La Cremonese si prepara a una sfida decisiva. La squadra di Davide Nicola affronta domani il Lecce (ore 12,30) in uno spareggio salvezza delicatissimo: entrambe le squadre hanno 24 punti e il margine di errore, a questo punto della stagione, è praticamente azzerato.
Il calendario di marzo mette i grigiorossi davanti a un passaggio cruciale. Dopo il Lecce arriverà la Fiorentina, anch’essa ferma a quota 24 punti, mentre il turno successivo porterà alla trasferta di Parma prima della pausa per le nazionali.
Tre partite che possono cambiare il destino della stagione. La società ha confermato la fiducia in Nicola, ma è evidente che i risultati di questo ciclo influenzeranno anche le valutazioni future.
In questo scenario la sfida in Salento assume il peso di una finale anticipata. La Cremonese deve trovare punti e certezze per rimanere agganciata alla corsa salvezza.
Difesa in emergenza e dubbi a centrocampo
La trasferta di Lecce arriva però in un momento complicato per la retroguardia grigiorossa. Terracciano è squalificato, mentre il recupero di Baschirotto appare difficile e rischioso.
Nicola potrebbe quindi affidarsi alla stessa linea difensiva vista contro il Milan: Bianchetti sulla destra, Folino al centro e Luperto sul lato sinistro. Un reparto che, nonostante le difficoltà, aveva mostrato segnali incoraggianti.
Il vero cantiere resta però il centrocampo. Durante la stagione Nicola ha ruotato spesso gli interpreti, soprattutto nel ruolo di regista, dove sono stati utilizzati ben quattro giocatori diversi.
In questa partita dovrebbe toccare ancora a Vandeputte, ritenuto il profilo più completo per garantire equilibrio e qualità nella costruzione. Accanto a lui agiranno Maleh e Thorsby, con il norvegese chiamato a dare energia e inserimenti offensivi.
L’urgenza dei gol nella corsa salvezza
Se la fase difensiva resta sotto osservazione, il problema più evidente riguarda la produzione offensiva. Nel 2026 la Cremonese ha segnato soltanto tre gol, un dato che racconta meglio di ogni analisi le difficoltà della squadra.
Anche le statistiche sulle presenze nell’area avversaria evidenziano il problema. Cremonese e Lecce sono infatti tra le squadre che giocano meno palloni dentro l’area in tutta la Serie A.
Nicola ha insistito più volte su questo aspetto: maggiore densità offensiva, più uomini negli ultimi metri e più aggressività nelle situazioni decisive. Senza questo salto di qualità diventa difficile costruire una salvezza.
La responsabilità principale ricade inevitabilmente sugli attaccanti. Vardy e Bonazzoli restano le prime scelte, ma nel 2026 il bilancio è modesto: un gol per l’inglese, nessuno per l’italiano.
Djuric rappresenta l’alternativa principale, anche se finora ha avuto un ruolo più marginale. In particolare da Vardy ci si aspetta una reazione immediata: Nicola lo ha definito “un animale da partita”, e in questo momento la Cremonese ha bisogno proprio di quel tipo di leadership.
Il mese di marzo dirà molto del futuro dei grigiorossi. Le prossime partite non sono solo tappe del calendario: sono esami decisivi per la salvezza e per l’intero progetto tecnico della squadra.






