L’Italia riparte da 16,071 punti nel ranking stagionale Uefa e da sei squadre ancora in corsa nelle coppe europee. È questo il dato chiave che apre una settimana decisiva per la Serie A, impegnata nella rincorsa al quinto posto valido per la prossima Champions League 2026/27.
Dopo l’andata dei playoff, l’Inghilterra guida con 21,513 punti, davanti alla Germania a 17,071. L’Italia è quinta, ma distante appena un soffio dalla Spagna (16,156) e dal Portogallo (16,600). Ogni vittoria o pareggio può cambiare gli equilibri e ridisegnare la classifica.
Le tre sconfitte italiane nei playoff di Champions League hanno complicato il cammino, ma non lo hanno chiuso. A ridare ossigeno al movimento sono stati i successi di Bologna e Fiorentina, capaci di imporsi rispettivamente contro Brann e Jagiellonia nelle altre competizioni continentali.
I viola hanno messo una seria ipoteca sugli ottavi grazie allo 0-3 esterno, mentre i rossoblù hanno strappato un prezioso 0-1 su un campo difficile, condizionato da un terreno di gioco al limite. Due risultati che tengono accesa la speranza di restare agganciati al treno delle prime.
La corsa al quinto posto e il peso delle italiane
Il nuovo format della Champions League, con 36 squadre e girone unico, ha introdotto un meccanismo che assegna due posti extra alle federazioni con il miglior rendimento stagionale. È così che si decide il quinto slot, già conquistato in passato dalla Serie A.
Attualmente, l’Inghilterra appare irraggiungibile e virtualmente certa di uno dei due piazzamenti aggiuntivi. Il secondo posto, invece, è terreno di scontro diretto tra Germania, Spagna e Italia, con margini ridotti e un calendario che promette scintille.
Molto dipenderà dalle tre squadre italiane ancora in gioco nella massima competizione: Atalanta, Inter e Juventus. Le gare di ritorno dei playoff saranno determinanti non solo per il destino dei club, ma per l’intero sistema calcio nazionale.
In particolare, lo scontro tra Atalanta e Borussia Dortmund rappresenta un confronto diretto tra Italia e Germania. I tedeschi partono dal 2-0 dell’andata, un vantaggio che pesa anche nella prospettiva del ranking complessivo.
Un’eventuale tripla eliminazione italiana rischierebbe di compromettere quasi definitivamente la rincorsa al secondo posto stagionale. Al contrario, portare avanti più squadre possibile significherebbe accumulare punti preziosi e bonus legati al superamento dei turni.
Come si calcola il ranking stagionale
Il sistema di attribuzione dei punti Uefa è semplice nella struttura ma decisivo nei dettagli. Ogni club ottiene due punti per una vittoria e uno per un pareggio nella fase principale delle competizioni europee, con differenze legate al torneo disputato.
Le squadre impegnate in Champions possono raccogliere fino a 29,5 punti complessivi, mentre quelle in Europa League arrivano a 23 e in Conferenze League a 20,5. A questi si aggiungono bonus per il passaggio del turno e per la posizione nella classifica unica.
Il totale dei punti conquistati da tutti i club di una federazione viene poi diviso per il numero delle squadre partecipanti. È un passaggio cruciale: più formazioni restano in corsa, maggiore è la possibilità di incrementare la media nazionale.
Per questo motivo, la permanenza prolungata nelle coppe non è solo una questione di prestigio sportivo. Ogni turno superato incide direttamente sulla graduatoria e può determinare la distribuzione dei posti europei nella stagione successiva.
Con sei squadre ancora in gara dopo l’uscita del Napoli nella prima fase, l’Italia conserva margini di manovra. Ma il tempo stringe e le prossime partite saranno uno spartiacque tra ambizione e rimpianto.
Gli scenari per la Serie A 2026/27
Se la Serie A riuscisse a chiudere tra le prime due federazioni del ranking stagionale, la quinta classificata in campionato accederebbe alla Champions League 2026/27. Un traguardo che cambierebbe gli equilibri interni e aumenterebbe la competitività del torneo.
Due stagioni fa, questo meccanismo ha premiato il campionato italiano, permettendo alla quinta in classifica di partecipare al girone unico. L’effetto è stato immediato: più risorse economiche, maggiore visibilità internazionale e un calendario ancora più intenso.
Oggi la situazione è più complessa. La Germania ha un vantaggio concreto e può contare su club già qualificati agli ottavi. La Spagna resta a ridosso, pronta ad approfittare di eventuali passi falsi italiani.
In questo contesto, ogni risultato assume un peso specifico enorme. Una vittoria in trasferta, un pareggio strappato nei minuti finali o una qualificazione conquistata ai supplementari possono valere decimi di punto determinanti nella classifica finale.
Le ultimissime dai campi europei raccontano di un equilibrio sottile, con margini ridotti tra le contendenti. L’Italia deve massimizzare ogni occasione, evitando passi falsi che potrebbero risultare irreversibili nella corsa al quinto posto.
Cosa significa per il calcio italiano
Ottenere il quinto posto non è solo una questione aritmetica. Significa garantire maggiore rappresentanza internazionale, aumentare i ricavi derivanti dalla partecipazione alla Champions League e rafforzare l’appeal complessivo della Serie A.
Più squadre nella competizione principale comportano anche una distribuzione più ampia delle risorse, con benefici per il sistema nel suo complesso. Allo stesso tempo, la pressione aumenta: servono organici profondi e programmazione accurata per sostenere il doppio impegno.
La settimana europea in corso può dunque segnare un passaggio decisivo. Le sfide di ritorno diranno se l’Italia potrà restare agganciata a Germania e Spagna oppure dovrà rimandare l’assalto al prossimo anno.
La sensazione è che tutto si giochi sui dettagli: un gol evitato, una qualificazione centrata, una serata perfetta davanti al proprio pubblico. Il ranking Uefa non fa sconti e premia la continuità.
Per la Serie A è il momento della verità. Restare competitivi in Europa non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità strategica per mantenere il campionato tra i protagonisti del calcio continentale.






