A un mese esatto da Italia-Belgio, in programma il 25 settembre all’Olimpico, Roberto Mancini è già proiettato sul suo ritorno alla guida della Nazionale. Il nuovo capitolo azzurro riparte tre anni e tre mesi dopo l’ultima apparizione, con l’obiettivo di ricostruire una squadra ancora una volta chiamata a fare i conti con la mancata qualificazione al Mondiale.
L’ultima gara di Mancini da commissario tecnico era stata Olanda-Italia 2-3, finale per il terzo posto della Nations League del 2023. Da quella successiva partenza verso l’Arabia Saudita è cambiato molto, ma resta la necessità di costruire una Nazionale competitiva in vista dell’Europeo 2028 e, successivamente, delle qualificazioni al Mondiale 2030.
Italia, un calendario subito impegnativo
Il secondo esordio di Mancini non sarà semplice. Dopo la sfida contro il Belgio, l’Italia affronterà la Turchia di Montella in una doppia sfida: prima a Bursa il 28 settembre, poi a Bologna il 5 ottobre. Nel mezzo ci sarà anche la trasferta contro la Francia del nuovo commissario tecnico Zidane, fissata per il 2 ottobre.
Una sosta particolarmente lunga, dunque, che permetterà a Mancini di trascorrere due settimane insieme al gruppo. Un’occasione importante per conoscere da vicino i giocatori, lavorare sugli equilibri e iniziare a gettare le basi dell’Italia che dovrà affrontare i prossimi grandi appuntamenti.
Tra le certezze del nuovo corso ci sono sicuramente i portieri. Donnarumma resta uno dei migliori al mondo, mentre Vicario è tornato in Serie A grazie alla Juventus. Anche Carnesecchi rappresenta una soluzione di grande affidabilità e spendibilità per il nuovo commissario tecnico.
Donnarumma, Vicario e Carnesecchi: le certezze
Il reparto dei portieri appare quindi quello maggiormente definito. Mancini può contare su tre profili di alto livello e, almeno in questo settore, non sembra esserci la necessità di una vera e propria rivoluzione.
Il lavoro del ct sarà invece molto più articolato negli altri reparti. In particolare, Mancini dovrà valutare rendimento, condizione e ambientamento dei giocatori impegnati all’estero, seguendo con attenzione quanto accadrà in Premier League.
Nel prossimo weekend il commissario tecnico sarà anche sulle tribune italiane per Parma-Cagliari e Bologna-Lazio. Un’occasione per osservare direttamente alcuni dei giocatori che potrebbero entrare o rientrare nel suo progetto.
Premier League, Mancini aspetta risposte
Tra i nomi sotto osservazione in Inghilterra c’è Palestra, chiamato a trovare il proprio spazio nel Chelsea di Xabi Alonso. Attenzione anche a Tonali, che dovrà accelerare per conquistarsi una posizione importante nel Tottenham.
Mancini seguirà poi Udogie, agli ordini di De Zerbi, e Leoni, atteso al rientro dall’infortunio con il Liverpool. Un altro osservato speciale sarà Calafiori, chiamato a confermare uno status da campione d’Inghilterra.
Le ultimissime sul nuovo corso azzurro riguardano quindi una rosa potenzialmente molto ampia. Mancini vuole capire quali giocatori riusciranno a dare le risposte necessarie nei rispettivi club prima di definire le proprie scelte.
Il blocco Inter e i veterani
In Serie A, una delle certezze dovrebbe essere rappresentata dal blocco Inter. Dimarco, Bastoni, Barella e Pio Esposito sono chiamati a garantire rendimento e continuità con Chivu, costituendo uno dei gruppi più importanti a disposizione del commissario tecnico.
Accanto a loro ci saranno alcuni veterani destinati a mantenere un ruolo centrale anche nello spogliatoio. Di Lorenzo, Mancini e Locatelli rappresentano infatti punti fermi dell’esperienza azzurra e potranno accompagnare il percorso di rinnovamento.
Il centrocampo offre poi altre possibilità. Pisilli e Vergara sono in evidente crescita con i rispettivi club e rappresentano due profili che Mancini continuerà a osservare con attenzione nel corso delle prossime settimane.
Attacco, da Kean a Camarda
Il reparto offensivo sarà probabilmente quello destinato al rinnovamento più evidente. Kean, Retegui e Scamacca sono chiamati ad alzare il livello già a partire dal campionato, con l’obiettivo di presentarsi al nuovo ct nelle migliori condizioni.
Da valutare anche la situazione di Camarda. Il figliol prodigo rossonero potrebbe rappresentare una delle novità del nuovo ciclo, ma bisognerà capire se riuscirà a ritagliarsi spazio sufficiente per convincere Mancini già dalle prossime convocazioni.
Tra le situazioni da monitorare c’è anche quella di Zaniolo, vecchio pupillo del commissario tecnico. Mancini lo aveva convocato nel 2018, ancora prima del suo esordio in Serie A, e il giocatore avrebbe potuto tornare a Coverciano dopo due anni e mezzo, dall’ultima convocazione del marzo 2024 con Spalletti. L’infortunio impone però una nuova valutazione.
Tutti i giovani osservati da Mancini
La situazione, almeno per quanto riguarda gli uomini a disposizione, non appare così tragica. Il nuovo corso può infatti contare su una generazione di giovani pronta a ritagliarsi spazio nella Nazionale maggiore. Già a settembre? Difficile dirlo, ma qualche incursione degli Under 20 già protagonisti in Serie A non è da escludere.
Mancini ha osservato da vicino al Tardini il duello Lontani-Romano durante Parma-Cagliari. Il giorno successivo, invece, non sarà certamente passato inosservato il gol di Cisse all’esordio con il Milan.
Tra i nomi che hanno colpito particolarmente il commissario tecnico c’è anche Liberali. L’allenatore di Jesi era rimasto impressionato già dalla finale degli ultimi playoff di Serie B e ora il trampolino Champions di Como potrebbe portare il trequartista a vestire un’altra maglia azzurra già in vista della sfida contro il Belgio.
Dalla Germania a Como, la nuova Italia prende forma
Liberali è un trequartista vecchio stile ma allo stesso tempo moderno, capace di sfruttare gli strappi in velocità per spaccare in due le partite. Un profilo che Mancini continuerà a seguire con particolare attenzione mentre prende forma il nuovo gruppo azzurro.
Nello stesso ruolo c’è Della Rovere, osservato speciale della pattuglia italiana in Germania e in forza al Bayern Monaco. Con lui Chiarodia del Borussia Monchengladbach e Mane, Reggiani e Inacio del Borussia Dortmund.
Sono dunque tanti i nomi sul tavolo di Roberto Mancini. Da Donnarumma a Carnesecchi, passando per il blocco Inter, i veterani, gli italiani della Premier League e i giovani della Serie A e della Bundesliga, il commissario tecnico ha già cominciato a costruire la sua nuova Italia.
A un mese dal secondo esordio, il lavoro è già iniziato. Prima ancora delle convocazioni e delle partite, Mancini dovrà osservare, valutare e scegliere. Il nuovo capitolo della sua esperienza sulla panchina azzurra riparte da tante certezze, ma anche da numerosi dubbi e da una generazione di giovani pronta a chiedere spazio.







