Il restyling dello stadio ‘Via del Mare’ di Lecce entra nel vivo, proiettando l’impianto verso una dimensione moderna e funzionale. Grazie alla spinta dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la struttura subirà una trasformazione radicale per diventare un vero gioiello europeo.
Il cantiere prevede interventi strutturali decisivi, tra cui l’impermeabilizzazione dei gradoni, il rifacimento della Tribuna Est e la posa di un nuovo manto erboso. Quest’ultima operazione, insieme all’installazione di un sistema di irrigazione hi-tech, verrà completata alla fine dell’attuale campionato.
Dalle origini agli anni Sessanta: le radici del progetto
Come riportato da Tuttosport, l’evoluzione dello stadio leccese affonda le proprie radici in una storia iniziata negli anni Sessanta. Prima dell’attuale collocazione, il Lecce giocava al “Carlo Pranzo”, un piccolo impianto situato a ridosso delle storiche mura cittadine di Porta Napoli.
La svolta avvenne nel 1961, quando il Comune affidò i lavori alla ditta Catanzaro, tassello fondamentale per la nascita della nuova casa giallorossa. Arturo Catanzaro, nipote dell’imprenditore dell’epoca, ricorda come l’appalto iniziale fosse di circa 200 milioni di lire.
Il primo lotto, costato 167 milioni, permise l’apertura ufficiale nel 1966 con un’amichevole contro lo Spartak Mosca. Solo un anno dopo, il Via del Mare ospitò il leggendario Santos di Pelé, attirando ventimila spettatori per una serata rimasta scolpita nella memoria della città.
Un museo per il futuro: valorizzare la memoria collettiva
Oggi, mentre si lavora alla copertura integrale e ai nuovi seggiolini, emerge la proposta di creare un museo dello stadio. L’obiettivo è raccogliere documenti, progetti originali e cimeli per non disperdere il patrimonio storico che ha portato fino all’attuale ammodernamento.
Arturo Catanzaro si è già detto pronto a donare tutto il materiale d’archivio in suo possesso per arricchire questo spazio espositivo. La storia del Via del Mare comprende anche l’ampliamento lampo del 1985, quando l’impresa Rozzi ridisegnò le curve in soli tre mesi.
Cosa significa questo salto nel futuro? Per il Lecce non si tratta solo di estetica, ma di dotarsi di hospitality, aree dedicate e servizi all’avanguardia. In conclusione, il nuovo volto dello stadio salentino saprà esaltare il passato tecnologico e architettonico, unendo la gloria di “O Rey” alla modernità del 2026.




