Il problema della Juventus non riguarderebbe soltanto Luciano Spalletti. Sergio Pellissier, ex capitano del Chievo, individua nel rendimento offensivo uno dei principali limiti bianconeri: alla squadra mancherebbe un attaccante capace di segnare con continuità e decidere le partite.
Le sue parole arrivano il 19 ottobre, all'indomani della sconfitta casalinga per 3-0 contro la Lazio, e aprono una riflessione sulle caratteristiche degli attaccanti a disposizione. Per l'ex centravanti, una squadra con quelle ambizioni deve poter contare su un riferimento capace di trasformare le occasioni in gol con regolarità, al di là del sistema di gioco.
L'analisi dell'ex capitano del Chievo
«Non credo sia un problema di allenatore: in questo momento alla Juve manca un attaccante capace di garantire gol con continuità. Per una squadra così importante è un limite pesante».
Il giudizio mette al centro una questione precisa: il club dispone di soluzioni offensive differenti, ma avrebbe bisogno di un riferimento realizzativo affidabile. Pellissier richiama anche il passato bianconero, quando la squadra poteva contare su centravanti in grado di risolvere le partite con maggiore regolarità.
La sua analisi distingue due aspetti del gioco offensivo. Da una parte la capacità di costruire occasioni attraverso movimenti, combinazioni e inserimenti; dall'altra la concretezza negli ultimi metri, decisiva soprattutto nelle gare equilibrate. È sul secondo elemento che si concentra la valutazione.
Le occasioni mancate contro la Lazio
La sconfitta del 18 ottobre ha riportato in evidenza le difficoltà offensive. Spalletti, squalificato, ha seguito la partita dalla tribuna, mentre in panchina sedeva il vice Marco Domenichini. I bianconeri hanno iniziato con Randal Kolo Muani come riferimento avanzato, inserendo Nick Woltemade all'inizio della ripresa.
Al 55' il francese ha servito il tedesco, che da posizione favorevole ha concluso di poco a lato; nel finale lo stesso Kolo Muani ha avuto un'altra opportunità di testa, senza trovare la porta. La Lazio ha invece concretizzato, andando a segno con Provstgaard al 37', Isaksen al 66' e Dele-Bashiru all'89'.
Il risultato ha evidenziato anche problemi difensivi e di gestione della gara. Dopo sette giornate di Serie A la Juventus ha raccolto 11 punti, otto in meno dei biancocelesti, saliti a quota 19 insieme all'Inter.
Due profili diversi, una sola esigenza
Il club può contare su attaccanti con caratteristiche differenti. Kolo Muani garantisce mobilità, attacchi alla profondità e partecipazione alla manovra, mentre Woltemade offre presenza fisica, capacità di proteggere il pallone e soluzioni nel gioco aereo.
La loro presenza permette a Spalletti di utilizzare diverse combinazioni offensive, e contro la Lazio i due hanno anche costruito occasioni giocando insieme nella ripresa. Non è solo questione di complementarità: per una squadra che punta alle prime posizioni serve una produzione di gol capace di incidere stabilmente sui risultati.
È questo il criterio evidenziato da Pellissier, che richiama la differenza tra le qualità individuali degli attaccanti e il loro contributo concreto nell'arco della stagione.
La priorità per il tecnico
Dopo la sconfitta Spalletti ha sottolineato anche la necessità di migliorare intensità, carattere e capacità di reazione della squadra. Il lavoro riguarda quindi diversi aspetti, dall'organizzazione collettiva alla qualità delle occasioni create.
La riflessione dell'ex attaccante aggiunge un elemento: la capacità del reparto di completare quel lavoro davanti alla porta. Pellissier non indica nomi di mercato né propone operazioni specifiche, limitandosi alla qualità e alla continuità del contributo offensivo.
Le prossime partite diranno quanto la Juventus riuscirà a trasformare il potenziale dei propri centravanti in gol e punti.






