Ventidue punti in 26 partite, 0,85 di media e tre allenatori già cambiati: il dato che racconta la stagione del Bari è impietoso. La Serie B 2025/26, partita con ambizioni importanti, si è trasformata in una corsa per evitare guai peggiori.
Dopo sei mesi, la panchina del San Nicola è diventata il simbolo di un’instabilità tecnica che non ha prodotto benefici. I numeri certificano una crisi profonda, che va oltre i singoli risultati e investe l’intero progetto.
Da Caserta a Vivarini: cambi senza svolta
Il primo capitolo porta il nome di Fabio Caserta. In carica dal 24 agosto al 26 novembre 2025, guida la squadra per 12 partite: 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, 13 punti totali e una media di 1,08 a gara.
Tredici gol fatti e diciannove subiti evidenziano fragilità difensive e scarsa continuità. Le sconfitte contro Modena, Venezia e Frosinone segnano un percorso mai davvero decollato, fino all’esonero.
Il testimone passa a Vincenzo Vivarini, chiamato per invertire la rotta. I numeri, però, peggiorano: 8 partite, 4 punti, nessuna vittoria e una media di 0,50.
Tre reti segnate e undici incassate fotografano un periodo complicatissimo. Il 5-0 subito dall’Empoli e il ko interno con la Juve Stabia chiudono rapidamente anche questa esperienza.
Il ritorno di Longo e un equilibrio che non arriva
Il 19 gennaio 2026 la società richiama Moreno Longo, già tecnico nella stagione precedente con una media di 1,23 punti su 39 gare. Una scelta che punta sulla conoscenza dell’ambiente.
Nei primi sei incontri della nuova gestione arrivano 5 punti: una vittoria, due pareggi e tre sconfitte, per una media di 0,83. Un lieve miglioramento rispetto alla fase precedente, ma non sufficiente per cambiare marcia.
La continuità tattica, con il 3-5-2 già utilizzato in precedenza, non ha prodotto l’effetto sperato. La squadra fatica a trovare identità e solidità, alternando buone prestazioni a blackout improvvisi.
Cosa dicono davvero i numeri
Il bilancio complessivo è chiaro: 4 vittorie, 10 pareggi e 12 sconfitte in 26 giornate. Una media di 0,85 punti a partita che racconta una stagione ben al di sotto delle aspettative iniziali.
Il cambio di guida tecnica, finora, non ha modificato l’andamento. Le difficoltà sembrano strutturali, più legate alla tenuta complessiva della rosa che alla sola scelta dell’allenatore.
Secondo i dati riportati da TuttoMercatoWeb, la crisi del Bari non è episodica ma prolungata, con indicatori costanti di fragilità.
Una stagione da rimettere in carreggiata
La sensazione è che serva qualcosa di più di un semplice cambio in panchina. Stabilità, fiducia e risultati dovranno andare di pari passo per evitare che l’annata si trasformi in un incubo sportivo.
Il tempo per invertire la rotta non è ancora scaduto, ma il margine di errore si assottiglia. Per il Bari, la priorità ora è ritrovare continuità e punti, prima che i numeri diventino una sentenza definitiva.






