La seconda vita di Mergim Vojvoda parla chiaro: con il Como solo grandi prestazioni e una sicurezza che prima non c’era. In stagione ha già collezionato 24 presenze, 2 gol e 2 assist, diventando una pedina imprescindibile.
Arrivato a gennaio della scorsa stagione, Vojvoda non è quasi mai uscito dal campo. A 31 anni, compiuti a febbraio, è diventato un punto fermo per Fabregas, che lo ha trasformato in un jolly totale.
Dalla panchina al ruolo centrale nel progetto
A Torino era considerato un’alternativa, utilizzato soprattutto come braccetto o quinto di sinistra. A Como, invece, ha trovato centralità e continuità, due fattori che ne hanno cambiato radicalmente il rendimento.
L’operazione che lo ha portato in Lombardia non è nata da algoritmi o relazioni dettagliate degli scout. È stata una scelta diretta di Fabregas, che lo aveva notato a San Siro e ne aveva intuito immediatamente le potenzialità.
Il tecnico catalano lo ha reinventato. Prima lo ha spostato stabilmente a destra, concedendogli libertà offensiva. Poi lo ha utilizzato anche a sinistra e, all’occorrenza, ha dichiarato che potrebbe impiegarlo persino da difensore centrale.
Più che terzino puro, Vojvoda è diventato un esterno alto capace di coprire e pungere. Un elastico continuo sulla fascia, prezioso soprattutto contro le grandi squadre.
I numeri che certificano la crescita
Le cifre confermano l’impatto. Ventiquattro presenze stagionali, 2 reti e 2 assist raccontano solo in parte la sua influenza. L’affidabilità è la sua vera forza: continuità di rendimento e disponibilità totale.
In una stagione segnata da difficoltà sulla corsia destra, Vojvoda ha colmato un vuoto evidente. I candidati estivi non hanno reso come previsto e, tra infortuni e prestazioni altalenanti, è stato lui a garantire equilibrio.
Il suo stile è riconoscibile: controllo di suola, tocchi rapidi, movimenti da giocatore di futsal. Un marchio tecnico che gli consente di uscire dalle pressioni e creare superiorità numerica.
Contro l’Inter è stato tra i più pericolosi. Nel primo tempo ha impegnato Augusto e ha sfiorato il gol con un esterno da posizione defilata. Nella ripresa ha partecipato a una delle azioni più insidiose, lanciando in profondità Smolcic.
Cosa significa per il Como
La crescita di Vojvoda rappresenta molto più di una semplice intuizione di mercato. È il simbolo di un progetto tecnico capace di valorizzare profili sottovalutati e adattarli a nuove esigenze tattiche.
Fabregas ha costruito attorno a lui una soluzione flessibile, fondamentale in un campionato dove l’equilibrio si gioca sui dettagli. La sua duttilità consente cambi di modulo senza sostituzioni, aumentando le opzioni in corsa.
Secondo quanto riportato da Tuttosport.com, l’intuizione dell’allenatore è stata determinante nel convincere il club a puntare su di lui. Una scelta che oggi appare lungimirante.
In definitiva, Vojvoda incarna la seconda vita calcistica di chi trova l’ambiente giusto al momento giusto. Da comprimario a protagonista, con la consapevolezza di essere diventato una certezza. Per il Como, rinunciare a lui è ormai impensabile.






