L’avventura francese di Benjamin Pavard volge al termine con un colpo di scena che costringe l’Inter a rivedere le proprie strategie finanziarie. Il difensore non sarà riscattato dal Marsiglia, facendo sfumare un incasso previsto di circa 15 milioni di euro per le casse nerazzurre.
Questa decisione del club transalpino riporta a Milano un calciatore con un ingaggio pesantissimo da 5 milioni di euro netti a stagione. L’operazione, nata nell’ultimo giorno dello scorso mercato estivo, non ha prodotto i frutti sperati per la dirigenza dell’OM.
Il mancato riscatto rappresenta una complicazione per Marotta e Ausilio, che avevano già orientato i propri investimenti verso altri profili. Il francese ha faticato a imporsi in Ligue 1, rendendo la scelta dei vertici marsigliesi ormai quasi definitiva.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il ritorno del difensore alla base nerazzurra avverrà ufficialmente il prossimo 1° luglio. L’Inter si ritrova ora a gestire un esubero di lusso che non rientra più nei piani tattici della squadra.
Il domino di mercato e l’ascesa di Akanji
La partenza di Pavard verso la Francia aveva permesso all’Inter di sbloccare l’acquisto di Akanji, arrivato dal Manchester City. Mentre il francese deludeva le aspettative a Marsiglia, lo svizzero si è rapidamente imposto come un pilastro della difesa di Chivu.
Il rendimento di Akanji ha convinto tutti, portando al suo riscatto immediato e alla conferma in nerazzurro per le prossime stagioni. Questo successo tattico ha però reso Pavard superfluo, confermando l’idea della dirigenza che il suo ciclo a Milano fosse concluso.
In questo contesto di Calciomercato, il ritorno dell’ex difensore del Bayern Monaco crea un sovraffollamento nel reparto arretrato. La necessità di sfoltire la rosa diventa prioritaria per mantenere l’equilibrio economico richiesto dalla proprietà Oaktree.
L’Inter aveva maturato già a settembre la convinzione che Pavard non fosse più necessario per il sistema di gioco. Il suo rientro forzato non cambierà questa visione, spingendo la società a cercare soluzioni immediate per una nuova cessione.
Il rischio è quello di restare bloccati con un contratto in scadenza nel 2028 e uno stipendio che grava pesantemente sul monte ingaggi. Per questo motivo, le ultimissime indiscrezioni parlano di un lavoro febbrile per trovare una destinazione definitiva al calciatore.
Strategie d’uscita e possibili destinazioni estere
Il piano della dirigenza nerazzurra è chiaro: Pavard deve partire subito per evitare che il suo valore di mercato svaluti ulteriormente. Non si cerca un semplice “arrivederci” tramite prestito, ma un addio definitivo che garantisca una plusvalenza.
Al momento gli interessamenti più concreti arrivano da campionati emergenti e mercati con grandi disponibilità economiche. La Turchia e l’Arabia Saudita sembrano essere le piste più calde, con telefonate frequenti già arrivate in sede.
Questi club avrebbero la capacità finanziaria per coprire lo stipendio da 5 milioni netti, cifra fuori parametro per molte squadre europee. Le trattative live dipenderanno però dalla formula che verrà proposta per il trasferimento del cartellino.
Oaktree ha fissato parametri rigidi per la gestione della rosa e Pavard, non avendo un ruolo centrale, è considerato un costo insostenibile. La missione di Ausilio sarà quella di trasformare questo ritorno inaspettato in una nuova opportunità di guadagno.
Il futuro di “Benji l’ex interista” è dunque lontano da Appiano Gentile, con l’Inter pronta a chiudere definitivamente i conti con il passato. La speranza è che le sirene saudite o turche si trasformino in offerte ufficiali prima del ritiro estivo.
Impatto economico e conclusioni sul caso Pavard
La perdita dei 15 milioni del riscatto obbliga l’Inter a un surplus di lavoro sul fronte delle uscite per finanziare il prossimo mercato. Il bilancio nerazzurro risente di questo mancato incasso, che era stato messo in conto dai vertici del club.
Nonostante la delusione francese, il valore internazionale di Pavard resta un asset che la dirigenza intende sfruttare al meglio. La sua esperienza e il contratto lungo fino al 2028 garantiscono comunque una forza contrattuale nelle negoziazioni.
L’obiettivo è liberarsi del pesante ingaggio entro le prime settimane di luglio per dare ossigeno alle casse societarie. Solo una cessione a titolo definitivo permetterebbe di considerare conclusa positivamente questa complessa operazione di mercato.
In conclusione, il mancato riscatto da parte del Marsiglia ha riscritto lo scenario, ma non l’ambizione dell’Inter di restare competitiva. La squadra di Chivu continuerà a puntare su Akanji, mentre per Pavard si aprono le porte di una nuova avventura lontano dall’Italia.
Il piano nerazzurro è in pieno svolgimento e le prossime settimane saranno decisive per capire se l’incastro economico andrà a buon fine. L’addio di Pavard è ormai una necessità tattica e finanziaria a cui l’Inter non può più rinunciare.



