A Trigoria il tempo scorre e cambia gerarchie. Senza proclami né rotture pubbliche, Paulo Dybala si ritrova oggi a rincorrere spazio e centralità. Uno scenario impensabile solo pochi mesi fa, ma che racconta una Roma diversa, guidata da logiche di rendimento immediato e non più costruita attorno a un singolo talento.
Quarta panchina all’orizzonte
Contro il Como la Joya non dovrebbe partire titolare, aprendo alla quarta panchina consecutiva. Napoli, Cagliari e Celtic sono stati segnali chiari. Per un calciatore abituato a essere imprescindibile, il momento è delicato. Le scelte tecniche indicano una fiducia ridotta, legata anche alla continuità fisica e atletica.
Gasperini non aspetta nessuno
Gian Piero Gasperini ha una linea precisa: gioca chi sta meglio e chi è più funzionale. Le gerarchie offensive si sono ridefinite senza guardare al nome sulla maglia. La Roma corre, pressa e ruota uomini, e in questo sistema Dybala oggi appare un’opzione, non più il perno assoluto del progetto.
Concorrenza sempre più feroce
Sulla trequarti sinistra si alternano Pellegrini ed El Shaarawy, a destra Soulé è diventato intoccabile. Al centro avanzano Baldanzi e Ferguson, mentre il rientro di Bailey e la convocazione di Dovbyk aumentano ulteriormente la competizione. Contro Nico Paz il posto da titolare sembra lontano.
Infortuni e condizioni fisiche
Gli ultimi stop e gli stati influenzali hanno inciso nel momento chiave. Dybala non ha mai trovato continuità di minutaggio, elemento essenziale per convincere uno staff che chiede intensità costante. Anche quando disponibile, l’argentino non è stato considerato pronto per reggere novanta minuti ad alto ritmo.
Rinnovo fuori dai piani
Il contratto in scadenza e un rinnovo che non rientra nei programmi rendono lo scenario più chiaro. A gennaio non ci saranno strappi, anche per motivi familiari, ma a giugno l’addio appare sempre più probabile. Una separazione silenziosa, maturata gradualmente, senza traumi ma con molte riflessioni interne.
Calciomercato e strategie offensive
Il futuro della Joya si intreccia con le mosse del club sul Calciomercato. La Roma vuole alzare l’asticella offensiva secondo i principi di Gasperini. Le ultimissime raccontano di un reparto da rimodellare, indipendentemente dal destino di Dybala, con profili capaci di garantire intensità e versatilità.
Il sogno Zirkzee
Il primo obiettivo resta Joshua Zirkzee del Manchester United. Un centravanti atipico, capace di legare il gioco e far rendere al meglio i talenti attorno a sé. L’operazione è complessa, tra costi elevati e formule rigide, ma rappresenta la prima scelta tecnica nelle trattative live giallorosse.
L’alternativa Gudmundsson
Se Zirkzee non dovesse arrivare, il piano B porta ad Albert Gudmundsson della Fiorentina. Un profilo pronto, considerato ideale per incidere subito. L’idea sarebbe un prestito a gennaio, soluzione che permetterebbe alla Roma di rinforzarsi senza investimenti definitivi immediati.
Raspadori e uno scenario aperto
Nel mosaico offensivo entra anche Giacomo Raspadori, jolly dell’Atletico Madrid seguito con attenzione. Nessuna certezza, ma tanti incastri possibili. A Trigoria gli scenari sono in evoluzione continua. Una cosa però è chiara: con o senza Dybala, la Roma vuole crescere ancora.






