L'Inter si prende il primato italiano tra i club formatori. Il ranking mondiale del CIES Football Observatory, pubblicato il 21 ottobre e ripreso dalla Rivista Undici, attribuisce al vivaio nerazzurro diciassette calciatori oggi in campo nei cinque principali campionati europei: nessuna società italiana fa meglio, con la Juventus ferma alla stessa quota. Il numero, però, misura la capacità di produrre professionisti più che il contributo alla prima squadra, e la distanza tra le due cose rischia di dire più del primato stesso.
Criteri del censimento
Per il CIES un club è "formatore" quando il giocatore vi ha militato per almeno tre anni tra le stagioni del suo 15° e del suo 21° compleanno. Il conteggio segue quindi il calciatore ovunque giochi: chi veste un'altra maglia pesa quanto chi è rimasto in nerazzurro.
Il quadro nei 49 campionati
Allargando l'analisi ai 49 campionati di prima divisione censiti, i vivaisti dell'Inter salgono a 29, uno in più della Juventus. Sono le uniche due italiane in graduatoria, e i nerazzurri precedono i bianconeri anche nell'indice di formazione, 31,7 contro 30,8. Un anno fa la gerarchia era rovesciata: nell'edizione di ottobre 2025 le italiane erano tre, con l'Atalanta, e la Juventus guidava con 32 giocatori formati contro i 29 dell'Inter.
Produzione e integrazione
È qui che il primato chiede una lettura più attenta. Secondo lo stesso report, i giocatori cresciuti nel vivaio e presenti nella rosa dell'Inter sono quattro, contro uno della Juventus: ne discende che 25 dei 29 vivaisti censiti vestono altre maglie. Anche le medie vanno lette in questa chiave, perché i 25,2 anni di età e i 1.696 minuti a testa nell'ultimo anno sono registrati in tutte le squadre in cui giocano, non solo in nerazzurro.
Il profilo che ne emerge è quello di un'accademia capace di portare molti ragazzi al calcio di vertice, non di una squadra costruita sui propri giovani. Il dato del CIES è più che una statistica, ma va collocato: misura la produzione, non l'integrazione. Sono, a tutti gli effetti, due indicatori distinti.
Lo stesso scarto ai vertici europei
Il confronto continentale indica che la distanza tra le due grandezze non è un'anomalia italiana. Nei top 5 campionati comanda il Real Madrid con 40 giocatori formati, davanti a Barcellona (34), Manchester City (29), Rennes (28), Paris Saint-Germain e Ajax (27); Inter e Juventus condividono quota 17 con Espanyol e Málaga. Eppure nella rosa dei blancos i prodotti del vivaio sono quattro, come in casa nerazzurra, e lo stesso vale per il Benfica, primo nell'indice globale con 93 giocatori formati.
Il Barcellona ne conta otto. Tra i club dei top 5 campionati, i più fedeli al proprio settore giovanile sono l'Athletic Club, con 15 vivaisti in rosa, e la Real Sociedad, con 14: due realtà in cui produzione e integrazione tendono a sovrapporsi.
Dalla Primavera alla panchina
Il legame tra vivaio e prima squadra passa anche dalla guida tecnica. Cristian Chivu, che ha portato l'Inter al ventunesimo scudetto nella stagione 2025-26 chiudendo a 87 punti, ha iniziato ad allenare nel settore giovanile nerazzurro nel 2018, partendo dall'Under 14. Con la Primavera ha poi vinto lo scudetto di categoria nel 2022, superando la Roma in finale.
Il ponte della Serie C
Tra settore giovanile e prima squadra il club ha inserito anche l'Under 23. Iscritta alla Serie C dal 2025-26, la formazione ha chiuso la prima stagione al 12° posto del girone A con 48 punti ed è ora al secondo campionato, nel girone C, sempre con Stefano Vecchi in panchina. La terza serie non rientra tra le prime divisioni censite dal CIES, quindi chi cresce lì resta fuori dal conteggio.
Per la tifoseria nerazzurra, l'indicatore da seguire sarà un altro: quanti di questi ragazzi arriveranno nella rosa della prima squadra.






