Il cammino della Reggina verso la promozione si fa terribilmente in salita dopo i verdetti del turno pasquale. Ora c’è l’obbligo di vincerle tutte, ma il rischio di non farcela resta elevato poiché le dirette concorrenti Nissa e Savoia hanno conquistato l’intera posta in palio.
Il riposo forzato degli amaranto è stato accompagnato da notizie tutt’altro che incoraggianti provenienti dagli altri campi. La Nissa, attuale capolista, ha superato di misura il Gela, mentre il Savoia ha inflitto una dura sconfitta a un Messina sempre più in crisi di risultati.
Il sogno infranto al Tomaselli: il Gela non ferma la corsa
In casa Reggina le speranze di un passo falso della vetta erano riposte soprattutto nella sfida del Tomaselli. Si sperava che il Gela, guidato dal tecnico reggino Misiti, potesse rappresentare un ostacolo insormontabile per la Nissa, ma la sorte ha girato le spalle ai biancoazzurri.
La formazione gelese si è presentata all’appuntamento decimata dalle assenze e la situazione è precipitata nei primi minuti di gioco. Gli infortuni occorsi a elementi chiave come Balde e Maltese hanno compromesso definitivamente il piano gara di Misiti, spianando la strada alla capolista.
Questo doppio “imprevisto” ha reso vano ogni tentativo di resistenza, lasciando la Reggina spettatrice impotente di un allungo che potrebbe risultare decisivo. Il distacco in classifica pesa ora come un macigno sulle ambizioni di rimonta del club amaranto.
Cosa significa per la Reggina: una missione ai limiti del possibile
Il successo del Savoia sul Messina aggrava ulteriormente il quadro generale, consolidando le posizioni di vertice e restringendo i margini di errore per la squadra di Reggio Calabria. La situazione di classifica del Messina, ormai delicatissima, conferma quanto il girone sia spietato in questa fase finale.
Per la Reggina, questo scenario implica una realtà amara: anche una striscia perfetta di vittorie da qui alla fine potrebbe non bastare per il salto di categoria. La dipendenza dai risultati altrui toglie certezze a un ambiente che sperava in un regalo di Pasqua mai arrivato.
In conclusione, il turno di riposo ha restituito una Reggina consapevole che il proprio destino non è più soltanto nelle proprie mani. Servirà un miracolo sportivo e una caduta verticale delle favorite per riaprire una corsa che, ad oggi, sembra segnata dalla marcia trionfale di Nissa e Savoia.




