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Analisi Irlanda del Nord: il muro di O’Neill sfida l’Italia di Gattuso

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Analisi Irlanda del Nord: il muro di O’Neill sfida l’Italia di Gattuso

L’analisi tattica dell’Irlanda del Nord, avversaria dell’Italia di Gattuso nella semifinale play off dei Mondiali 2026, rivela una squadra che segna poco ma concede pochissimo. I britannici si presentano a Bergamo forti di una difesa che ha subìto appena due reti nelle ultime quattro partite.

Nonostante una qualità media non eccelsa, con portiere e centravanti che militano nella terza serie inglese, la squadra di Michael O’Neill segue con disciplina il modello del kick and rush. Gli irlandesi lanciano lungo e corrono, cercando la spizzata o il calcio piazzato vincente.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’Irlanda del Nord è una squadra compatta e fisica che rinuncia volentieri al possesso palla. I dati parlano chiaro: completano appena il 71% dei passaggi, preferendo ripartire immediatamente negli spazi verticali per colpire in contropiede.

La cerniera difensiva e il catenaccio di O’Neill

Il sistema di gioco nordirlandese non è certo un inno alla gioia e si basa su una difesa a cinque molto bloccata. Quello che sulla carta appare come un 3-4-2-1 si trasforma in campo in un classico 5-4-1 con un blocco basso e tre centrali difensivi rocciosi.

L’unico attaccante isolato, Reid, è in ballottaggio con il giovane Marshall, classe 2004 di proprietà del West Ham ma attualmente in prestito al Bochum. L’obiettivo degli ospiti è scassinare la partita attraverso una palla inattiva o una mischia in area di rigore.

Michael O’Neill, che ricopre anche l’incarico di allenatore del Blackburn, non cambierà atteggiamento nemmeno in caso di svantaggio. «La pressione è tutta sull’Italia – ha dichiarato durante il ritiro di Liverpool – noi vogliamo approfittare del loro nervosismo».

Assenze pesanti e giovani talenti in rampa di lancio

Agli avversari dell’Italia mancheranno però i pezzi pregiati: l’esterno Conor Bradley del Liverpool e il solido difensore centrale Dan Ballard. Nonostante queste defezioni, il ricambio generazionale avviato dal CT poggia su giovani interessanti come il difensore Hume del Sunderland.

A centrocampo spicca Shea Charles del Southampton, mentre sulle fasce agiscono Devenny del Crystal Palace e la freccia Pierce del West Bromwich. Quest’ultimo è l’uomo più pericoloso, autore di 7 reti in campionato e di un gol segnato persino alla Germania durante il girone.

I precedenti evocano spettri che gli azzurri devono esorcizzare con forza. Quattro dei convocati nordirlandesi erano in campo nel 2021, quando l’Italia di Mancini si impantanò sullo 0-0 a Belfast, aprendo la strada al drammatico incubo della mancata qualificazione contro la Macedonia.

Cosa significa questa sfida per il cammino azzurro

Riuscire a scassinare il lucchetto difensivo dell’Irlanda del Nord sarà la chiave per accedere al caveau della finale play off. La squadra di Gattuso dovrà evitare la frenesia, mantenendo l’equilibrio per non cadere nelle trappole verticali tese dai “corridori” britannici.

I nordirlandesi sognano di ripetere l’impresa storica del 1958, quando eliminarono l’Italia di Alfredo Foni conquistando il loro primo Mondiale. Sortilegi britannici che la Nazionale dovrà cancellare con una prestazione di sostanza e grande lucidità tattica.

In conclusione, la sfida di Bergamo non è solo una gara di calcio, ma un test di maturità per un gruppo che vuole tornare tra le grandi. Superare il muro di O’Neill significa scacciare definitivamente i fantasmi del passato e mettere un piede sul volo per il Mondiale 2026.