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Atalanta, colpo Michele Sbravati: con Samaden nasce il super-vivaio

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Atalanta, colpo Michele Sbravati: con Samaden nasce il super-vivaio

La Dea inserisce un altro dirigente di peso a Zingonia: non è una semplice nomina, ma una scelta che rafforza la filiera dei talenti.

L’Atalanta non ha annunciato un acquisto per la prima squadra, ma una mossa che può pesare sul futuro del club. Michele Sbravati entra nel vivaio nerazzurro e lavorerà accanto a Roberto Samaden: a Zingonia nasce una struttura sempre più specializzata nello sviluppo dei giovani.

Dal 1° luglio Sbravati sarà Direttore dell’Area Tecnica e di Sviluppo dei giocatori del settore giovanile. Il club lo ha presentato come nuovo innesto dirigenziale nell’ambito del “continuo rafforzamento della struttura del vivaio nerazzurro”. Una formula sobria, ma molto chiara nella sostanza.

Sbravati all’Atalanta: il ruolo e perché conta

La nomina non sostituisce Samaden, ma lo affianca. Questo è il punto centrale. Samaden resta il responsabile del settore giovanile, mentre Sbravati avrà un incarico specifico sull’area tecnica e sullo sviluppo dei calciatori.

È una distinzione importante. L’Atalanta non aggiunge soltanto un dirigente: crea un livello ulteriore nella gestione del percorso dei giovani. Scouting, crescita tecnica, passaggi tra categorie e avvicinamento al professionismo diventano aree sempre più centrali.

Sbravati arriva con un curriculum preciso. Ha lavorato 21 anni al Genoa, gli ultimi 18 da responsabile del settore giovanile. Nel luglio 2024 è passato alla Juventus, dove ha ricoperto per due stagioni il ruolo di Youth Football Director.

Il precedente Genoa e il passaggio alla Juventus

Il Genoa, nel salutarlo nel 2024, aveva scritto: “Dopo 21 anni insieme le nostre strade si separano”. Nello stesso comunicato, il club rossoblù aveva sottolineato la creazione di una struttura solida e la crescita costante del settore giovanile e della scuola calcio.

Questo rende il suo arrivo a Bergamo interessante. Sbravati non è un profilo legato solo alla gestione amministrativa del vivaio, ma un dirigente abituato a lavorare sulla costruzione di una filiera. Alla Juventus ha poi avuto un ruolo ancora più ampio, da Youth Football Director, dentro una struttura con Primavera, Academy e progetto giovanile integrato.

Per l’Atalanta, che da anni fa della valorizzazione dei giovani una parte della propria identità, è una scelta coerente. Non riguarda l’immediato, ma la capacità di aumentare qualità e controllo sul percorso dei calciatori.

Samaden più Sbravati: due esperienze diverse nello stesso vivaio

La presenza di Roberto Samaden dà alla mossa un peso ulteriore. Samaden è arrivato a Bergamo dopo 33 anni all’Inter, di cui 13 da responsabile del settore giovanile. Nel suo percorso sono arrivati 19 titoli nazionali a livello giovanile, dato che lo ha reso uno dei dirigenti più riconoscibili del calcio italiano in questo ambito.

Ora l’Atalanta mette insieme due profili diversi. Samaden porta l’esperienza di una struttura vincente e organizzata. Sbravati aggiunge un profilo più focalizzato sullo sviluppo tecnico e sul percorso individuale dei giocatori.

È qui che nasce il “super-vivaio”: non per uno slogan, ma per la somma delle competenze. La Dea non sta solo cercando giovani forti. Sta rafforzando chi deve selezionarli, formarli e prepararli al salto.

Perché la mossa riguarda anche l’Under 23

Il dettaglio più importante è il contesto. L’Atalanta ha anche una Under 23 inserita nel percorso professionistico. La stagione 2026/27 sarà la quarta per la seconda squadra, con l’avvio previsto in agosto tra Coppa Italia Serie C e campionato.

Questo cambia il valore del settore giovanile. Tra Primavera, Under 23 e prima squadra, il club può costruire una filiera più completa. Ma perché funzioni servono dirigenti capaci di decidere tempi e passaggi: chi resta in Primavera, chi sale in U23, chi può allenarsi con i grandi, chi deve fare esperienza altrove.

Sbravati entra esattamente in questa zona. Il suo ruolo parla di sviluppo del giocatore, non solo di gestione del vivaio. È una differenza che può incidere molto nel medio periodo.

Una mossa silenziosa, ma strategica

Il colpo Sbravati non farà il rumore di un attaccante da doppia cifra o di una trattativa di mercato chiusa in nottata. Ma per l’Atalanta può essere una scelta di peso.

La Dea investe su un’idea semplice: prima di comprare talento, bisogna saperlo costruire. Con Samaden e Sbravati, Zingonia aggiunge esperienza, metodo e competenze specifiche. Non è una nomina di contorno. È un segnale: l’Atalanta vuole rendere il proprio vivaio una delle leve principali del progetto tecnico ed economico dei prossimi anni.