Il destino sportivo della città di Terni è a un bivio cruciale dopo il recente fallimento societario e la conseguente cancellazione del titolo sportivo. Nonostante il regolamento imponga una ripartenza dall’Eccellenza, si stanno studiando diverse manovre per garantire alla squadra la Serie D.
La normativa federale prevede che il club debba ricominciare da una categoria inferiore di due livelli rispetto all’ultima disputata. Tuttavia, lo spiraglio per il massimo campionato dilettantistico resta aperto attraverso tre percorsi strategici differenti.
Le ipotesi per il ripescaggio e il nodo fusioni
La prima opzione tecnica riguarda la fusione della neonata società con un club già iscritto in Serie D. Questa operazione richiede però la vicinanza geografica, poiché il club cedente deve appartenere obbligatoriamente a un comune confinante.
Al momento, l’unica realtà compatibile nel territorio ternano risulta essere l’Orvietana. Le società della provincia di Perugia, pur militando nella categoria desiderata, non rispettano il criterio del confine territoriale necessario per l’acquisizione del titolo.
Il calciomercato delle scrivanie guarda con attenzione anche alla possibilità di un inserimento per sovrannumero. Questa procedura richiede un intervento diretto del Sindaco tramite una lettera formale alla Federazione per tutelare la tradizione sportiva cittadina.
Trattative live e scenari extra-regionali
Le ultimissime indiscrezioni suggeriscono una terza via legata allo spostamento del titolo sportivo di un club limitrofo. Secondo quanto riportato da Calciofere, sarebbero già stati avviati alcuni contatti preliminari con una società laziale per sondare la fattibilità dell’affare.
Riuscire a centrare l’iscrizione in Serie D significherebbe accorciare i tempi della risalita verso il professionismo. La piazza attende con ansia di conoscere le trattative live che definiranno il futuro del gruppo rossoverde.
In conclusione, la rinascita del calcio a Terni passa inevitabilmente per la solidità del nuovo progetto societario. Che si tratti di sovrannumero o accordi con club vicini, l’obiettivo primario resta quello di non disperdere il patrimonio storico e il legame con la tifoseria.



