Non è stata una domenica come le altre per Alessandro Bastoni. L’eco del caso simulazione contro la Juventus ha superato i confini del campo, trasformandosi in un’ondata social difficile da contenere. Il difensore dell’Inter, che mercoledì sarà di nuovo in campo per la Champions League, si è ritrovato al centro di una tempesta mediatica inattesa e particolarmente violenta.
La valanga sui social
Fin dalle prime ore del mattino, la rete si è riempita di commenti offensivi, accuse e minacce. Bastoni ha scelto di chiudere i commenti sia sul proprio profilo sia su quello della moglie Camilla, travolti da messaggi pesanti. Nel mirino è finita perfino la figlia Azzurra, un limite che ha reso la situazione ancora più amara.
Un episodio diventato caso
Tutto nasce dall’azione incriminata contro la Juventus, giudicata da molti come una simulazione. In casa nerazzurra l’episodio viene ridimensionato a semplice situazione da cartellino giallo. Ma la percezione esterna è stata ben diversa, alimentata anche dall’esultanza alle spalle di Kalulu, considerata provocatoria dalle tifoserie avversarie.
Il confronto con il club
Di fronte al precipitare degli eventi, il difensore ha contattato la società. Ha parlato con il tecnico Cristian Chivu e con il presidente Beppe Marotta, ricevendo pieno sostegno. L’Inter ha fatto quadrato intorno al proprio giocatore, ribadendo di non considerarlo un simulatore e invitandolo a mantenere lucidità.
Il post mai pubblicato
Durante la giornata, Bastoni ha valutato l’idea di spiegare la propria versione con un messaggio social. Un testo pensato, forse abbozzato, ma mai pubblicato. Alla fine ha prevalso la linea del silenzio: evitare ulteriori polemiche e non aggiungere legna al fuoco in un clima già carico di tensione.
La reazione sproporzionata
In ambienti nerazzurri si ritiene che la reazione esterna sia stata eccessiva rispetto all’accaduto. Più che le parole dei giocatori bianconeri, hanno colpito certe prese di posizione istituzionali. Il designatore Gianluca Rocchi ha espresso una valutazione severa, ascoltata con dispiacere dal difensore interista.
Il legame con Giorgio Chiellini
Tra i risvolti della vicenda emerge il rapporto con Giorgio Chiellini, oggi dirigente della Juventus. I due hanno condiviso l’esperienza in Nazionale e si stimano reciprocamente. Bastoni ha sempre considerato l’ex capitano uno dei migliori centrali dell’ultima epoca, anche per quella malizia difensiva spesso decisiva.
Angolazioni diverse
È inevitabile che in un derby d’Italia le letture divergano. Nerazzurri e bianconeri osservano lo stesso episodio da prospettive opposte. In questo gioco delle parti, Bastoni sa che il confronto diretto potrà chiarire eventuali incomprensioni. Tra mancini di difesa, il dialogo resta possibile, lontano dai riflettori e dal rumore social.
Nessuna prova tv
Un elemento che ha contribuito a rasserenare l’ambiente è stata l’assenza di rischi disciplinari ulteriori. Non ci sarà prova tv sull’episodio. Una notizia accolta con sollievo dal giocatore, già provato dal carico emotivo di queste ore e dal peso di accuse spesso andate oltre il confine della critica sportiva.
Famiglia e spogliatoio come scudo
Rifugiato nella sua casa bergamasca, circondato dagli affetti e dai messaggi dei compagni, Bastoni prova a lasciarsi alle spalle la bufera. L’Inter lo sostiene, lo spogliatoio lo protegge. Ora la risposta è attesa sul campo, l’unico luogo dove trasformare la tensione in energia e rimettere al centro il calcio.






