Il glorioso simbolo della “V” torna ufficialmente a splendere sulle maglie dell’Union Brescia. Grazie a un accordo strategico per la concessione del marchio, il club riabbraccia l’icona identitaria che ha segnato l’epopea calcistica della città lombarda, rafforzando il legame con la tifoseria.
Le radici storiche di un simbolo iconico
Il ritorno di questo segno distintivo rappresenta un momento di svolta fondamentale per la società, che sceglie di connettere il presente con un passato glorioso. Come riportato da lacasadic.com, l’identità visiva della squadra ha attraversato trasformazioni radicali dal 1911 ad oggi, passando dalle iniziali strisce arancio-blu a modelli più semplici.
La vera rivoluzione arrivò nella stagione 1927-1928, dettata da contingenze economiche stringenti. Per ottenere l’uso gratuito dello “Stadium” di via Bazzini, gestito dalla realtà cattolica Gymnasium, fu deciso di inserire sulla divisa azzurra la “V” della Voluntas, sezione ciclopodistica dell’ente. Quello stratagemma pragmatico si trasformò rapidamente nel marchio di fabbrica delle “Rondinelle”.
Evoluzioni, assenze e il ritorno definitivo
Dopo il 1941, il simbolo subì un lungo periodo di discontinuità, sparendo per quasi un ventennio prima di essere ripristinato dal presidente Enrico Ranzanici nel 1961-1962. La storia della “V” è stata spesso condizionata da variabili artigianali e, in alcuni casi, da bizzarre motivazioni scaramantiche, come accadde nel 1962-1963 quando fu omessa dalla versione rossa.
Soltanto a metà degli anni Ottanta il segno tornò a essere una costante stabile sulle casacche azzurre. La consacrazione definitiva giunse però sotto la guida di Gino Corioni, che negli anni Novanta comprese l’importanza strategica di registrare ufficialmente il marchio, legandolo indissolubilmente a leggende come Roberto Baggio e Andrea Pirlo.
Il valore del marchio per la città
Oggi, la gestione Pasini chiude un cerchio aperto quasi cento anni fa, restituendo alla città il suo simbolo più autentico. L’acquisizione non è un mero atto burocratico, ma un investimento sulla memoria collettiva che mira a consolidare il senso di appartenenza verso i colori sociali in un momento di rilancio sportivo.
La “V” bianca su fondo azzurro torna dunque a essere il cuore pulsante del calcio bresciano, pronta a onorare le sfide future. Con questo passaggio formale, l’Union Brescia non recupera soltanto un’immagine, ma la dignità di una tradizione che ha attraversato epoche e gestioni societarie, restando l’unico elemento capace di unire diverse generazioni di tifosi sotto un’unica, inconfondibile bandiera.








