Genova celebra il legame indissolubile con il suo club più antico attraverso un itinerario storico in 13 tappe. Il progetto ripercorre 133 anni di vita del Grifone, dalla fondazione nel 1893 fino ai giorni nostri, unendo sport, cultura e territorio.
L’iniziativa, che sarà presentata ufficialmente venerdì prossimo alle ore 18 presso la sala BI.BI. Eventi in via XX settembre, nasce per omaggiare le radici britanniche della società. Cuore del racconto è l’atto redatto il 7 settembre 1893 in Via Palestro 10.
L’idea, nata da un gruppo di appassionati tra cui Ivano Mucchi, è quella di offrire un “cammino fisico” fruibile da cittadini e turisti. La scelta è ricaduta su una mappa cartacea dal sapore vintage, un oggetto tangibile che sfida l’attuale era dominata dai device digitali.
James Richardson Spensley e i luoghi dell’anima rossoblù
Il percorso tocca punti nevralgici della città, partendo proprio dal consolato britannico di Via Palestro. Altra tappa fondamentale è Piazza Campetto, luogo dove alloggiava il dottor James Richardson Spensley, figura centrale che diede vita alla sezione calcistica nel 1897.
Spensley non fu solo un pioniere del calcio e giocatore del Genoa, ma un personaggio poliedrico: fondatore dello scautismo in Italia e persino arbitro di boxe. La mappa dedica un intero paragrafo a questo “gentleman” inglese, la cui tomba in Germania è ancora meta di pellegrinaggio.
Oltre alla mappa, durante il convegno “Genova è il Genoa” moderato dal giornalista Massimo Calandri, verrà proiettato un video dedicato. Ai partecipanti sarà inoltre omaggiato un poster grafico che riassume visivamente questo lungo lavoro di ricerca storica.
Un legame identitario che attraversa i secoli
Raccontare questi 13 luoghi significa abbracciare la memoria di figure iconiche come Luigi Ferraris. Il cammino non è solo un esercizio nostalgico, ma un modo per mostrare quanto sia viscerale l’intreccio tra la squadra e il tessuto urbano genovese.
L’opera di mappatura ha richiesto un profondo impegno grafico e storiografico per rendere onore a una tradizione che dura da oltre un secolo. Il progetto trasforma la città in un museo a cielo aperto, dove ogni vicolo sembra sussurrare i nomi dei padri fondatori.
In conclusione, questa mappa rappresenta un ponte tra passato e futuro, restituendo alla comunità la consapevolezza delle proprie origini sportive. È la dimostrazione che, dopo 133 anni, il Genoa non è solo una squadra, ma l’essenza stessa della città di Genova.






