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Serie A - Il Torino a Napoli: Simeone e Zapata, due ex decisivi?

DiStefano Bagliani·Pubblicato
Serie A - Il Torino a Napoli: Simeone e Zapata, due ex decisivi?
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Il Torino a Napoli si gioca molto più di tre punti e punta tutto sul doppio ex: Giovanni Simeone e Duvan Zapata, bomber ritrovati. I granata cercano un risultato positivo per aumentare il margine sulla zona retrocessione.

La classifica impone prudenza: Lecce e Cremonese si sfidano e almeno una delle due perderà punti. Per la squadra di D’Aversa, uscire dal Maradona con un risultato utile significherebbe mettere distanza tra sé e il terzultimo posto.

Simeone, ritorno al passato senza rimpianti

Per Giovanni Simeone non sarà una partita come le altre. A Napoli ha lasciato amici, ricordi e due scudetti conquistati in azzurro. Non era un titolare fisso, prima vice-Osimhen e poi vice-Lukaku, ma ha contribuito anche in Champions League con gol pesanti.

La scelta di lasciare la Campania ad agosto per sposare la causa granata non è stata semplice. E la stagione non si è rivelata facile come immaginato. Tra difficoltà collettive e momenti complicati, il Toro si è ritrovato a lottare più in basso del previsto.

Eppure Simeone non si è mai tirato indietro. Lo ha dimostrato già nella gara d’andata: alla prima occasione, sfruttando un retropassaggio errato di Gilmour, è stato freddo nel dribblare Milinkovic Savic e segnare.

Venerdì entrerà al Maradona da avversario dopo il riscatto definitivo del cartellino per 6 milioni. Un’operazione quasi speculare a quella che ha portato Milinkovic Savic al Napoli per 6,5 milioni. Incroci di mercato che rendono la sfida ancora più simbolica.

Simeone non è tipo da lasciarsi condizionare dai sentimenti. Se segnerà, probabilmente non esulterà. Ma dentro avrà la stessa determinazione vista contro la Lazio, quando ha imitato la coreografia di “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, omaggio a una città che gli è rimasta nel cuore.

Zapata, il capitano che vuole riprendersi la scena

Se per Simeone il ritorno è carico di emozioni, per Duvan Zapata il Maradona è il luogo delle origini italiane. Con il Napoli segnò il primo dei suoi 126 gol in Serie A. Domenica, contro la Lazio, ha superato Higuain, toccando quota 126 contro i 125 dell’argentino.

La sua seconda rete stagionale, arrivata dopo quasi tre mesi di digiuno, ha riacceso entusiasmo e fiducia. L’unico gol precedente risaliva all’8 dicembre contro il Milan. Un’attesa lunga, spezzata nel momento forse più delicato.

Con Baroni aveva faticato a trovare continuità, complice anche il rientro dall’infortunio e un minutaggio limitato. Il cambio di allenatore ha cambiato prospettiva. Con D’Aversa è tornato terminale offensivo centrale, supportato da una trequarti capace di fornirgli più palloni.

Il sistema 3-4-2-1, che spesso diventa 3-4-1-2, gli permette di avere riferimenti più chiari in area. La fiducia ritrovata può essere un fattore determinante nella corsa salvezza.

Anche per lui il ritorno a Napoli avrà un peso emotivo. Ma come Simeone, sa che ora contano solo i punti. Da capitano, vuole trascinare la squadra lontano dalla zona calda.

Le scelte di D’Aversa e il peso della classifica

Resta da capire come D’Aversa intenderà schierare il suo attacco. Contro la Lazio, Simeone ha agito in un ruolo ibrido tra trequartista e seconda punta, sacrificandosi molto anche in fase difensiva.

Se Zapata sarà confermato dal primo minuto, il Cholito potrebbe ripartire dalla stessa posizione, pronto a inserirsi e sfruttare gli spazi. In alternativa, Simeone potrebbe essere avanzato come punta centrale.

Il tecnico non sembra intenzionato a rinunciare a nessuno dei due. Entrambi conoscono bene i difensori del Napoli, ne sanno leggere punti di forza e debolezze. Un vantaggio tattico non trascurabile.

Nel frattempo, l’infermeria preoccupa. Aboukhlal resta in forte dubbio dopo la contusione che lo ha già costretto a saltare le ultime due partite. Un’assenza che riduce le alternative sugli esterni.

Il contesto generale aumenta la pressione. Con Lecce e Cremonese impegnate nello scontro diretto, il Torino ha l’opportunità di guadagnare terreno. Un pareggio potrebbe non bastare a dare serenità piena, ma una vittoria cambierebbe il volto della classifica.

Cosa significa questa sfida per il Torino

La trasferta di Napoli rappresenta uno snodo cruciale. Non solo per i tre punti, ma per l’autostima di un gruppo che ha vissuto una stagione complicata e al di sotto delle aspettative.

Simeone e Zapata incarnano due percorsi diversi ma complementari. Il primo cerca conferme dopo aver lasciato un club vincente. Il secondo vuole dimostrare di avere ancora molto da dare, rilanciando la propria leadership.

Entrambi arrivano alla sfida in un buon momento. La rete contro la Lazio ha dato segnali incoraggianti, così come l’atteggiamento visto nelle ultime uscite.

Il Maradona, teatro di ricordi importanti per entrambi, può diventare anche il luogo della svolta. Un risultato positivo significherebbe allontanare definitivamente l’incubo retrocessione e preparare con maggiore serenità il finale di stagione.

Per il Torino, più che una semplice partita, è un banco di prova emotivo e tecnico. E molto passerà dai piedi – e dall’orgoglio – dei suoi due grandi ex.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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