Roma in crisi, Gasperini nel mirino. Il vertice d’urgenza a Trigoria con Gasperini certifica l’amarezza profonda dei Friedkin per il crollo stagionale. Il vicepresidente Ryan ha preteso un chiarimento immediato dopo l’eliminazione contro il Bologna, che ha fatto sprofondare il clima nel centro sportivo.
I numeri fotografano una crisi senza precedenti: la Roma ha raccolto appena 2 vittorie nelle ultime 11 partite. Le 14 sconfitte stagionali complessive, di cui dieci solo in campionato, riportano la memoria ai periodi più bui della storia recente giallorossa.
Non si registrava un dato così negativo dal torneo 2012/13, l’anno della staffetta tra Zeman e Andreazzoli. La tifoseria, finora paziente, ha risposto con fischi sonori al termine dei supplementari giovedì sera, manifestando un malumore che ora corre rapido anche sui social.
Il faccia a faccia tra Gasperini e la dirigenza
Al summit di ieri erano presenti, oltre a Ryan Friedkin, il senior advisor Claudio Ranieri, il direttore sportivo Ricky Massara e ovviamente il tecnico Gian Piero Gasperini. Il confronto è stato schietto e ha messo a nudo visioni divergenti sul cammino intrapreso.
Secondo quanto riportato dalle principali fonti giornalistiche interne a Trigoria, Gasperini ha ribadito le sue perplessità sulla costruzione della rosa. Il tecnico si aspettava interventi diversi sul mercato, specialmente per rinforzare il reparto offensivo, rimasto corto in momenti chiave.
La società ha replicato con fermezza: pur non pretendendo il successo in Europa League, il passaggio del turno contro il Bologna era considerato l’obiettivo minimo. L’uscita agli ottavi, identica a quella subita in Coppa Italia contro il Torino, è un boccone amaro.
Ryan Friedkin ha chiesto a tutti il massimo sforzo per le ultime nove gare di campionato. L’obiettivo resta il quarto posto, un traguardo che lo stesso Gasperini aveva indicato come possibile alzando l’asticella durante i mesi invernali di massima forma.
Scenari futuri e il rischio del settimo esonero
Il significato di questo vertice va oltre la cronaca immediata e tocca il futuro del progetto tecnico. La convivenza tra Gasperini e la struttura societaria, in particolare con il DS Massara, appare oggi segnata da crepe difficili da sanare senza cambiamenti radicali.
A fine stagione la proprietà dovrà fare una scelta di campo netta per evitare un’altra annata all’insegna dei contrasti interni. Le opzioni sul tavolo sono due: blindare l’allenatore cambiando i quadri dirigenziali o cercare un nuovo profilo per la panchina.
Se si optasse per il cambio di guida tecnica, sarebbe il settimo allenatore in sette anni di gestione Friedkin. Un dato che evidenzia la difficoltà della proprietà americana nel trovare una stabilità duratura nonostante gli ingenti investimenti economici fatti sul mercato.
La media di due reti subite a partita nelle ultime sette sfide è il segnale d’allarme più preoccupante per il campo. Senza una sterzata immediata, il rischio è che la stagione finisca al capolinea molto prima del previsto, lasciando la Roma fuori dall’Europa che conta.
In conclusione, le prossime nove partite saranno un vero e proprio esame per tutti i protagonisti. Solo una rincorsa convincente verso la Champions League potrà mitigare l’amarezza di una piazza che non accetta più di vivere anni di sola transizione.






