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Serie A – Juventus, dai costi degli infortuni alla novità tattica col Como

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani
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Caporedattore di Settecalcio.it
Serie A – Juventus, dai costi degli infortuni alla novità tattica col Como

La Juventus paga a caro prezzo la scia di infortuni che ha colpito la squadra negli ultimi anni. Secondo l’Howden’s Men’s European Football Injury Index riportato da Tuttosport, la spesa complessiva negli ultimi cinque anni supera i 97 milioni di euro, più di ogni altro club di Serie A. Questa sera, sabato 21 febbraio alle 15:00, i bianconeri affrontano il Como e Luciano Spalletti potrebbe rispolverare la difesa a tre per limitare ulteriori rischi.

Il corridoio tra palestra e infermeria alla Continassa è diventato un passaggio quasi obbligato per tutti i giocatori bianconeri, simbolo di una gestione che negli anni ha mostrato numeri preoccupanti. Solo nella passata stagione, gli infortuni hanno inciso per 16,75 milioni di euro, pari al 16,24% del costo totale della Serie A, con una media di 24 giorni di assenza per ciascun giocatore infortunato.

La realtà dei numeri: i costi e la tipologia degli infortuni

Douglas Luiz, acquistato per 50 milioni di euro, ha perso 111 giorni di campo nella passata stagione, saltando 18 partite. Dusan Vlahovic, dopo aver ritrovato la forma, ha subito una lesione muscolo-tendinea all’adduttore sinistro, destinata a farlo fermare per oltre 100 giorni e circa 21 gare. Anche Milik, già lungodegente, ha subito una ricaduta dopo la partita contro il Pisa, confermando la fragilità fisica di diversi elementi chiave.

La tipologia degli infortuni influisce pesantemente sul costo economico: quelli muscolari sono frequenti ma con tempi di recupero medi limitati, circa 15 giorni, mentre traumi ossei o ai legamenti comportano un’assenza media di 54 giorni. Queste assenze si traducono in numeri e spese elevate, amplificati dall’ingaggio giornaliero dei calciatori moltiplicato per i giorni di stop.

Impatto sul campo e sulle strategie di Spalletti

I continui problemi fisici hanno costretto Luciano Spalletti a rivedere gli schemi tattici, soprattutto nel reparto difensivo. Nelle ultime quattro partite, i bianconeri hanno incassato 13 gol, a fronte di 12 nelle prime 20 gare della gestione dell’allenatore, segno che gli assetti difensivi vanno consolidati. Per questo motivo, contro il Como Spalletti potrebbe optare per il 3-4-2-1, un ritorno a un assetto più prudente, capace di garantire maggiore copertura ai centrali e ridurre il rischio di ulteriori assenze.

Le defezioni di Bremer, fermato da un lieve sovraccarico muscolare, e Kalulu, squalificato, obbligano a scelte di campo mirate. Anche Jonathan David è in dubbio, con la società che ha preferito limitare il rischio di ricadute. La gestione oculata degli uomini disponibili diventa quindi fondamentale non solo per il risultato immediato ma anche per preservare il valore economico della rosa.

La Juventus tra costi e gestione della rosa

Dal 2021 a oggi nessun club di Serie A ha registrato più infortuni della Juventus. L’impatto economico di queste assenze è considerevole: 19,54 milioni di media a stagione, con numeri che fotografano quanto il talento pagato rimanga spesso indisponibile. Questo scenario mette sotto pressione la dirigenza, costretta a bilanciare acquisti costosi con la necessità di garantire continuità tecnica e fisica.

Il nuovo responsabile della performance atletica, Darren Burgess, è arrivato proprio per ridurre l’impatto degli infortuni stagionali. Tuttavia, a cinque mesi dal suo arrivo, l’85% dei ko registrati dalla squadra riguarda problematiche muscolari. Questo indica che, seppur con protocolli aggiornati, la strada per una reale riduzione dei rischi è ancora lunga.

I casi emblematici: Douglas Luiz, Vlahovic e Milik

Douglas Luiz rimane il caso più emblematico: ingaggio alto e tempi di stop lunghi hanno inciso sulla rotazione del centrocampo. Vlahovic, tra i più pagati, rischia di perdere oltre venti partite in caso di recupero lento. Milik, con continui problemi di lunga durata, rappresenta un esempio di come la gestione degli infortuni possa incidere sulla competitività.

Ogni assenza ha un peso specifico: non solo economico, ma anche tecnico. La Juventus ha visto frammentarsi strategie di gioco, idee e rotazioni, con la conseguente necessità di interventi tattici straordinari. L’infortunio di un singolo giocatore può alterare equilibri e costringere a modifiche immediate, come nel caso della possibile difesa a tre contro il Como.

Strategia per limitare i danni: la difesa a tre

Il ritorno alla difesa a tre rappresenta una scelta preventiva, mirata a proteggere gli asset più importanti. Bremer e Kalulu assenti, Spalletti vuole ridurre il rischio di ulteriori problemi muscolari o ricadute. L’obiettivo è garantire solidità difensiva, mantenere l’equilibrio tattico e preservare la rosa da nuovi stop costosi.

La Juventus deve fare i conti con l’equilibrio tra prestazioni immediate e gestione a lungo termine, valutando attentamente chi schierare e chi lasciare a riposo. La partita di oggi diventa un banco di prova per la nuova impostazione, con implicazioni anche economiche rilevanti.

Conclusioni: il futuro tra infortuni e sostenibilità

Il quadro che emerge è chiaro: la gestione degli infortuni è un fattore determinante per la Juventus, sia sul piano tecnico sia su quello economico. Il club ha speso cifre enormi per talenti spesso indisponibili, con impatti diretti su risultati e strategia di campo.

Il match contro il Como, con la possibile difesa a tre, sarà un test cruciale. Se la nuova impostazione ridurrà i rischi e limiterà le assenze, Spalletti potrà iniziare a segnare una cesura con le problematiche degli ultimi anni. La priorità rimane proteggere i giocatori, preservare valore economico e ridare continuità alla Juventus di oggi e di domani.