Il calciomercato Inter inaugura un nuovo progetto tecnico e finanziario sotto la gestione del fondo Oaktree, puntando a mantenere l’altissima competitività dimostrata negli ultimi sei campionati, nonostante le profonde mutazioni della rosa e i vincoli di bilancio.
I nerazzurri hanno conquistato tre scudetti nelle ultime sei stagioni, alternando tre allenatori diversi — Conte, Inzaghi e Chivu — e dimostrando una resilienza straordinaria. Di quel gruppo che vinse il tricolore nel 2021, oggi restano solamente tre pilastri: Bastoni, Barella e Lautaro.
L’addio dei senatori e la strategia di Giuseppe Marotta
Il presidente Giuseppe Marotta, intervenuto a Rai Radio 1, ha ribadito come la continuità del progetto sportivo sia garantita dalla delega ampia concessa dalle proprietà al management. Ora, però, la sfida è gestire il ricambio generazionale dei leader storici.
A fine percorso si trovano infatti veterani del calibro di Sommer, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan. Tra i senatori in scadenza di contratto, solo il difensore olandese De Vrij sembra avere concrete prospettive di rinnovo per la prossima stagione agonistica.
Sul fronte delle uscite pesanti, il Barcellona spinge per Bastoni. L’Inter valuta il difensore 70 milioni di euro, ma l’affare potrebbe chiudersi intorno ai 50 milioni a causa delle recenti polemiche che hanno coinvolto il giocatore dopo il caso Kalulu.
Nuovi innesti e giovani talenti nel mirino di Oaktree
Oltre a Bastoni, sono probabili le partenze di Dumfries, che ha una clausola rescissoria appetibile all’estero, e di Frattesi. Anche Luis Henrique potrebbe lasciare Milano per una cifra vicina ai 30 milioni, con il Bournemouth interessato in Premier League.
Per sostituire i partenti, la dirigenza punta su volti nuovi. In porta si va verso la promozione di Josep Martinez, mentre in difesa i contatti sono avanzatissimi per Muharemovic, con Solet che resta un’opzione più defilata sullo sfondo.
Il fondo Oaktree preme per profili giovani come Aleksandar Stankovic, di ritorno dal Bruges, e Palestra per la fascia destra. Chivu, invece, chiede fisicità a metà campo (piace Koné della Roma) e fantasia in attacco, con Nico Paz e Moussa Diaby come obiettivi principali.
Questa ennesima mutazione costringe l’Inter a vincere rinnovandosi costantemente, un paradosso che ha reso il Biscione il simbolo perfetto di una squadra capace di cambiare pelle senza mai perdere la propria identità vincente.



