La Lazio vola nell’atto conclusivo della Coppa Italia grazie all’incredibile impresa del suo giovanissimo portiere Edoardo Motta. Il classe 2005, nella semifinale del 22 aprile, ha neutralizzato ben 4 rigori consecutivi contro l’Atalanta, garantendo ai biancocelesti la finale contro l’Inter.
La serata di Bergamo si è trasformata in un vero e proprio “Motta Show” dopo che i 120 minuti di gioco si erano conclusi sul punteggio di 1-1. Il giovane numero 40 ha prima salvato il risultato nel finale dei tempi regolamentari con un riflesso prodigioso su un colpo di testa di Scamacca, per poi dominare la lotteria dei rigori.
Dalla Reggiana alla gloria: l’ascesa fulminea di Edoardo Motta
Secondo quanto ricostruito da gianlucadimarzio.com, la storia di Motta in biancoceleste è iniziata solo pochi mesi fa. Acquistato a gennaio dalla Reggiana per fare il vice di Provedel dopo la partenza di Mandas verso il Bournemouth, il ragazzo si è ritrovato titolare a causa del grave infortunio alla spalla occorso al primo portiere nei primi giorni di marzo.
Da quel momento, il talento diciottenne non si è più fermato. Già lo scorso 22 marzo, al debutto contro il Bologna, aveva mostrato le sue doti parando un rigore a Riccardo Orsolini. Con la prestazione eroica contro gli orobici, il suo score sale a 5 rigori parati su 6 totali fronteggiati da quando veste la maglia della Lazio.
Al termine del match, il giovane portiere non è riuscito a trattenere l’emozione: “Sono emozionato scusatemi”, ha dichiarato tra le lacrime con il nodo in gola. Alla domanda sulla dedica per questo traguardo storico, ha aggiunto con semplicità: “A chiunque mi conosca, ringrazio tutti i tifosi”.
Cosa significa il traguardo raggiunto e la finale con l’Inter
L’impresa di Motta proietta la Lazio verso una finale carica di aspettative, dove la gestione dei nervi sarà fondamentale. Nonostante la sua incredibile striscia positiva dagli undici metri, il portiere preferirebbe evitare altre maratone ai rigori nell’ultimo atto: “Rigori in finale? Speriamo finisca prima in trionfo”.
In conclusione, la Lazio ha scoperto un talento purissimo che ha saputo trasformare un’emergenza infortuni in un’opportunità leggendaria. La solidità mentale mostrata da un classe 2005 in un palcoscenico così pesante ridefinisce le gerarchie interne e regala ai tifosi un nuovo idolo per la sfida decisiva contro l’Inter.




