L'Inter ha subito quattro gol contro il Club Brugge, perdendo 3-4 a San Siro nella seconda giornata di Champions League. Josep Martinez è finito al centro delle critiche, ma la sconfitta ha evidenziato problemi difensivi che un semplice cambio tra i pali non può risolvere.
Dopo l'1-2 contro il Real Madrid, i nerazzurri hanno incassato sei reti in due partite europee, restando a zero punti. Un bilancio che impone a Cristian Chivu una riflessione non soltanto sul rendimento del portiere, ma sulla capacità della squadra di controllare le ripartenze avversarie.
Quattro gol con responsabilità diverse
Il Brugge ha colpito con una tripletta di Nicolò Tresoldi e una rete di Romeo Vermant, mentre l'Inter ha risposto con la doppietta di Lautaro Martinez e il gol nel recupero di Ange-Yoan Bonny.
Il primo gol belga arriva al 30', quando Tresoldi trasforma un calcio di rigore provocato da un fallo di Hakan Calhanoglu su Carlos Forbs. Più evidente l'errore del portiere al 63': su una ripartenza Martinez esce per fermare Forbs ma viene superato dal suo tocco, e l'attaccante approfitta della porta vuota.
Al 74' arriva la tripletta, con un'altra transizione che permette a Forbs di concludere in area: il pallone viene respinto, ma Tresoldi è il più rapido sulla seconda palla. All'88' Vermant completa il poker con un pallonetto, sfruttando un contropiede mentre i nerazzurri cercano il pareggio.
Non è solo questione di quattro reti: il modo in cui sono arrivate racconta un rigore, un errore in uscita e ripetute difficoltà nel difendere le transizioni.
Martinez o Provedel, un'alternativa già in rosa
Le difficoltà dello spagnolo riaprono il confronto con Ivan Provedel, arrivato dalla Lazio durante il mercato estivo. Il portiere di 28 anni è diventato titolare dopo l'addio di Yann Sommer, mentre il 32enne rappresenta un'alternativa di esperienza utilizzabile senza attendere nuovi rinforzi.
Concedere spazio al secondo permetterebbe a Chivu di valutare una soluzione diversa dopo gli errori delle prime due giornate europee. Non basterebbe però a risolvere tutte le difficoltà: anche un portiere più sicuro nelle uscite può trovarsi in affanno quando gli avversari attaccano in campo aperto o arrivano per primi sui palloni respinti.
Martinez, inoltre, ha evitato un'altra rete nel finale con un intervento su Vermant. La sua prestazione contiene quindi un errore pesante e una parata importante, elementi che il tecnico dovrà considerare insieme.
Dove la struttura difensiva perde equilibrio
Contro i belgi Chivu ha schierato il 3-5-2 con Yann Bisseck, Manuel Akanji e Alessandro Bastoni davanti al portiere, con Andy Diouf e Federico Dimarco sulle corsie esterne. Il sistema richiede ai quinti di accompagnare l'azione offensiva, ma anche a centrocampisti e difensori di garantire coperture quando il possesso viene perso.
È proprio in quelle situazioni che il Brugge ha creato i maggiori problemi. Le ripartenze hanno costretto i centrali a difendere ampi spazi, mentre gli attaccanti avversari sono arrivati in area con continuità. La rete del 74' evidenzia un'altra difficoltà, perché dopo la prima conclusione la squadra non riesce a controllare il pallone respinto.
Nel finale la necessità di recuperare il risultato ha portato ad aumentare il peso offensivo, e il gol di Vermant è arrivato proprio in quella fase. Per ridurre i rischi serviranno lavoro sulle distanze tra i reparti, protezione delle fasce e gestione delle seconde palle: aspetti collettivi più che individuali.
Perché un nuovo difensore non è la prima risposta
Il 3-4 può riaprire il dibattito sui rinforzi di gennaio, ma l'Inter dispone già di diverse alternative. Oltre a Bisseck, Akanji e Bastoni, il tecnico può contare su Benjamin Pavard e John Stones, mentre Djed Spence offre un'ulteriore soluzione sulle corsie.
Prima di valutare l'arrivo di un nuovo centrale occorre capire quanto le difficoltà dipendano dalle caratteristiche individuali e quanto dalle coperture davanti alla difesa. Un difensore più veloce aiuterebbe nella gestione della profondità, ma non eliminerebbe il rischio di contropiedi se la squadra continuasse a perdere equilibrio in fase offensiva.
Lo stesso ragionamento riguarda il portiere, con Provedel già disponibile come alternativa. La sconfitta non impone quindi un acquisto, ma una correzione delle priorità: le prossime partite diranno se a gennaio servirà davvero un intervento sul mercato o se la soluzione sarà soprattutto tattica.






