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Mondiali 2026 – Affare di famiglia: le 7 coppie di fratelli che sfidano la storia

Caporedattore di Settecalcio.it
Pubblicato il
Mondiali 2026 – Affare di famiglia: le 7 coppie di fratelli che sfidano la storia

I Mondiali 2026 vedranno la partecipazione di ben 7 coppie di fratelli, pronti a trasformare la manifestazione calcistica in un affare di famiglia. L’evento internazionale accoglie storie uniche di legami di sangue che si intrecciano sui campi di calcio.

Tra i 1248 giocatori totali iscritti ufficialmente alle liste del torneo, queste sette combinazioni familiari rappresentano una rarità statistica. Inizialmente le coppie iscritte dovevano essere otto, ma il forfait dell’olandese Jurrien Timber ha modificato i piani originari.

Le incredibili storie dei fratelli divisi in due nazionali diverse

I fratelli rimasti in lizza incarnano perfettamente il concetto di globalizzazione calcistica. In ben quattro casi specifici, infatti, i membri della stessa famiglia hanno scelto di difendere i colori di due federazioni e nazionali calcistiche differenti.

La dinastia dei Douè rappresenta un esempio lampante di questa scelta. Guéla e Désiré sono nati in Francia da madre francese e padre ivoriano, muovendo i primi passi nel vivaio del Rennes prima di dividere le proprie strade internazionali.

Il maggiore, Guéla, ha ventitré anni e gioca nello Strasburgo, avendo scelto di rappresentare la Costa d’Avorio come prezioso jolly difensivo. Il minore Désiré, ventunenne talento del Psg, ha invece preferito la selezione della Francia.

Dal palcoscenico di Bilbao alle storie dei difensori Souttar

Una dinamica simile caratterizza la celebre famiglia Williams, i cui membri condividono la maglia di club nell’Athletic Bilbao ma non la nazionale. Il maggiore Iñaki, trentunenne dal fisico imponente, è la guida dell’attacco del Ghana.

Il minore Nico, ventitreenne dalle spiccate doti nel dribbling e nella velocità pura, è diventato uno dei volti copertina della Spagna. Entrambi cercheranno di trascinare i rispettivi reparti avanzati verso le fasi calde della manifestazione.

Spostando l’attenzione sul pacchetto arretrato, la storia dei Souttar offre un altro spaccato di multiculturalità. John e Harry sono nati ad Aberdeen, ma hanno preso decisioni opposte sulla selezione maggiore da rappresentare sul campo.

John, ventinovenne leader difensivo dei Rangers, difende la Scozia, mentre il ventisettenne Harry rappresenta l’Australia. Quest’ultimo, di proprietà del Leicester, è celebre per essere il calciatore di movimento più alto nella storia dei Socceroos.

Il caso Luckassen-Brobbey e la forza della dinastia Hernandez

Un caso unico è quello formato da Derrick Luckassen e Brian Brobbey, fratelli nati dalla stessa madre ma con cognomi differenti. Anche per loro il destino sportivo ha previsto binari paralleli in questo campionato del mondo.

Luckassen, trentenne difensore solido del Pafos, gioca per il Ghana, mentre il ventiquattrenne Brobbey difende l’attacco dell’Olanda. L’attaccante arriva da una stagione straordinaria in Premier League vissuta con la maglia del Sunderland.

Le coppie dello stesso sangue sotto la medesima bandiera

La massima eccezione alla divisione internazionale è rappresentata da Lucas e Théo Hernandez, che competono per il titolo di coppia più famosa. A differenza dei colleghi citati, entrambi vestono la prestigiosa maglia della Francia.

L’ex milanista Théo, ventottenne terzino sinistro reduce dall’annata all’Al Hilal, spinge sulla fascia, mentre il trentenne Lucas garantisce duttilità. Il maggiore vanta già in bacheca il titolo mondiale conquistato nell’edizione del 2018.

Esistono poi storie affascinanti legate alle nazionali esordienti in questa edizione della Coppa del Mondo. Capo Verde si presenta ai blocchi di partenza potendo contare sul contributo costante dei fratelli Deroy e Laros Duarte.

Cresciuti calcisticamente in Olanda, occupano zone limitrofe a centrocampo, indossando rispettivamente le maglie numero 14 e 15. Deroy milita nel Ludogorets in Bulgaria, mentre il fratello maggiore Laros gioca per la Puskas Akademia.

L’esperienza dei Bacuna nella nazionale esordiente di Curaçao

L’altra selezione debuttante è Curaçao, che affida le proprie chiavi tattiche ed emotive alla coppia composta da Juninho e Leandro Bacuna. Entrambi i calciatori operano stabilmente sulla trequarti campo con compiti spiccatamente offensivi.

Juninho, ventottenne cresciuto nel Groningen, ha vissuto l’ultima stagione tra i turchi del Gaziantep e gli olandesi del Volendam. Il fratello Leandro, trentaquattrenne capitano, è tornato al Groningen dopo una lunga militanza nei campionati inglesi.

Cosa significa la presenza di così tanti legami familiari all’interno di un singolo campionato del mondo? Questo fenomeno evidenzia l’evoluzione sociale del calcio moderno, dove i flussi migratori e le doppie cittadinanze ridisegnano le geografie delle nazionali.

Per le federazioni coinvolte, poter contare su atleti cresciuti nei migliori contesti europei rappresenta un vantaggio competitivo enorme. Al tempo stesso, per gli appassionati, queste dinamiche aggiungono un livello di narrazione emotiva unico al torneo.

In conclusione, la manifestazione iridata si conferma un palcoscenico globale non solo per i valori tecnici espressi. Le storie delle sette famiglie in campo dimostrano come il calcio sappia unire e dividere, mantenendo intatto il fascino delle proprie radici.