La Nazionale di Roberto Mancini ha una questione da risolvere in tempi brevi. Dopo l'eliminazione dai Mondiali ai rigori contro la Bosnia, gli azzurri devono integrare in fretta i talenti con due passaporti, con il rischio concreto di perderli. Lunedì 5 ottobre Samuele Inacio, 18 anni, figurava tra i convocati per Italia-Turchia, chiusa 3-1 al Dall'Ara, ma è rimasto in panchina: in Nations League non ha ancora giocato un minuto.
Inacio: la presenza che manca
Nato a Bergamo da padre brasiliano, l'ex attaccante Inacio Piá, Samuele ha percorso la trafila azzurra dall'Under 15 all'Under 19. All'Europeo Under 17 è stato il primo italiano a chiudere da capocannoniere in solitaria, con cinque gol in quattro gare, e al Mondiale di categoria, concluso al terzo posto, ha aggiunto quattro reti. Numeri che sono più di una statistica: misurano una continuità realizzativa rara a quell'età.
Il debutto è arrivato il 3 giugno a Lussemburgo, in amichevole, e una gara non ufficiale non vincola. Una presenza in Nations League renderebbe invece molto più complesso un cambio. Il padre racconta che il Brasile lo aveva cercato prima del Mondiale Under 17 e per le qualificazioni olimpiche Under 20, ma Samuele voleva soltanto l'Italia.
Alla vigilia Mancini ha spiegato che «è un ragazzo che ha bisogno di fare anche delle presenze per essere nostro». Il nodo, a questo punto, passa inevitabilmente dal campo.

Kayode e Ahanor: il richiamo della Nigeria
Michael Kayode, nato a Borgomanero da genitori nigeriani, ha definito la sua scelta semplice: aveva fatto tutte le giovanili azzurre. Il percorso nei club, invece, è stato tutt'altro che lineare. Lasciato dalla Juventus a 14 anni, è ripartito dal Gozzano in Serie D, per poi passare alla Fiorentina e al Brentford, dove ha rinnovato fino al 2032.
Con l'Under 19 ha deciso di testa la finale dell'Europeo 2023 contro il Portogallo. In Nazionale ha esordito dalla panchina contro il Belgio e tre giorni dopo, da titolare a Bursa, ha firmato il 3-0 al 27'. Un inserimento rapido, scandito da un gol alla prima partita dal primo minuto.
Honest Ahanor, nato ad Aversa il 23 febbraio 2008, fino ai 18 anni poteva essere convocato soltanto dalla Nigeria, che già corteggiava i genitori. Ottenuta la cittadinanza, ha esordito in Under 21 il 31 marzo contro la Svezia e a giugno è sceso in campo nelle amichevoli con Lussemburgo e Grecia. Dopo Parigi è tornato con l'Under 21, che ha superato 6-2 la Polonia centrando la qualificazione a Euro 2027.

Romano e Kouadio: l'Italia multiculturale
Il caso inverso è quello di Alessandro Romano, nato a Winterthur il 17 giugno 2006. Ha giocato in tutte le nazionali svizzere dall'Under 16 all'Under 20, con la fascia di capitano nell'Under 19, finché il 10 settembre la FIFA ha approvato il cambio di nazionalità sportiva. Romano ha scelto senza pensare ai pro e ai contro, anche se la Svizzera può chiedergli un rimborso per il programma Footuro, stimato tra 100.000 e 150.000 franchi.
Al Cagliari è arrivato in prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni, mentre in azzurro ha debuttato da titolare contro il Belgio. Lunedì è partito dal primo minuto anche contro la Turchia, segno di un percorso già avviato.
Eddy Kouadio, difensore di 1,91 metri nato a Prato da famiglia ivoriana, gioca al Monza in prestito dalla Fiorentina e ha vestito le maglie dell'Under 18 e dell'Under 19 azzurre. Con Mancini non è ancora sceso in campo, e la Costa d'Avorio resta un'opzione aperta. Prato non esprimeva un azzurro dal 2013, con Alessandro Diamanti.
Novembre: la prossima finestra
Il calendario offre nuove occasioni: il 12 novembre a Milano contro la Francia e il 15 a Bruxelles contro il Belgio. Per Inacio e Kouadio, ancora fermi a zero minuti, sono le prossime chance di legarsi all'Italia. Una parte della partita, per la Nazionale, si gioca anche lì.






