Genitori manager dei figli: una moda che cresce nel calcio moderno. Sempre più giocatori scelgono di affidare trattative e rinnovi ai familiari, riducendo il peso delle grandi procure e puntando su fiducia e controllo diretto.
Non si tratta più di casi isolati. In diverse trattative recenti, i genitori hanno assunto un ruolo centrale, diventando interlocutori diretti dei club nei momenti chiave della carriera dei propri figli.
Il caso Vlahovic e la svolta familiare
L’esempio più attuale riguarda Dusan Vlahovic. Sul fronte del rinnovo in bianconero, sarà il padre ad avere un ruolo cruciale nei dialoghi con la Juventus, assumendo un peso determinante nelle mediazioni.
La scelta riflette una tendenza sempre più diffusa: affidarsi a consiglieri fedeli, capaci di mettere al primo posto non solo il contratto, ma la carriera e il futuro personale del calciatore.
I genitori conoscono ogni dettaglio del percorso dei figli. Hanno seguito i primi allenamenti, le trasferte interminabili, le cadute e le risalite. Questo legame diretto diventa un valore aggiunto nei momenti di pressione.
In un ambiente dove spesso contano ambizioni e tornaconti personali, la famiglia si propone come bussola. Un punto di equilibrio tra esigenze sportive ed economiche, in un sistema sempre più complesso.
Tra esempi virtuosi e casi controversi
Non è la prima volta che accade. Il rinnovo di Kenan Yildiz, pur seguito da un’agenzia, ha visto un’importante opera di mediazione del padre. Anche Federico Chiesa si affida al papà Enrico, mentre Gonzalo Higuain aveva scelto il fratello.
In questi casi, la gestione familiare ha favorito stabilità e dialogo. Ma la linea che separa tutela e ingerenza è sottile. La storia recente offre anche esempi più complicati.
La madre di Adrien Rabiot, Veronique, è stata protagonista di trattative lunghe e complesse con la Juventus. Fayza Lamari, madre di Kylian Mbappé, ha resistito alle pressioni del Psg fino alla scelta del parametro zero e al trasferimento al Real Madrid.
Ancora più emblematico il caso di Wanda Nara, ex moglie di Mauro Icardi. Le sue dichiarazioni pubbliche contro alcuni compagni dell’Inter portarono alla revoca della fascia da capitano, con decisione condivisa dal club e da Spalletti.
Cosa significa per club e giocatori
La crescita di questa tendenza cambia gli equilibri del mercato. I club si trovano a dialogare con figure emotivamente coinvolte, non sempre abituate alle dinamiche formali delle negoziazioni.
Per i calciatori, però, la presenza di un familiare può rappresentare una protezione. Chi meglio di un genitore può conoscere ambizioni, limiti e priorità di un figlio?
Il rischio è che l’amore si trasformi in sovraesposizione o in rigidità eccessiva. Ma quando l’equilibrio regge, la gestione familiare può garantire coerenza e visione a lungo termine.
Nel caso di Vlahovic, l’auspicio è che il dialogo con la Juventus possa svilupparsi in un clima costruttivo. Se tutte le parti remeranno nella stessa direzione, la scelta di affidarsi al padre potrebbe rivelarsi un punto di forza, non un azzardo.






