Nel gran finale di calciomercato, la Fiorentina chiude il colpo che nessuno aveva messo in preventivo. Pedro Gonçalves, il Pote dello Sporting, sbarca a Firenze con visite mediche e firma già in programma. Secondo quanto riportato in Portogallo da CNN Portugal, l'intesa tra i due club sarebbe su un prestito oneroso con diritto di riscatto che potrebbe trasformarsi in obbligo, e i viola si assicurano un giocatore da novantasette gol e cinquantotto assist in sei stagioni ad Alvalade per un reparto offensivo che dopo due giornate non ha ancora segnato.
Le cifre del prestito e il riscatto legato agli obiettivi
Le cifre sono nette: due milioni e mezzo per il prestito, ventidue e mezzo per il riscatto, con l'obbligo che scatterebbe al raggiungimento di determinati obiettivi. Il conto complessivo potrebbe quindi salire a venticinque milioni, ma in questa finestra la Fiorentina metterebbe a bilancio soltanto la quota del prestito, rinviando il resto a ciò che accadrà in campo. Lo Sporting, che aveva prelevato Pote dal Famalicão per sei milioni e mezzo arrivando a un investimento complessivo di circa tredici e mezzo, può così quasi raddoppiare l'incasso pur avendolo legato fino al 30 giugno 2030.
Fuori dai piani di Rui Borges
Il paradosso è che il portoghese non giocava una partita ufficiale da mesi: la sua ultima presenza con lo Sporting risale al 24 maggio contro il Torreense. Nei piani di Rui Borges per la nuova stagione non c'era più spazio per lui. Eppure a giugno il suo nome circolava per il Milan di Amorim come erede di Leão, con una valutazione da una trentina di milioni.
Il curriculum resta quello di un titolare da titoli: sette trofei e tre campionati vinti, la Bola de Prata 2020-21 da capocannoniere con ventitré gol, due primati consecutivi di miglior assistman della Liga. Nell'ultima annata ha messo insieme tredici gol e otto assist in ventisette partite di campionato. Destro, alto 1,73, può fare l'esterno puro o la seconda punta: a ventotto anni sarà il suo primo campionato fuori dal Portogallo dopo l'esperienza al Wolverhampton.
Dai 35 milioni di Kean al vuoto lasciato da Gudmundsson
La rivoluzione offensiva nasce dalla cessione di Moise Kean al Como per trentacinque milioni più cinque di bonus. Con quelle risorse sono arrivati Beto dall'Everton, Gnonto in prestito dal Leeds e Njie dal Torino per quindici milioni più cinque di bonus, con un contratto fino al 2031. Poi Albert Gudmundsson ha aperto alla Lazio, in prestito con diritto di riscatto, liberando la casella che Fabio Paratici voleva riempire con un esterno offensivo: quel posto ora è di Pote. Nella stessa giornata è arrivata anche l'intesa con il Torino per la cessione di Rolando Mandragora.
Zero gol e sette subiti nell'anno del Centenario
Il contesto spiega l'urgenza. Lo 0-4 dell'Olimpico contro la Roma e lo 0-3 interno con il Frosinone hanno consegnato alla Fiorentina zero punti e l'ultimo posto in classifica. Mai, in Serie A, i viola avevano chiuso le prime due giornate con una differenza reti di meno sette, e succede proprio nella stagione del Centenario.
Dopo il quindicesimo posto con 42 punti dell'anno scorso non ci sono coppe europee a distrarre, e gli obiettivi che possono trasformare il diritto in obbligo si giocheranno tutti in campionato. Il primo appuntamento è già sabato 5 settembre alle 15 al Franchi, contro quel Torino che ha appena venduto Njie e sta definendo l'arrivo di Mandragora: resta da capire se il portoghese saprà cambiare subito il segno della stagione.






