Il Torino e Petrachi a gennaio hnnoa scelto di puntare subito su Luca Marianucci, prelevato in prestito secco dal Napoli. Non appena arrivato in granata, il giovane difensore classe 2004 è stato schierato titolare da mister Marco Baroni, in cerca di rinforzi per un reparto spesso sotto pressione e ‘bucato’ troppo spesso. Tuttavia, pur arrivando con buone credenziali, Marianucci non ha offerto prestazioni di livello, mostrando anzi forti limiti nella gestione della fase difensiva.
La partita di esordio contro il Lecce ha evidenziato qualche sbavatura, ma la vittoria ha coperto gli errori iniziali. Le successive gare, contro Inter, Fiorentina e Bologna, hanno invece messo in luce le difficoltà del ragazzo, incapace di imporsi nel reparto più battuto della Serie A. Parallelamente, Rafa Obrador, terzino sinistro, ha completato il recupero dal problema muscolare al soleo e sarà probabilmente disponibile per la trasferta delicata di Marassi contro il Genoa.
Le prime gare di Marianucci: tra buone credenziali e limiti evidenti
Marianucci ha subito mostrato disponibilità e atteggiamento propositivo, adattandosi rapidamente a diverse combinazioni difensive, con Maripan, Coco o Tameze come compagni. L’obiettivo di Baroni era avere un’alternativa stabile in un reparto fragile. Tuttavia, nelle ultime tre partite, il giovane difensore ha faticato nei duelli individuali e nella gestione delle situazioni di pressing alto, risultando uno dei punti più deboli nella difesa granata.
Contro il Bologna, le difficoltà sono emerse chiaramente: Marianucci è stato messo in grande difficoltà da Rowe e ha responsabilità sul gol subito da Castro. La fragilità difensiva del Torino rende ogni errore costoso e mette in evidenza come il prestito dal Napoli, pur promettente, non si sia tradotto in prestazioni solide sul campo.
Il contesto difensivo del Torino e le scelte di Baroni
Il Torino è la difesa più battuta della Serie A, con 44 gol subiti. Baroni ha dovuto sperimentare soluzioni alternative, passando a una difesa a tre con Tameze come braccetto, Maripan o Coco centrali, e cercando di coprire i buchi lasciati dalle assenze. Marianucci è stato inserito proprio per dare maggiore stabilità, ma l’inesperienza e la pressione di dover sostituire elementi come Ismajli hanno reso il percorso del giovane complicato.
L’ex Empoli, Ismajli, rimane il titolare naturale e la sua indisponibilità ha costretto Marianucci a scendere in campo con continuità. Il rientro di Ismajli determinerà probabilmente un cambio nel reparto, mettendo ulteriormente pressione sul giovane difensore. La partita contro il Genoa diventa quindi fondamentale: una prestazione convincente potrebbe valergli la conferma, mentre un altro passo falso potrebbe farlo retrocedere in panchina.
Marianucci e le prospettive future
Il prestito secco dal Napoli rappresenta un’opportunità unica per Marianucci: giocare con continuità, farsi conoscere in Serie A e dimostrare di avere le qualità per il futuro. Tuttavia, finora il ragazzo non ha saputo imporsi come ci si aspettava. La costanza e la solidità saranno decisive per guadagnarsi il posto anche quando Ismajli tornerà a disposizione.
Baroni conta sul fatto che Marianucci possa crescere rapidamente: il contesto difensivo difficile, la pressione delle partite e la necessità di risultati immediati diventano una palestra formativa per il giovane. La gestione di Marianucci richiede equilibrio, pazienza e supporto tattico da parte dell’allenatore.
Il Torino punta su Marianucci, ma il giovane difensore deve ancora dimostrare di poter reggere la pressione di un reparto fragile e spesso sotto accusa. Il prestito dal Napoli resta una chance importante, ma le prime prestazioni non hanno convinto pienamente.
Obrador torna disponibile: opzione per la fascia sinistra
Rafa Obrador è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà disponibile per la trasferta di Marassi contro il Genoa. Il terzino spagnolo, pur tra alti e bassi, rappresenta un’opzione preziosa per Baroni sulla fascia sinistra, dove Zakaria Aboukhlal è già rientrato. La presenza di Obrador aumenta la flessibilità tattica e riduce il rischio di dover sovraccaricare altri terzini o giovani difensori.
Il rientro dello spagnolo permette di stabilizzare il reparto laterale, garantendo copertura in fase difensiva ma soprattutto supporto negli inserimenti offensivi. Il Torino può così affrontare il Genoa con tutte le opzioni disponibili, preservando equilibrio e sicurezza.
La possibilità di Baroni di poter contare nuovamente sullo spagnolo rappresenta una soluzione in più, permettendo al tecnico di dare quella consistenza spesso mancata alla fascia sinistra e proteggere la difesa centrale. La trasferta contro il Genoa diventa così un momento chiave per valutare un po’ tutti, sia l’auspicata crescita di Marianucci, ma anche la solidità della squadra, che ondeggia tra cleen sheet e imbarcate paurose. La gestione del reparto difensivo sarà determinante per le prossime partite e per la classifica finale.
L’importanza della partita contro il Genoa
La trasferta di Marassi rappresenta un banco di prova cruciale per tutta la squadra, chiamata a rialzarsi dopo l’ennesima prova opaca casalinga. Marianucci è uno dei ‘colpevoli’, ma cartamente non il solo, tutt’altro. E’ difficile trovare un elemento che davvero spicca nel Torino attuale, costruito male in estate e ‘rammendato’ forse peggio in gennaio. La partita è importante anche per la classifica, con il Torino alla ricerca di punti per allontanarsi dalla zona retrocessione.
Baroni dovrà valutare attentamente le condizioni fisiche dei suoi difensori e scegliere se confermare Marianucci, anche in un reparto a tre, o modificare l’assetto tattico in funzione della disponibilità di Obrador e di eventuali recuperi. Ogni scelta sarà determinante per l’equilibrio della squadra.






