Quello di oggi sembra essere il giorno giusto per la candidatura ufficiale di Giovanni Malagò alla guida del calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, avvenute poco più di una settimana fa, che hanno aperto una corsa frenetica ai vertici della Federazione.
Stamattina infatti, in via Rosellini, i vertici della Lega Serie A si riuniranno in Assemblea per discutere di questo scenario epocale. Sebbene la Lega pesi per il 18% in Assemblea elettiva, il suo valore politico è determinante per legittimare qualsiasi nome che punti alla poltrona più alta di via Allegri.
La strategia della Serie A e l’appoggio di De Laurentiis
L’incontro odierno non sarà una semplice conta dei favorevoli, ma un confronto serrato sulle riforme strutturali urgenti. Si parlerà di settori giovanili e di richieste di sostegno al Governo, cercando una convergenza unitaria su un profilo di alto profilo istituzionale come quello dell’ex guida del Coni.
In questo scacchiere, Aurelio De Laurentiis è stato tra i primi a esporsi con estrema chiarezza. Il presidente del Napoli ha definito Giovanni Malagò come “la persona perfetta” per guidare la rifondazione, trovando sponde importanti soprattutto tra le grandi società del massimo campionato italiano.
Una maggioranza solida dei venti club di Serie A rafforzerebbe Malagò a livello personale, spuntando le armi a chi, all’interno del sistema, sta cercando di ostacolare l’arrivo di una figura percepita come una novità rispetto alla gestione federale degli ultimi anni.
Nonostante l’entusiasmo di alcuni, l’unità non è ancora scontata. Una mancata convergenza immediata non farebbe crollare la candidatura, ma la renderebbe meno granitica di fronte alle altre componenti del calcio, come la Lega Nazionale Dilettanti che detiene un pesante 34% dei voti.
Le manovre di Abete e il ruolo di ago della bilancia
Mentre la Serie A studia la sua mossa, Giancarlo Abete sta sondando il terreno per alternative che garantiscano la continuità del sistema attuale. Tra i nomi che circolano con insistenza c’è quello di Albertini, figura che eviterebbe lo strappo rappresentato da una presidenza esterna.
In questa fase di attesa, restano alla finestra spettatori interessati come l’Assoallenatori di Renzo Ulivieri e l’Assocalciatori di Umberto Calcagno. Proprio quest’ultimo, con il suo 20% di voti, potrebbe rivelarsi il vero ago della bilancia per determinare il vincitore finale.
Gabriele Gravina, attualmente in prorogatio fino al voto fissato per il 22 giugno, osserva in silenzio. Sebbene circolino voci di un suo presunto appoggio ad Abete, fonti vicine alla Federazione suggeriscono cautela: il presidente dimissionario vuole che il calcio scelga in autonomia entro il 13 maggio.
Cosa significa questo per il futuro del movimento? La candidatura di Malagò rappresenta il tentativo dei club di Serie A di riprendersi la centralità politica. Se l’Assemblea di oggi dovesse produrre un “sì” compatto, l’accelerazione sarebbe politicamente significativa e quasi inarrestabile.
In conclusione, questa giornata di lunedì sarà indicativa per capire se il calcio italiano sceglierà la via della rottura o quella della mediazione interna. Il nome di Giovanni Malagò è pronto a scendere ufficialmente in campo, portando con sé il peso di un’intera rivoluzione dei vertici federali.




