La strategia estiva della Roma si sviluppa attorno alla ferrea decisione della proprietà di blindare tutti i propri gioielli per dare l’assalto al tricolore. I Friedkin hanno scelto di non cedere i big, mantenendo l’organico intatto a costo di rischiare una multa Uefa.
Il club capitolino ha preferito dare priorità assoluta alla competitività tecnica piuttosto che al perfetto rispetto dei vincoli economici entro la cruciale scadenza di fine mese. Le ultimissime linee guida societarie riflettono una precisa assunzione di responsabilità da parte della presidenza, determinata a regalare alla piazza una rosa di primissimo livello per il ritorno nella massima competizione europea.
Il patto tra Gasperini e i Friedkin per mantenere intatto il gruppo
Questa coraggiosa impostazione societaria nasce da un preciso e chiaro confronto avvenuto al termine della passata stagione agonistica tra i vertici dirigenziali e l’allenatore Gian Piero Gasperini. Il tecnico di Grugliasco era stato categorico, evidenziando l’assoluta necessità di evitare una rivoluzione traumatica all’interno del gruppo che aveva appena centrato la qualificazione in Champions. L’obiettivo del mister consiste nel mantenere salda l’ossatura della squadra per infastidire l’Inter nella corsa scudetto, sfruttando un’annata ricca di incognite strutturali per rivali storiche come Milan, Napoli e Juventus.
La proprietà statunitense ha assecondato in pieno le richieste della guida tecnica, resistendo con fermezza ai numerosi assalti di calciomercato pervenuti per elementi insostituibili quali il portiere Svilar, il centrale difensore Ndicka e il mediano Koné. Per raddrizzare i bilanci ed evitare il superamento dei paletti del settlement agreement, la dirigenza ha cercato fonti di guadagno alternative ai sacrifici illustri. Si è attinto ai proventi dei diritti televisivi, al risarcimento assicurativo legato a Bove e all’indennizzo spettante dal Basilea per il trasferimento di Calafiori, oltre alle plusvalenze generate dai giovani Romano, Saud, Sangaré e Baldanzi.
Questi incastri finanziari non sono bastati a rimettere completamente in ordine i conti entro i termini prefissati. La Roma si prepara di conseguenza a fronteggiare una corposa sanzione economica e una possibile e futura limitazione nella compilazione delle liste continentali per la stagione 2027-2028. Una prospettiva che non spaventa l’ambiente, forte di un trend quadriennale di costante riduzione del profondo rosso di bilancio. L’imminente partecipazione alla Champions fungerà da acceleratore economico fondamentale, proiettando il fatturato dagli attuali duecentosettanta milioni a oltre trecentoventi milioni di euro, grazie anche ai ricavi commerciali del Centenario e alle nuove sponsorizzazioni.
Il nodo Soulé e la situazione degli incedibili sul mercato
L’unica vera eccezione alle rigide linee guida imposte da Gian Piero Gasperini era rappresentata dalla possibile partenza di Matias Soulé, una delle pochissime cessioni preventivamente avallate dall’allenatore. Per il talento argentino sono però pervenute proposte concrete soltanto dal campionato dell’Arabia Saudita, una destinazione che non ha scaldato il cuore del calciatore. Il ragazzo ha preferito prendere tempo nella speranza di un rilancio europeo da parte di compagini come l’Aston Villa o il Borussia Dortmund, ma a poco più di ventiquattro ore dalla mezzanotte del trenta giugno un cambiamento appare improbabile.
Il club non ha voluto prendere in considerazione un piano B che avrebbe comportato il sacrificio di uno dei pilastri inamovibili del mister. I sondaggi provenienti dalla Premier League per Svilar sono stati rispediti al mittente, così come l’interesse manifestato dall’Inter nei confronti di Ndicka. Discorso identico per il brasiliano Wesley e per il giovane azzurro Pisilli, finiti rispettivamente nei radar di Chelsea (prima che i londinesi acquistassero Palestra) e Como. L’unico spiraglio teorico era stato lasciato per Koné, ma soltanto a fronte di una valutazione minima da cinquanta milioni di euro, cifra destinata a salire qualora il centrocampista francese dovesse rendersi protagonista di un grande Mondiale.
L’assalto a Mason Greenwood e gli obiettivi per la prima squadra
Archiviata la delicata sessione di chiusura dei bilanci, la dirigenza giallorossa inaugurerà a partire da luglio la seconda fase della propria campagna di rafforzamento. Le trattative live entreranno nel vivo da mercoledì con l’assalto ufficiale all’obiettivo primario per il reparto offensivo: l’esterno inglese Mason Greenwood. La Roma cercherà di avvicinare la richiesta economica da cinquanta milioni di euro più bonus presentata dal Marsiglia, club francese che naviga in pessime acque dal punto di vista finanziario e ha l’assoluta urgenza di monetizzare i propri pezzi pregiati nel minor tempo possibile.
Il calciatore britannico ha già espresso il proprio gradimento per il trasferimento nella Capitale ma non aspetterà a tempo indeterminato, alla luce del forte corteggiamento manifestato anche dai turchi del Fenerbahce. La volontà dei Friedkin è quella di consegnare l’attaccante all’allenatore entro la metà di luglio, consentendogli di svolgere l’intero ritiro estivo con i nuovi compagni di squadra. Parallelamente alle trattative per le entrate, l’area sportiva si concentrerà sulla definizione dei rinnovi contrattuali di elementi importanti dello spogliatoio come Dybala, Celik e il capitano Pellegrini.
Come si completerà lo scacchiere tattico di Gian Piero Gasperini
Il tecnico si aspetta l’inserimento di altri due innesti di spessore per completare la formazione titolare da schierare in campionato e in Europa. I profili cerchiati in rosso sul taccuino dei dirigenti sono quelli di Moreira, esterno alto attualmente in forza allo Strasburgo, e di Molina, laterale basso di proprietà dell’Atletico Madrid. Solo dopo aver sistemato queste priorità strutturali si passerà alla definizione dei calciatori di contorno, movimenti che rimarranno strettamente legati alle prossime uscite del gruppo.
Qualora dovesse concretizzarsi la partenza del difensore Ziolkowski, la Roma si tufferà sul mercato alla ricerca di un centrale mancino affidabile per completare la panchina. Se invece dovesse pervenire una proposta davvero irrinunciabile per il cartellino di Koné, i giallorossi andrebbero a caccia di un sostituto di pari valore in mezzo al campo, reparto dove è tornato prepotentemente di moda il nome di Matt O’Riley, centrocampista di inserimento del Brighton. La struttura della squadra è ormai delineata e la piazza sogna in grande.









