Progettualità sempre più ambiziosa in casa Como, dove si guarda già al futuro e al possibile restyling dello stadio Sinigaglia. Il club sta valutando interventi strutturali per rendere l’impianto idoneo alle competizioni europee, traguardo mai raggiunto nella lunga storia della società.
La stagione della squadra potrebbe infatti culminare con una storica qualificazione alle coppe. Molto passerà dalla sfida contro la Roma, appuntamento che in città ha già acceso l’entusiasmo dei tifosi, con i biglietti praticamente esauriti.
Il sogno europeo e il nodo dello stadio
Un eventuale approdo nelle competizioni continentali rappresenterebbe un risultato senza precedenti per il Como. Champions League, Europa League o Conference League: qualunque torneo europeo segnerebbe comunque un traguardo storico per il club.
Proprio per questo motivo la società ha iniziato a ragionare sulle possibili soluzioni per adeguare lo stadio Sinigaglia ai requisiti UEFA. L’impianto, inaugurato nel 1927, non soddisfa attualmente gli standard richiesti per ospitare le partite internazionali.
La capienza non rappresenta il principale ostacolo. Le competizioni UEFA richiedono infatti una soglia minima di circa 8mila posti, inferiore a quella prevista per la Serie A, fissata a 12mila.
Le criticità riguardano soprattutto le infrastrutture e alcuni aspetti strutturali dello stadio. Tra questi c’è la necessità di avere tribune realizzate su fondazioni stabili e non su strutture temporanee.
La curva occupata dai tifosi del Como, ad esempio, poggia su tubolari e dovrebbe quindi essere completamente ripensata per rispettare le normative internazionali.
Gli interventi necessari per ottenere il via libera UEFA
L’adeguamento dello stadio richiederebbe diversi interventi. Tra le richieste della UEFA figurano anche 100 posti dedicati agli ospiti VIP in tribuna e circa 150 parcheggi riservati, spazi che attualmente non sono disponibili.
Un altro limite riguarda l’area esterna dell’impianto. Lo spazio intorno al Sinigaglia è piuttosto ridotto e soggetto a vincoli paesaggistici e culturali, fattori che complicano eventuali ampliamenti.
Tra le altre opere necessarie figurano l’ampliamento della sala stampa, nuove aree per le telecamere e i fotografi, oltre all’adeguamento dei servizi igienici e degli impianti di illuminazione.
Sarebbero necessari anche interventi sulle vie di accesso e di uscita degli spettatori, sugli spazi di primo soccorso e sui sistemi audio per la diffusione di eventuali comunicazioni di emergenza.
Anche il terreno di gioco dovrebbe essere adeguato agli standard europei. Nei mesi scorsi Cesc Fabregas ha fatto allargare il campo a 66 metri, ma i regolamenti UEFA prevedono una larghezza minima di 68.
Il vero nodo resta però la curva, che dovrebbe essere completamente ricostruita per eliminare le strutture temporanee.
Se il Como dovesse conquistare la qualificazione europea, la società cercherà di accelerare i lavori già nei mesi estivi. L’obiettivo è evitare di trasferire le partite in un altro stadio e continuare a giocare sulle rive del lago anche nelle notti europee.






