La corsa alla presidenza della Uefa riparte da Aleksander Ceferin. Il dirigente sloveno ha ufficializzato la decisione di presentarsi per un nuovo mandato, accettando la richiesta delle federazioni affiliate che negli ultimi mesi gli avevano chiesto di rivedere la precedente scelta di non ricandidarsi. L'appuntamento elettorale è fissato per il 22 aprile 2027 ad Astana, in Kazakistan.
Ceferin ci ripensa: «Manteniamo unito il calcio europeo»
L'annuncio è arrivato a Berlino, durante l'incontro con i presidenti e i segretari generali delle 55 federazioni nazionali affiliate alla Uefa. Dopo aver ricevuto una richiesta unanime di ripensamento, Ceferin ha deciso di rimettersi in gioco e di proseguire il lavoro alla guida dell'organizzazione calcistica europea.
«Voglio ringraziare le federazioni nazionali per la loro fiducia. Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide straordinarie e lo abbiamo fatto come una squadra unita. C'è ancora molto lavoro importante da portare avanti e per questo ho accettato la loro richiesta», ha dichiarato il presidente.
Ceferin ha poi ribadito la direzione che intende seguire: «La mia ambizione resta la stessa: mantenere unito il calcio europeo, rendere il nostro sport più forte e lasciare la Uefa pronta per la prossima generazione».
Nel suo intervento non è mancato un ringraziamento alla famiglia, chiamata a condividere anche il peso personale di una decisione che comporta nuove responsabilità. Il presidente ha sottolineato di non aver potuto compiere questo passo senza la comprensione e il sostegno dei suoi cari.
Elezioni Uefa il 22 aprile 2027 ad Astana
La ricandidatura sarà formalizzata in occasione del 51° Congresso ordinario della Uefa, in programma nella capitale kazaka. Il voto del 22 aprile 2027 rappresenterà un passaggio importante per definire la leadership dell'organismo che governa il calcio europeo.
La decisione di Ceferin arriva dopo mesi di richieste da parte delle federazioni nazionali, che hanno manifestato la volontà di proseguire sotto la sua guida. Il dirigente sloveno ha quindi accettato di riconsiderare la propria posizione, aprendo la strada a una nuova candidatura.
L'obiettivo dichiarato è dare continuità al lavoro svolto e affrontare le sfide che attendono il calcio europeo, mantenendo unite le federazioni e rafforzando il ruolo della Uefa nel panorama internazionale.
Fifa, le federazioni chiedono una nuova leadership
L'incontro di Berlino non si è concentrato soltanto sulla ricandidatura di Ceferin. Al centro del confronto è finito anche il futuro della governance della Fifa, con la Uefa e le federazioni nazionali che hanno ribadito la necessità di cambiamenti profondi. A condividere questa posizione sono state tutte le federazioni affiliate, con l'eccezione di quella dell'Azerbaigian.
Il messaggio emerso dalla riunione è netto: per le federazioni non basta una riforma istituzionale, ma serve anche un cambiamento ai vertici. La fiducia nell'attuale leadership della Fifa è stata dichiarata compromessa e la richiesta è quella di individuare una figura capace di ricompattare il movimento internazionale.
La nuova guida, secondo l'indirizzo condiviso a Berlino, dovrà essere rispettata, avere una conoscenza profonda del calcio e disporre dell'esperienza necessaria per governare un'organizzazione globale. Tra i requisiti indicati figurano anche la capacità di ottenere la fiducia di tutte le regioni, l'impegno per lo sviluppo del movimento, l'integrità e l'indipendenza.
Nuovo confronto entro novembre 2026
La partita sulla governance internazionale è dunque aperta e promette di proseguire nei prossimi mesi. Le federazioni Uefa vogliono arrivare a una direzione condivisa sulle riforme e sulla leadership della Fifa, con l'intenzione di imprimere un cambiamento concreto.
Per questo è già previsto un nuovo incontro delle 55 federazioni nazionali affiliate alla Uefa entro il 17 novembre 2026. Sarà un'altra occasione per discutere le prossime mosse e valutare come portare avanti le richieste emerse a Berlino.
Nel frattempo, Ceferin ha sciolto le riserve sul proprio futuro: la sua candidatura al congresso di Astana è ufficiale. Il 2027 sarà quindi un anno decisivo non soltanto per la presidenza della Uefa, ma anche per il confronto sul modello di governance che dovrà guidare il calcio internazionale.







