L’inchiesta sui presunti rapporti illeciti tra società e classe arbitrale vive ore di profonda incertezza all’interno della Procura di Milano. Il pm Maurizio Ascione appare in netto dissenso con il procuratore Marcello Viola e l’aggiunto Paolo Ielo riguardo alla chiusura del procedimento.
Il punto critico riguarda la posizione dell’ex designatore Gianluca Rocchi, accusato di aver accettato interferenze per alterare alcune competizioni in concorso con esponenti dell’Inter. Mentre Ascione ritiene il materiale probatorio solido, i vertici dell’ufficio giudiziario dubitano della tenuta processuale delle prove raccolte, citando i parametri della riforma Cartabia.
L’imminente scadenza e le manovre procedurali
Il tempo per una decisione definitiva è ridotto al minimo, dato che il magistrato Maurizio Ascione lascerà il proprio incarico presso la Procura milanese nella giornata di domani. L’ipotesi concreta è che, in caso di mancata firma dell’istanza da parte del pm, siano i vertici Viola e Ielo a procedere autonomamente subito dopo il suo trasferimento.
Questa mossa permetterebbe all’ufficio di evitare una divergenza pubblica, formalizzando l’archiviazione senza che la contrarietà di Ascione venga messa a verbale. Il quadro resta comunque estremamente complesso, anche a causa di possibili colpi di scena legati a nuove iscrizioni nel registro degli indagati che potrebbero alterare l’intero assetto procedurale.
Verso la trasmissione degli atti e la giustizia sportiva
Come riportato da calcioefinanza.it, esiste invece una visione unitaria tra i magistrati per quanto riguarda il filone sulla sala VAR. Gli atti relativi alle presunte “bussate” dell’ex designatore Rocchi e del supervisore Andrea Geravasoni saranno trasmessi alla Procura di Monza, competente per territorio poiché la sede dell’impianto si trova a Lissone, in Brianza.
Parallelamente, il materiale istruttorio sarà inviato alla Procura Federale per verificare l’eventuale sussistenza di illeciti sotto il profilo sportivo. Alcune posizioni specifiche seguono percorsi distinti: quella dell’assistente Daniele Paterna, per presunta falsa testimonianza, resterà a Milano, mentre le condotte di Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo saranno esaminate dalla Procura di Monza.
Conclusioni sull’epilogo giudiziario
Siamo di fronte a un epilogo tormentato per un’inchiesta che ha scosso il mondo del calcio italiano nelle ultime stagioni. La spaccatura interna all’ufficio milanese riflette la difficoltà di interpretare le norme attuali nel valutare la “ragionevole probabilità di condanna” richiesta dal legislatore per procedere verso il dibattimento.
Le prossime ore saranno dunque decisive per comprendere se l’istanza verrà firmata in modo condiviso o se, al contrario, si procederà attraverso un passaggio formale successivo al cambio di organico del pm Ascione. Il calcio attende risposte chiare, mentre la giustizia ordinaria e quella sportiva si preparano a dividersi le competenze su una vicenda dai contorni ancora molto sfumati.







