Dopo la figuraccia collezionata in casa Sassuolo, il Calciomercato del Milan entra nel vivo con una profonda ristrutturazione del centrocampo: i primi nomi sulla lista dei cedibili sono Fofana e Loftus-Cheek, necessari per fare spazio ai nuovi innesti.
La dirigenza rossonera punta a innalzare il livello tecnico della rosa di Allegri, mirando a profili internazionali come Goretzka e giovani talenti del calibro di Javi Guerra e Koné per la prossima stagione.
Il piano di restyling non riguarda solo le entrate, ma impone una sfoltita obbligatoria agli ingaggi pesanti e ai giocatori che non rientrano più nei piani tattici dell’allenatore livornese.
Fofana, nonostante le 32 presenze stagionali e i 2.145 minuti giocati, paga alcune perplessità tattiche e la volontà del club di cercare interpreti più funzionali alla visione di gioco futura.
Fofana e Loftus-Cheek: i motivi dell’addio rossonero
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il francese Fofana ha vissuto un’annata da titolare ma ha espresso dubbi pubblici sulle consegne ricevute in campo, temendo ripercussioni sulla sua carriera in nazionale.
Il centrocampista ex Monaco ha un contratto in scadenza nel 2028 e percepisce 3 milioni netti: cifre che lo rendono un profilo appetibile, come confermano le ultimissime indiscrezioni provenienti dai principali club europei.
Discorso diverso per Loftus-Cheek, il cui rapporto con il Milan sembra ormai ai titoli di coda dopo una stagione deludente, caratterizzata da appena 15 presenze dal primo minuto e un progressivo accantonamento.
L’inglese guadagna 4 milioni a stagione, uno stipendio ritenuto eccessivo dalla dirigenza a fronte del rendimento offerto, specialmente dopo che Allegri gli ha preferito stabilmente il giovane Ricci nelle rotazioni.
Il Milan, che lo acquistò dal Chelsea nel 2023 per 16 milioni, non opporrà grandi resistenze sul prezzo del cartellino, puntando soprattutto a risparmiare sull’oneroso ingaggio dell’ex Blues per finanziare i nuovi colpi.
Rientri dai prestiti e nuovi equilibri tattici
Oltre ai titolari dell’ultima stagione, a Milanello si attendono i rientri di Bennacer, Musah e Bondo, tre profili che difficilmente troveranno spazio nel nuovo progetto tecnico targato RedBird.
Bennacer è considerato il caso più spinoso a causa del suo stipendio da 4 milioni di euro, mentre per Musah potrebbe esserci una piccola chance di permanenza se riuscirà a convincere lo staff durante il ritiro estivo.
In entrata, il nome di Goretzka accende l’entusiasmo, ma la dirigenza segue con attenzione diverse trattative live per blindare la permanenza di Modric e confermare Rabiot, considerato ormai un elemento imprescindibile.
Parallelamente, il club vuole valorizzare prospetti come Ricci e Jashari, considerati investimenti obbligatori per garantire freschezza e futuribilità a un reparto che subirà una metamorfosi quasi totale.
Il significato della rivoluzione a centrocampo
Cosa significa questa strategia per il futuro del Diavolo? Il Milan sta cercando di passare da una mediana di “quantità” a una di “qualità superiore”, riducendo il numero di scommesse a favore di certezze europee.
Liberare posti occupati da Loftus-Cheek e Fofana non è solo una scelta economica, ma un segnale chiaro: la dirigenza vuole eliminare le discontinuità e gli equivoci tattici che hanno condizionato l’ultimo campionato.
La nuova architettura del centrocampo dovrà supportare meglio la fase difensiva e, contemporaneamente, garantire quella visione di gioco che quest’anno è mancata nei momenti decisivi della stagione rossonera.
In conclusione, l’estate milanista si preannuncia caldissima. Se le uscite dei big dovessero concretizzarsi rapidamente, Allegri potrebbe avere a disposizione la nuova mediana già per l’inizio del ritiro, gettando le basi per un Milan ambizioso.



