Il Milan crolla definitivamente in un caos totale dopo il pesante ko casalingo contro il Cagliari, un risultato drammatico che certifica l’esclusione matematica dalla prossima Champions League.
Il verdetto del campo è spietato per la seconda volta consecutiva e costringe la squadra rossonera ad accontentarsi della meno prestigiosa Europa League, aprendo una crisi interna senza precedenti.
Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la mancata qualificazione all’Europa dei grandi rappresenta un disastro tecnico, finanziario e ambientale che ha fatto infuriare la tifoseria organizzata.
Fazioni divise e addio Champions: la rabbia di Cardinale
La curva rossonera non ha avuto pietà al triplice fischio, sommergendo di fischi la squadra e i dirigenti presenti, mentre il consulente Zlatan Ibrahimovic lasciava gli spalti scortato.
Il proprietario del club, Gerry Cardinale, ha assistito impotente alla contestazione della tribuna prima di abbandonare lo stadio San Siro visibilmente contrariato per lo spettacolo offerto.
I rimpalli di responsabilità e le continue guerre intestine tra le varie fazioni societarie hanno prodotto un fallimento societario che adesso richiede interventi immediati e drastici sul management.
In pubblico venivano lanciati costanti appelli all’unità, ma all’interno del club la realtà parlava di dirigenti divisi e in perenne competizione, un atteggiamento che ha logorato l’ambiente.
Organigramma azzerato: Furlani, Moncada e Tare lasciano il club
Il profondo rinnovamento preteso dalla proprietà inizierà immediatamente dai quadri dirigenziali operativi, per poi andare a colpire successivamente anche la rosa dei calciatori nella prossima sessione.
Il primo a pagare sarà l’amministratore delegato Giorgio Furlani, in carica dal dicembre del 2022, la cui poltrona verrà presto affidata a un nuovo profilo di rottura.
La purga totale decisa dal patron statunitense non risparmierà l’attuale direttore sportivo Igli Tare, considerato il principale architetto della squadra costruita in questa deludente e fallimentare stagione.
Destino ormai segnato anche per il direttore tecnico Geoffrey Moncada, che lascerà l’area sportiva nelle prossime ore non appena i provvedimenti della proprietà diventeranno ufficiali a tutti gli effetti.
Cosa significa la purga di RedBird per il futuro del Milan
Il repulisti generale dimostra come nessuno sia più considerato intoccabile da RedBird quando i risultati minimi stagionali e i bilanci societari vengono così pesantemente compromessi.
Prima della partita fatale, Gerry Cardinale aveva pranzato in un hotel di lusso a Milano insieme a Zlatan Ibrahimovic, anch’esso duramente contestato dai tifosi per la gestione.
Al tavolo del vertice erano presenti anche Massimo Calvelli, esponente del consiglio d’amministrazione, e la Chief officer Brand Montini, figure che potrebbero assumere compiti prioritari.
A quel pranzo si era unito tardivamente anche lo stesso Geoffrey Moncada, ma il successivo ko sul campo ha azzerato ogni piano precedente modificando i destini dei singoli.
Un silenzio stampa che certifica la resa rossonera
Il fatto che nessun tesserato o dirigente si sia presentato ai microfoni nel post-partita conferma la gravità assoluta del momento e la totale mancanza di assunzioni di responsabilità.
La ricostruzione del Milan passerà da volti completamente nuovi e da una totale riorganizzazione interna per sanare una spaccatura evidente tra società, squadra e una piazza ferita.
I prossimi giorni saranno decisivi per annunciare la nuova struttura operativa, con l’obiettivo di cancellare questo biennio negativo e riportare stabilità a una società apparsa priva di guida.









