Da presidente a commissario. Il caso Figc potrebbe davvero risolversi all’italiana, con una soluzione che ha tutto il sapore del paradosso: commissariare la Federazione e affidare l’incarico proprio a Giovanni Malagò, l’attuale presidente eletto finito al centro della disputa sul mancato tesseramento.
L’ipotesi, emersa sottotraccia nei giorni scorsi, ha preso forza nelle ultime ore e potrebbe rappresentare la via d’uscita per evitare una clamorosa spaccatura nella Giunta Coni. Il passaggio decisivo è atteso domani mattina, quando il presidente del Coni Luciano Buonfiglio dovrebbe incontrare Malagò prima della riunione della Giunta.
Malagò presidente e commissario della Figc
Il punto di partenza è sempre lo stesso: il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza della Federcalcio. È proprio su questo aspetto che si è aperto lo scontro e che Buonfiglio ha sostenuto la necessità di commissariare la Federazione.
Ora, però, potrebbe arrivare una soluzione capace di mettere tutti d’accordo, almeno sul piano politico. La Figc verrebbe commissariata, ma a guidarla sarebbe lo stesso Malagò. Una sorta di corto circuito istituzionale: il presidente diventerebbe commissario con il compito di accompagnare la Federazione verso nuove elezioni.
Un compromesso che consentirebbe di evitare una conta dall’esito tutt’altro che scontato e soprattutto di scongiurare una spaccatura all’interno della Giunta Coni.
Nove pareri, due posizioni opposte
Domani la Giunta Coni, composta da 15 membri, sarà chiamata ad affrontare una situazione particolarmente delicata. Sul tavolo ci sono nove pareri giuridici, ma nessuna posizione comune.
Quattro pareri sostengono la linea del Coni e considerano il tesseramento un requisito essenziale per la candidatura. Altri cinque, invece, sostengono la posizione di Malagò e ritengono che l’assenza del tesseramento non possa essere considerata una violazione sufficientemente grave da giustificare il commissariamento.
Una spaccatura che rende impossibile prevedere con certezza il risultato del voto. E proprio questo scenario avrebbe favorito la ricerca di una mediazione.
La Lega di A sta con Malagò
Nel frattempo Malagò ha incassato nuovamente il sostegno della Lega di Serie A. I club, riuniti a Milano, hanno espresso il loro “completo supporto” al presidente della Figc e si sono schierati contro l’ipotesi di commissariamento, definita “inopportuna”.
La Lega ha anche preso le distanze dalla contrapposizione sui pareri giuridici, contestando una situazione nella quale i vertici dello sport italiano sembrano ormai impegnati in una disputa da aula di tribunale.
Un fronte che rende ancora più delicata la posizione del Coni e aumenta la necessità di trovare una soluzione condivisa.
Il problema delle astensioni
Non c’è soltanto la questione dei pareri. A rendere ancora più complicata la vigilia della Giunta c’è anche il nodo delle eventuali astensioni.
Il Coni ha chiesto al collegio dei revisori un chiarimento sulla posizione di Diana Bianchedi, dopo il suo breve passaggio come capodelegazione della Nazionale italiana, e di Elisabet Spina. La Figc ha risposto attraverso una lettera firmata dal segretario generale, evidenziando le diverse posizioni delle due componenti.
Nella stessa comunicazione sono stati sollevati dubbi anche sull’eventuale conflitto di interessi di altri due membri della Giunta, Francesco Montini e Tania Cagnotto.
Da presidente a commissario, poi nuove elezioni
E allora ecco la soluzione all’italiana. Se il problema è il commissariamento della Figc, ma nessuno vuole assumersi il rischio di una battaglia dall’esito incerto, la mediazione potrebbe essere quella di nominare commissario proprio Malagò.
Il presidente diventerebbe così commissario della Federazione con un mandato limitato, indicativamente di tre mesi, necessario per traghettare il sistema verso nuove elezioni. Una soluzione che permetterebbe al Coni di evitare lo scontro frontale e a Malagò di mantenere un ruolo centrale nella fase di transizione.
Restano naturalmente da definire tutti i dettagli e soprattutto l’accordo politico. Ma il passaggio di domani mattina tra Buonfiglio e Malagò potrebbe essere decisivo.
La partita si decide oggi
Dopo giorni di polemiche, pareri contrapposti, possibili ricorsi e discussioni sulle incompatibilità, la partita entra dunque nella fase decisiva.
Prima l’incontro tra Buonfiglio e Malagò, poi la Giunta Coni e successivamente il Consiglio. Il rischio di una spaccatura è concreto e le conseguenze di una sconfitta, sia per il Coni sia per Malagò, potrebbero essere pesanti.
Da qui l’idea di una soluzione che, almeno sulla carta, avrebbe del clamoroso: commissariare la Figc per arrivare a nuove elezioni, ma affidare il ruolo di commissario proprio al presidente. Malagò, insomma, potrebbe passare da presidente a... commissario. Una soluzione molto italiana per chiudere un caso decisamente italiano.







