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Serie A – L’avvocato Marengo: “Il Torino è nelle mani degli Agnelli”

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Serie A – L’avvocato Marengo: “Il Torino è nelle mani degli Agnelli”

Tutti i tifosi del Torino lo pensavano, lo temevano, lo ‘sentivano’. Ora arriva anche la conferma, più che autorevole peraltro, che il Torino è, in qualche modo, nelle mani della famiglia Agnelli. A svelare questa noiosa novità per il mondo granata è l’avvocato Pierluigi Marengo, torinista doc e da tempo schierato con il coro ‘Cairo Vattene’ che distinguendo la piazza del Toro ormai da tempo.

L’avvocato Marengo è uno di quei personaggi che ha sangue granata nelle vene, lo ha dimostrato a più riprese, in particolare ha avuto un ruolo chiave nelle vicende del fallimento del Torino Calcio del 2005, gestendo la fase che ha portato all’applicazione del Lodo Petrucci. Marengo è stato il primo presidente del nuovo Torino FC, lavorando per garantire la continuità sportiva del club attraverso questo strumento procedurale.

La novità stamattina sul suo profilo Facebook

“Le mani di Ernesto Fürstenberg Fassio, pronipote dell’avvocato Agnelli, sul Torino di Cairo”. Questo il titolo del post dell’avvocato Marengo che sottolinea come la “vicenda risale al settembre del 2024 e precisamente al 27/9/24, allorché il Torino FC chiese ed ottenne da Banca Ifis, di Ernesto Fürstenberg Fassio nipote diretto di Clara Agnelli sorella dell’avvocato, un finanziamento di 38,3 milioni di euro volto a rimborsare anticipatamente altre posizioni debitorie contratte in passato.”
“Un finanziamento erogato con un periodo di preammortamento di 18 mesi, guarda caso sino alla scadenza della possibilità per il Torino FC di utilizzare lo Stadio Olimpico Grande Torino, poi prevedente un rimborso in 14 rate con quota capitale crescente e scadenza dal 15 giugno 2026 al 15 settembre 2029.”
“Ma non basta. Il finanziamento è stato garantito dal masiota (Cairo ndr, originario di Masio) con la cessione in garanzia dei crediti del Torino FC derivanti dallo sfruttamento dei diritti audiovisivi nazionali, come dire che quello che è il maggior introito societario, con cui si pagano tra l’altro gli stipendi, per il campionato 26/27, invece che nelle casse del Torino FC, potrebbe interamente finire in tasca al pronipote dell’avvocato Agnelli, visto che l’importo dei diritti televisivi di riferimento del Torino è pari a 39,2 milioni (debito verso Ifis 38,3 milioni che, sommando gli interessi passivi, arriva a circa 39,3 milioni).”

“Ma c’è anche un’altra coincidenza”

“Altra coincidenza, sempre che tale sia – continua Marengo -: il paracadute previsto dalla Lega Serie A, per una squadra retrocessa in serie B con le caratteristiche del Torino, ammonta a 25 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 8 milioni di diritti televisivi serie B per un totale di 33 milioni di euro…
Il finanziamento è stato garantito dal masiota anche con una fideiussione a prima richiesta rilasciata dalla socia unica del Torino FC, la U.T. Communications. Una fidejussione che consentirebbe al pronipote dell’avvocato Agnelli, qualora il masiota non restituisse i 38,3 milioni di debito più interessi stimabili in circa 12 milioni di euro, di pignorare le quote del Torino FC, di proprietà di U.T. Communications, divenendone controllore quale custode delle azioni, mettendo così mani e piedi sul Torino cairota.
E perché ciò avvenga basta che non venga pagata una sola delle 14 previste rate, poiché con la c.d. decadenza dal beneficio del termine (termine giuridico che significa che, se non si paga una rata, si decade dal rateo) si deve immediatamente pagare l’intero importo. Tradotto: se il prossimo giugno l’uomo di masio non paga la prima delle 14 rate da circa 3,2 milioni, entro poche decine di giorni il nostro Torino diverrebbe pura emanazione del nipote dell’avvocato agnelli.
Anche qui una strana coincidenza… la prima rata di restituzione del debito, cade esattamente allorché sarà aperta la vicenda Stadio Olimpico Grande Torino!

Le conclusione dell’avvocato Marengo

Questo è ciò che l’uomo di Masio ci ha regalato: le mani ed i piedi di casa Agnelli sul e nel Torino. Unica possibilità è quindi il far si che il peggior nemico del Toro non possa rifiutarsi di cedere la società a terzi, onde consentire a questi di sanare il debito del Torino verso Banca Ifis, ponendo così fine alla agnellatura e liberando il Torino da questo incubo, perché vero incubo non sono Coco o Pedersen o Baroni, ma Ernesto Fürstenberg Fassio, il nipote dell’avvocato agnelli, noto tifoso doriano molto introdotto nel mondo sportivo!