha deciso di andare lui dai giocatori, adattandosi agli impegni dei club senza creare distrazioni.
Dall’estero all’Italia senza sosta
Il viaggio di Gattuso è iniziato lontano dai confini nazionali. Prima le tappe con Retegui in Arabia Saudita e Verratti in Qatar, poi Londra per incontrare il gruppo della Premier. Un lavoro silenzioso e metodico, pensato per mantenere un filo diretto con chi vive realtà e pressioni differenti rispetto al calcio italiano.
Le cene come momento di gruppo
La tappa milanese ha segnato l’inizio del tour italiano vero e proprio. A cena, in un clima informale, i giocatori di Milan, Inter, Juventus, Bologna e Fiorentina. Un modo semplice ma efficace per creare connessioni, condividere sensazioni e rafforzare un’identità comune, senza appesantire la settimana di lavoro delle squadre.
Attenzione ai dettagli e rispetto dei club
Gattuso ha organizzato tutto con estrema cura, evitando trasferte inutili per i calciatori. Per questo sarà lui a volare a Cagliari per incontrare Caprile e Palestra. Una scelta che dimostra sensibilità e conoscenza delle dinamiche di club, qualità maturate negli anni da allenatore prima ancora che da ct.
Più ascolto che valutazioni tecniche
L’obiettivo del tour non è valutare soltanto la condizione atletica. Gattuso vuole capire come i giocatori stanno vivendo l’avvicinamento a un momento cruciale della Nazionale, tra campionato e coppe. Più che selezionatore, in questa fase veste i panni dello psicologo, convinto che le vittorie nascano anche fuori dal campo.
Sguardo al presente e al futuro
Questi incontri non anticipano le convocazioni ufficiali per la gara del 26 marzo a Bergamo e per l’eventuale finale successiva. L’elenco degli invitati è volutamente ampio. La presenza di profili come Bartesaghi e Miretti segnala però uno sguardo lungo: non solo playoff, ma anche prospettive future azzurre.






