Filip Stankovic potrebbe tornare all'Inter prima del 2028, ma senza entrare immediatamente nella rosa nerazzurra. Il club starebbe valutando un'operazione che prevederebbe l'acquisto del portiere del Venezia, un successivo prestito e una decisione definitiva sul suo futuro tra due estati.
A rendere interessante questa possibilità è il 50% sulla futura rivendita conservato al momento della cessione. Il direttore sportivo Dario Baccin continua a monitorare il classe 2002, tornato sotto i riflettori dopo la prestazione decisiva contro il Napoli.
Il vantaggio garantito dalla percentuale
Nell'estate 2025 il Venezia ha acquistato il portiere a titolo definitivo dall'Inter per una cifra vicina ai 2 milioni di euro, dopo averlo avuto in prestito nella stagione precedente. La società nerazzurra ha mantenuto il 50% sulla futura rivendita, ma non una clausola di riacquisto: per riportarlo a Milano servirebbe quindi un nuovo accordo con i lagunari.
La percentuale conservata rappresenta però un vantaggio economico importante. Se il cartellino venisse valutato 10 milioni di euro, per esempio, la quota spettante all'Inter sarebbe pari a 5 milioni, meccanismo che in caso di acquisto potrebbe ridurre sensibilmente il costo effettivo dell'operazione secondo le condizioni concordate tra i club.
Il Venezia mantiene comunque il controllo della situazione e può contare su un contratto prolungato fino al 30 giugno 2030. Un'eventuale trattativa dovrebbe tenere conto sia della valutazione del giocatore sia della quota riservata ai nerazzurri.
Perché il piano guarda al 2028
L'ipotesi allo studio prevederebbe un percorso in due fasi. La prima sarebbe riportare Stankovic sotto contratto sfruttando le condizioni economiche favorevoli, la seconda concedergli un nuovo prestito per garantirgli continuità tra i pali.
In questo modo il club potrebbe assicurarsi un portiere già formato nel proprio settore giovanile e rimandare la scelta sull'impiego definitivo. L'estate 2028 rappresenterebbe il momento decisivo: il serbo potrebbe rientrare come secondo portiere oppure candidarsi a un ruolo più importante, in base alla crescita maturata.
Si tratta di uno scenario su cui la dirigenza starebbe ragionando, non di un trasferimento concordato. La logica resta comunque leggibile: programmare il futuro della porta senza anticipare una scelta tecnica che dipenderà anche dalle esigenze della squadra.
I numeri e la prestazione contro il Napoli
Il percorso del portiere spiega l'attenzione nerazzurra. Nella stagione 2024/25 ha collezionato 16 presenze in Serie A con il Venezia, subendo 23 reti prima di fermarsi per infortunio; nella successiva stagione di Serie B è diventato uno dei protagonisti della promozione, chiudendo con 38 presenze e 16 partite senza subire gol.
Il 17 ottobre 2026 è arrivata un'altra prestazione di rilievo. Nella vittoria per 1-0 dei lagunari contro il Napoli allo stadio Penzo, il serbo ha effettuato nove parate, compreso un rigore neutralizzato a Kevin De Bruyne.
Non è il primo episodio del genere: aveva già respinto un penalty contro i partenopei nel dicembre 2024, fermando Romelu Lukaku. La crescita mostrata tra Serie B e Serie A offre quindi elementi concreti per valutare un eventuale ritorno.
Le posizioni delle due società
Il futuro del portiere dipenderà dalle scelte dei due club. Il Venezia dispone di un contratto fino al 2030 e può decidere quando prendere in considerazione eventuali offerte, mentre l'Inter ha mantenuto una posizione economica favorevole grazie alla percentuale sulla rivendita.
Quella clausola potrebbe agevolare un nuovo acquisto oppure garantire un incasso qualora il giocatore venisse ceduto a un'altra squadra. La possibilità di acquistarlo e mandarlo nuovamente in prestito resta la strada più coerente con l'orizzonte del 2028, perché permetterebbe di programmare senza interrompere il percorso di crescita.
Finché l'accordo non è sul tavolo si parla però di valutazioni, non di trattative: i prossimi mesi diranno se i nerazzurri decideranno di muoversi davvero.






