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Notizie Serie B

Serie B 2025/26 – La lotta salvezza tra otto club in bilico: l’analisi

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Serie B 2025/26 – La lotta salvezza tra otto club in bilico: l’analisi

La Serie B 2025/2026 entra nella sua fase più calda, trasformando la parte bassa della classifica in una vera e propria tonnara dove ogni punto pesa come un macigno. Otto club sono attualmente racchiusi in un fazzoletto di soli cinque punti.

Tra la tredicesima posizione e l’ultimo posto utile per i playout, la tensione è palpabile per piazze storiche come Bari, Sampdoria e Pescara. Nessuno è al sicuro in un romanzo collettivo che il campo sta scrivendo con colpi di scena settimanali.

Secondo le analisi di Transfermarkt e le ultime rilevazioni sui monti ingaggi, la discrepanza tra investimenti e risultati è evidente. Squadre costruite per il vertice si ritrovano oggi a lottare nel fango della zona retrocessione.

Pescara e Reggiana: tra colpi di mercato e restaurazione

Il Pescara, fermo a 29 punti, ha provato a invertire la rotta con un mercato invernale frenetico che ha visto ben diciotto movimenti complessivi. L’innesto di Lorenzo Insigne ha dato una scossa mediatica, ma i numeri raccontano una realtà più complessa.

I biancazzurri hanno conquistato 14 punti nelle ultime 8 partite, quasi pareggiando i 15 ottenuti nelle prime 24. Il Delfino segna molto (43 reti), ma possiede la peggior difesa del lotto con 58 gol subiti, come confermato dal recente 4-2 incassato a Empoli.

Poco sopra, a quota 30 punti, la Reggiana ha scelto la via della restaurazione affidandosi a Bisoli dopo lo schiaffo subito dall’Entella. Il tecnico, noto per il suo pragmatismo, dovrà registrare una difesa che ha già concesso 49 reti in stagione.

Il modulo di riferimento rimarrà il 3-5-2, ma l’approccio psicologico sarà l’ago della bilancia. I granata soffrono terribilmente i primi minuti di gioco, subendo spesso gol a freddo che condizionano irrimediabilmente l’esito dei match cruciali.

Lo Spezia e il Bari: crisi societarie e sogni di miracoli

Lo Spezia condivide i 30 punti con la Reggiana, ma vive una crisi di identità profonda. La proprietà Roberts e la presidenza Stillitano sono finite nel mirino per la gestione tecnica, culminata nel richiamo di Luca D’Angelo dopo il fallimento Donadoni.

L’esonero e il successivo reintegro di D’Angelo sconfessano la scommessa fatta su un allenatore fermo da cinque anni. I liguri subiscono troppo (46 reti) e segnano poco, palesando un’insicurezza cronica mostrata chiaramente nel 3-1 subito dalla Juve Stabia.

A Bari, con 31 punti, il clima è ancora più teso. Le voci su una possibile trasformazione del club nella futura U23 del Napoli alimentano il malcontento di una piazza che vede la propria squadra scivolare pericolosamente verso i playout.

Moreno Longo sembra essere l’unico baluardo di speranza, con una media di 1,17 punti a partita, decisamente superiore ai suoi predecessori Vivarini e Caserta. Lo 0-3 subito dalla Carrarese è però un segnale d’allarme che non può essere ignorato.

Virtus Entella e Sampdoria: stabilità contro confusione

La Virtus Entella naviga a 34 punti con una coerenza stoica. Nonostante l’ultimo monte ingaggi della categoria (appena 5,2 milioni di euro), il tecnico Chiappella non è mai stato messo in discussione dalla dirigenza ligure in questa stagione travagliata.

La salvezza dei chiavaresi passa obbligatoriamente dal “fortino” del Sannazzaro e dal suo manto sintetico. Se fuori casa l’Entella ha raccolto solo 7 punti, tra le mura amiche ne ha messi insieme ben 27, mantenendo un rendimento da zona playoff.

Diametralmente opposta è la situazione della Sampdoria, anch’essa a 34 punti ma con il terzo monte ingaggi della Serie B. La gestione Manfredi e della proprietà indonesiana ha prodotto una confusione tecnica con ben tre allenatori cambiati in un anno.

L’arrivo di Lombardo in panchina è visto come l’ennesimo tentativo di placare la piazza con una bandiera storica. I blucerchiati segnano pochissimo (31 gol) e difendono peggio (43 reti subite), camminando su un filo sottilissimo per evitare l’incubo Serie C.

Mantova e Padova: l’incertezza e lo spettro della Serie C

Il Mantova vive una stagione sulle montagne russe con 34 punti. Capace di battere Cesena e Juve Stabia ma di crollare inaspettatamente contro il Modena, la squadra di Modesto non sembra ancora aver trovato la maturità necessaria per la salvezza tranquilla.

Il “Martelli” resta l’unica certezza con 24 punti conquistati, ma il calendario non aiuta. Le prossime sfide contro Entella e Spezia saranno decisive per evitare di arrivare alle ultime giornate contro Monza e Frosinone con l’acqua alla gola.

Chiude il gruppo il Padova, precipitato a 34 punti dopo quattro sconfitte consecutive. L’esonero di Andreoletti, che era decimo solo un mese fa, ha scosso l’ambiente, portando in panchina un Breda che non convince appieno la tifoseria patavina.

Nonostante una rosa valutata tra le ultime della categoria, la paura della retrocessione ha spinto la società a cambiare rotta. Il trittico di match contro Reggiana, Entella e Pescara dirà se la scelta di esonerare Andreoletti è stata corretta.

Cosa significa questa tonnara per il finale di stagione

Questo equilibrio estremo significa che la Serie B si deciderà probabilmente all’ultimo minuto dell’ultima giornata. La differenza tra la salvezza diretta, i playout e la retrocessione in Serie C è sottile quanto un singolo episodio o un errore arbitrale.

Per le società coinvolte, la posta in palio è altissima: la retrocessione comporterebbe un ridimensionamento economico devastante, specialmente per club con costi di gestione elevati come Sampdoria e Bari, che rischierebbero il collasso finanziario.

In conclusione, la lotta salvezza è un banco di prova per i nervi di calciatori e allenatori. In un campionato dove “sta squadra può essere fero o piuma”, vincerà chi saprà mantenere la calma quando il pallone scotterà di più tra i piedi.