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Notizie Coppa del Mondo

Mondiali 2026 – Bosnia, segreti e punti deboli dell’avversaria dell’Italia

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Mondiali 2026 – Bosnia, segreti e punti deboli dell’avversaria dell’Italia

L’Italia si gioca il pass per i Mondiali 2026 contro una Bosnia rigenerata dal successo in Galles. La squadra di Barbarez, salita al numero 66 del ranking FIFA, punta tutto su una difesa granitica e una fisicità straripante per ribaltare i pronostici della vigilia.

Il successo di Cardiff è stato talmente simbolico da unire persino le diplomazie di Stati Uniti e Iran, entrambi pronti a complimentarsi con i bosniaci. Un risultato maturato ai rigori, ma figlio di una resistenza durata 123 minuti contro le incursioni gallesi.

La tattica di Barbarez: 4-4-2 e compattezza difensiva

Sergej Barbarez ha trasformato la squadra puntando su un sistema 4-4-2 estremamente solido. L’obiettivo primario è non lasciare campo agli avversari, evitando di essere sorpresi alle spalle con una linea che non concede mai la profondità.

Il Galles è riuscito a finire in fuorigioco una sola volta, segno di quanto la difesa bosniaca resti bassa e compatta. Un elemento chiave è lo spostamento della linea quando Dedic, esterno del Benfica, spinge sulla destra, coperto dal ripiegamento dei centrocampisti.

Secondo quanto riportato dalle analisi di La Gazzetta dello Sport, il cuore pulsante della squadra risiede nella coppia centrale Muharemovic-Katic. In particolare, il rendimento dell’ex “italiano” Muharemovic è stato finora impeccabile, garantendo una protezione costante all’area di rigore.

L’instancabile Bajraktarevic è un altro pilastro fondamentale: con oltre 15 chilometri percorsi a Cardiff, garantisce equilibrio e raddoppi costanti sulla fascia. Questa intensità permette alla Bosnia di neutralizzare i cross avversari, respingendone ben 26 su 34 tentati.

I punti deboli: cali di tensione e corsie laterali

Nonostante la stazza fisica, la Bosnia non è una fortezza inattaccabile e presenta lacune su cui l’Italia di Spalletti dovrà lavorare. Il portiere Vasilj ha mostrato momenti di distrazione, specialmente sulle conclusioni dalla lunga distanza come accaduto contro James.

La fascia sinistra, presidiata da Memic e Kolasinac, soffre terribilmente l’uno contro uno rapido. In Galles, i due difensori sono stati costretti spesso alle maniere forti per arginare le incursioni avversarie, rischiando sanzioni disciplinari pesanti.

Saper correre e occupare gli spazi resta invece il marchio di fabbrica di Edin Dzeko. Sebbene si muova meno del compagno Demirovic, l’ex capitano della Roma ha ancora l’occhio clinico per farsi trovare pronto dove conta, come dimostrato dall’assist servito proprio a Demirovic.

La variante offensiva più temibile è però il giovane Alajbegovic. I suoi strappi palla al piede e la freddezza sui calci piazzati rappresentano l’imprevedibilità che Barbarez potrebbe giocarsi dall’inizio o a partita in corso contro gli Azzurri martedì prossimo.