L’Inter si trova di fronte a una situazione complessa sul mercato: Palestra è troppo caro, costringendo Marotta e Ausilio a studiare attentamente il piano B. La dirigenza nerazzurra ha trovato un vero e proprio muro eretto dall’Atalanta, che fa schizzare le valutazioni complessive.
L’operazione per l’esterno italiano ha raggiunto cifre astronomiche che mettono a dura prova la pianificazione economica del club milanese. La proprietà, guidata dal fondo Oaktree, predilige una gestione rigorosa ed evita di assecondare aste al rialzo.
Le richieste dei club e le cifre del doppio muro
L’asse di mercato si complica notevolmente perché i nerazzurri si trovano a gestire una doppia trattativa da quasi 100 milioni di euro complessivi. Oltre alla resistenza dei bergamaschi, si registra infatti anche il muro del Liverpool per il centrocampista Curtis Jones.
L’Atalanta ha fissato il prezzo per Marco Palestra a ben 55 milioni di euro, mentre gli inglesi valutano Jones intorno ai 40 milioni. L’Inter ha provato a spingersi fino a 45 milioni di bonus inclusi per il laterale, ma ballano ancora dieci milioni.
Il direttore sportivo Piero Ausilio ha incontrato a Montecarlo il collega Hughes per Jones, ma la forbice tra domanda e offerta resta evidente. Lo stesso dirigente nerazzurro ha ironizzato pubblicamente sulle distanze economiche, sottolineando la complessità delle negoziazioni.
Le alternative a centrocampo: Koné e Arthur Atta
Nel caso in cui non si trovasse un accordo definitivo con il Liverpool, l’Inter ha già iniziato a vagliare profili alternativi per la linea mediana. Il primo nome sulla lista dei desideri resta Manu Koné, anche se la Roma spinge per una valutazione vicina ai 50 milioni.
La vera novità delle ultime ore è rappresentata dal sondaggio esplorativo effettuato con l’Udinese durante i dialoghi avviati per il difensore Solet. Ausilio ha chiesto informazioni dettagliate al collega Nani su Arthur Atta, ventitreenne mezzala francese tra le rivelazioni del campionato.
Il calciatore transalpino possiede caratteristiche fisiche e tecniche che mancano nell’attuale reparto mediano a disposizione di Simone Inzaghi. Tuttavia, anche in questo caso la bottega friulana si conferma carissima, con una richiesta iniziale che supera i 40 milioni di euro.
Le mosse per la fascia e il clamoroso ritorno di Ndoye
La volontà dell’Inter è quella di fare il massimo per assicurarsi Palestra, forte del fatto che il calciatore gradisce la destinazione e spinge per il trasferimento. La dirigenza non intende però oltrepassare determinati parametri finanziari, motivo per cui valuta una strategia alternativa.
Se a gennaio l’obiettivo principale in caso di partenza di Dumfries era rappresentato da Norton-Cuffy del Genoa, adesso si cercano profili con maggiore qualità tecnica. Nei pensieri degli uomini mercato viale della Liberazione sta tornando con forza il nome di Dan Ndoye.
Lo svizzero, oggi venticinquenne ed ex giocatore del Bologna, milita attualmente nel Nottingham Forest, club che lo ha acquistato nell’estate 2025 per 42 milioni. In Inghilterra l’esterno non ha trovato molto spazio, collezionando solo 23 presenze da titolare tra Premier League e coppe.
Cosa significa questo cambio di rotta per lo scacchiere tattico milanese? Sebbene Ndoye sia storicamente un esterno d’attacco adatto al modulo 4-2-3-1, lo staff tecnico interista è convinto di poterlo trasformare in un perfetto quinto a tutta fascia, un ruolo già ricoperto nella sua nazionale.
In conclusione, la sessione estiva di calciomercato si preannuncia come una lunga telenovela strategica per i campioni d’Italia. Marotta e Ausilio seguiranno le trattative live senza farsi prendere dalla fretta, pronti a virare sui piani B se le richieste iniziali non dovessero calare.








