Il mercato della Juventus procede a pieno ritmo, ma le operazioni in entrata devono fare i conti con i vincoli economici imposti dalla UEFA. Dopo l’acquisto ufficiale di Jhon Lucumi dal Bologna, i bianconeri hanno chiuso anche per Guglielmo Vicario dal Tottenham, operazione in prestito con diritto di riscatto.
Con Vicario, gli uomini in rosa arriverebbero a 30, un numero particolarmente elevato sia sotto il profilo sportivo sia per i costi da sostenere. La Juventus deve infatti tenere sotto controllo le spese in una stagione nella quale mancheranno i premi della Champions League, compensati solo in minima parte da quelli dell’Europa League.
Il vincolo del Settlement Agreement UEFA
Tra le sanzioni previste dal Settlement Agreement firmato a giugno c’è una limitazione specifica relativa alla rosa da utilizzare nelle competizioni UEFA del 2026/27. Per la Juventus si tratta dell’Europa League.
L’accordo stabilisce: «Il club accetta di essere soggetto a misure disciplinari sportive e, di conseguenza, non potrà registrare alcun nuovo calciatore nella propria Lista A per le competizioni UEFA per club, a meno che il saldo trasferimenti della Lista A (List A Transfer Balance) non sia positivo».
Il documento chiarisce anche il significato del List A Transfer Balance: «Il List A Transfer Balance è definito come la differenza tra i risparmi di costo derivanti dai calciatori in uscita (“Cost savings”) e i nuovi costi derivanti dai calciatori in entrata (“New costs”), calcolato in corrispondenza di ciascuna scadenza applicabile per la presentazione della Lista A da parte del club».
In sostanza, la Juventus dovrà fare in modo che i risparmi generati dalle uscite siano superiori ai nuovi costi dei giocatori che intende inserire nella Lista A. È questo il principale paletto che condiziona le scelte della società in vista dell’Europa League.
Come funziona la Lista A UEFA
La Lista A può comprendere al massimo 25 calciatori e deve includere almeno otto giocatori considerati “locally trained players”. Di questi otto, non più di quattro possono essere “association-trained”, ovvero calciatori formati per almeno tre stagioni o 36 mesi tra i 15 e i 21 anni in un club appartenente alla stessa federazione nazionale.
Gli altri devono essere “club-trained players”, quindi formati nello stesso club che li iscrive. Se una società non dispone del numero minimo di giocatori formati localmente, il numero massimo di posti disponibili nella Lista A si riduce di conseguenza.
I posti rimanenti sono invece liberi e possono essere occupati da qualsiasi altro calciatore eleggibile. Per la Juventus questo aspetto è particolarmente importante perché nell’ultima lista europea della stagione 2025/26 erano stati registrati 23 giocatori, proprio per la presenza di soltanto due calciatori che rispettavano il requisito dei “club-trained players”.
La nuova lista per l’Europa League dovrà quindi rispettare sia i requisiti numerici sia il vincolo economico imposto dal Settlement Agreement. Il costo complessivo dei calciatori inseriti dovrà essere inferiore rispetto a quello dell’ultima lista UEFA presentata dalla Juventus.
I conti della Juventus tra uscite e nuovi acquisti
Secondo i calcoli realizzati da calcioefinanza.it, i 23 calciatori presenti nell’ultima Lista A della Juventus avevano un costo complessivo di 205,1 milioni di euro.
Le uscite di Holm, Kostic, Adzic, Vlahovic e Openda hanno prodotto un risparmio superiore ai 63 milioni di euro. Una parte consistente di questa cifra è legata all’addio di Dusan Vlahovic, il cui peso superava i 41 milioni di euro.
Considerando quindi i giocatori rimasti dell’ultima Lista A, il costo scende a circa 142 milioni di euro. Nel calcolo non viene considerato Kenan Yildiz, che per ragioni legate all’età può ancora essere inserito nella Lista B senza incidere sui costi della Lista A.
Il problema nasce con i nuovi innesti e con i giocatori rientrati dai prestiti. Secondo i dati riportati da calcioefinanza.it, questi calciatori avrebbero un impatto di circa 92 milioni di euro, portando il costo complessivo oltre quota 234 milioni. Una cifra destinata a crescere ulteriormente con l’arrivo di Vicario e che, in questa configurazione, supererebbe di oltre 30 milioni il costo della precedente lista.
Le scelte di Spalletti e il mercato in uscita
Non tutti i giocatori presenti nella rosa saranno comunque necessariamente inseriti nella Lista A. Il primo limite è quello dei 25 calciatori previsti dalla UEFA, mentre la Juventus potrebbe fermarsi anche a un numero inferiore se non riuscisse a rispettare tutti i requisiti relativi ai giocatori formati nel club.
A questo si aggiunge il fatto che il mercato potrebbe ancora modificare profondamente la rosa. Le eventuali cessioni permetterebbero infatti di ridurre il costo complessivo e aumentare lo spazio disponibile per i nuovi acquisti nella Lista A.
Nell’ipotesi, al momento poco verosimile, di nessuna ulteriore operazione in uscita, Luciano Spalletti sarebbe quindi chiamato a effettuare scelte precise. Il tecnico potrebbe dover lasciare fuori dall’Europa League qualche giocatore presente nell’ultima lista della stagione precedente e ancora in rosa.
I conti del club in profondità
Limitandosi ai nuovi innesti e senza considerare i rientri dai prestiti come Arthur, Douglas Luiz e Nico Gonzalez, né giocatori ancora da ufficializzare come Vicario, la Juventus arriverebbe a 23 giocatori. Il costo aggiuntivo sarebbe di 46,7 milioni di euro, da sommare ai circa 142 milioni già presenti nella vecchia Lista A.
Il totale arriverebbe così a 188,8 milioni di euro, rimanendo sotto la precedente soglia di 205,1 milioni. Una situazione che, al momento, rispetterebbe le richieste della UEFA.
L’arrivo di Vicario, però, cambia nuovamente gli equilibri e renderà necessaria l’uscita di un portiere. Allo stesso tempo, se Spalletti dovesse decidere di concedere nuove occasioni ad Arthur o Douglas Luiz, un altro calciatore dovrebbe inevitabilmente restare fuori dalla Lista A.
Le scelte della Juventus saranno quindi legate a doppio filo tra mercato e regolamenti UEFA. Le prossime operazioni in uscita potrebbero diventare decisive per consentire al club di registrare i giocatori desiderati e rispettare i paletti economici fissati dal Settlement Agreement.







