L’esperienza a Bergamo di Raffaele Palladino potrebbe terminare prematuramente: il tecnico dell’Atalanta può già partire? Nonostante l’approdo a novembre per sostituire Juric, la sua conferma per la prossima stagione appare oggi una montagna difficile da scalare.
I numeri raccontano di una crisi evidente, con appena due vittorie conquistate nelle ultime otto partite di campionato. Questo rallentamento, unito a un rapporto con la società che appare già logoro da settimane, mette seriamente in discussione il futuro del quarantaduenne sulla panchina nerazzurra.
I motivi della rottura tra Palladino e la Dea
Secondo quanto analizzato da fonti autorevoli come Sportmediaset, a pesare enormemente sul giudizio della dirigenza sono state le recenti delusioni nelle coppe. L’eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco, avvenuta con due passivi pesanti, ha lasciato il segno.
A questo si aggiunge l’amarezza per il mancato raggiungimento della finale di Coppa Italia, un obiettivo considerato prioritario dal club. Le ultimissime sulle trattative live indicano che queste batoste sportive abbiano accelerato il processo di allontanamento tra le parti.
L’ex allenatore della Fiorentina e del Monza non sembra più godere della fiducia incondizionata necessaria per programmare il prossimo anno. La freddezza nei rapporti interni suggerisce che il ciclo iniziato pochi mesi fa sia già vicino ai titoli di coda.
L’ombra del Napoli e il calciomercato estivo
Mentre a Bergamo il clima si fa teso, a Napoli il profilo di Palladino viene osservato con estremo interesse. Il presidente De Laurentiis lo considera un candidato ideale qualora dovesse concretizzarsi il divorzio da Antonio Conte a fine giugno.
Il calciomercato degli allenatori si preannuncia dunque bollente, con un possibile valzer di panchine che coinvolgerebbe le big del campionato. Per il tecnico campano, l’approdo all’ombra del Vesuvio rappresenterebbe una sfida prestigiosa dopo le difficoltà orobiche.
In conclusione, la posizione di Palladino all’Atalanta è sempre più precaria. Senza un’inversione di tendenza clamorosa nel finale di stagione, le strade del tecnico e del club bergamasco sembrano destinate a dividersi, aprendo scenari azzurri per il futuro dell’allenatore.




