Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Torino ha puntato il portiere Falcone per la prossima stagione, ma ora c’è da blindare una salvezza ancora tutt’altro che scontata in Serie A per poter programmare il futuro. Il club granata deve risolvere un’emergenza tra i pali che dura ormai da troppi mesi.
In questa stagione balorda, il rendimento dei numeri uno è stato un continuo alternarsi di errori e incertezze. La scelta di non investire su Caprile in estate e il fallimento dell’operazione Israel, pagato oltre 4 milioni di euro, pesano come macigni sulla classifica attuale.
Il portiere uruguaiano, arrivato dallo Sporting Lisbona dove era già scivolato in panchina, non ha convinto né Baroni né D’Aversa. Dopo aver perso il posto in autunno, Israel è diventato un panchinaro fisso, costringendo la società a guardarsi intorno già durante la sessione di gennaio.
In quel mercato invernale, Petrachi ha tentato uno scambio di prestiti con la Lazio per il nazionale greco Mandas, ma l’affare è sfumato. Mandas è poi finito al Bournemouth per un’operazione complessiva da 18,5 milioni, lasciando il Toro con il solo Paleari a fare da “paracadute”.
Le ragioni del flop e la gestione Cairo-Vagnati
La crisi dei portieri nasce indiscutibilmente da valutazioni economiche ritenute oggi fallimentari. Cairo (soprattutto) e Vagnati scelsero di risparmiare in estate, rinunciando a obiettivi affidabili per ripiegare su scommesse che non hanno pagato, come il giovane Popa, già scaricato a gennaio.
Paleari, a 33 anni e con sole 4 presenze in A prima di quest’anno, si è ritrovato titolare per necessità. Nonostante alcune parate di livello, i suoi limiti (con i piedi, ma non solo) sono emersi chiaramente nelle recenti sconfitte contro Napoli e Genoa, dove alcune sue incertezze sono costate punti pesanti.
Le trattative live della scorsa estate avevano illuso l’ambiente, ma la realtà parla di una difesa spesso lasciata scoperta da chi doveva dirigerla. Il Toro ha giocato con il fuoco, accarezzando il pericolo di una retrocessione che ora obbliga a una riflessione profonda sui quadri dirigenziali.
Israel è ormai destinato alla cessione per cercare di non perdere il treno della nazionale uruguaiana. Paleari, invece, ha un contratto fino al 2027 e resterà come affidabile secondo, ruolo che meglio si sposa con la sua esperienza e le sue caratteristiche tecniche.
Il piano Falcone: l’usato sicuro di D’Aversa
Per la prossima stagione, il nome in cima alla lista di Petrachi è quello di Wladimiro Falcone. L’attuale baluardo del Lecce è considerato un profilo di grande affidabilità, reduce da prestazioni che gli sono valse spesso la standing ovation del pubblico salentino.
Il legame tra Falcone e D’Aversa è solido e datato: fu proprio il tecnico abruzzese a lanciarlo titolare alla Sampdoria nel 2021-2022. In quell’occasione, Falcone scalzò Audero dopo un’ottima prestazione in Coppa Italia proprio contro il Torino, non lasciando più il campo.
I due si sono poi ritrovati a Lecce con risultati eccellenti, consolidando una stima reciproca che ora potrebbe trasferirsi all’ombra della Mole. Il portiere compirà 31 anni ad aprile e ha un contratto con i giallorossi fino al 2028, ma la sua partenza appare probabile.
Se il Lecce dovesse retrocedere in Serie B, l’addio di Falcone sarebbe scontato. In caso di salvezza dei pugliesi, il Torino dovrà mettere sul piatto una cifra superiore ai 5 milioni di euro per strappare il sì del club del presidente Sticchi Damiani.
Scenari futuri e ultime manovre di mercato
Le ultimissime legate al futuro della panchina granata saranno decisive: se D’Aversa dovesse prolungare il suo contratto, l’assalto a Falcone diventerebbe la priorità assoluta del mercato estivo. Petrachi ha già avviato i primi contatti programmatici per non farsi trovare impreparato.
Il mercato del Calciomercato granata non può prescindere da un portiere di livello medio-alto per ambire a posizioni diverse in classifica. La gestione dei pali quest’anno è stata un azzardo troppo grande, un errore che la piazza non è disposta a perdonare una seconda volta.
In conclusione, il Torino si trova a un bivio fondamentale. La salvezza rimane l’obiettivo primario per sbloccare il budget necessario, ma la strada verso Falcone sembra già tracciata per ridare sicurezza a un reparto che ha sofferto troppi “orrori” stagionali.






