Il calcio italiano si trova davanti a un bivio decisivo per l’organizzazione di Euro 2032. Il monito dell’UEFA è stato recepito dai vertici dello sport azzurro durante il forum organizzato a San Siro, dove è emersa la necessità impellente di ammodernare gli impianti nazionali.
Attualmente, come riportato da La Gazzetta dello Sport, sono otto le città candidate che dispongono di un cronoprogramma idoneo. Tuttavia, la FIGC dovrà selezionare solo cinque stadi ufficiali entro la metà di settembre, con la ratifica finale delle sedi prevista per la prima settimana di ottobre.
Il nodo impianti: l’ultimatum dell’UEFA a Milano e Napoli
Michele Uva, UEFA Executive Director per l’Europeo, ha confermato la durezza del messaggio del presidente Ceferin: senza strutture adeguate, l’Italia rischia l’esclusione. Il dirigente ha chiarito che se città chiave come Milano o Napoli non rispetteranno i requisiti, il torneo si svolgerà senza di loro.
Inter e Milan hanno presentato i propri progetti e cronoprogrammi appena quindici giorni fa presso la sede dell’UEFA. Il rischio è che eventuali rallentamenti burocratici o amministrativi possano far saltare l’inserimento di San Siro o del nuovo impianto milanese nel dossier definitivo per la manifestazione.
Oltre agli stadi, il progetto coinvolge mobilità, sostenibilità e infrastrutture ricettive. L’obiettivo è attivare un vero “sistema Paese” che sfrutti l’Europeo come volano di crescita economica e sociale, supportato dal lavoro del governo e dalla nomina di un commissario straordinario per le opere.
Politica e riforme: il dibattito sulla governance federale
Il Ministro per lo Sport Andrea Abodi ha risposto con fermezza alle critiche internazionali, sottolineando come negli altri Paesi lo sviluppo infrastrutturale sia dipeso dall’intraprendenza dei club piuttosto che dai soli contributi pubblici. Abodi ha evidenziato la necessità di nuove regole di governo per il calcio italiano.
Sulla questione è intervenuto anche Giovanni Malagò, candidato alla presidenza federale, ribadendo l’importanza che la politica si occupi di sport senza però “occuparlo”. Malagò ha già avviato i colloqui con calciatori e allenatori, sottolineando come l’inclusione di ex atleti nei quadri dirigenti sia un valore aggiunto necessario.
In conclusione, la corsa contro il tempo per Euro 2032 rappresenta l’ultima chiamata per il rinnovamento del calcio italiano. La sinergia tra Governo, FIGC e amministrazioni locali sarà l’unico modo per garantire che l’Italia mantenga l’assegnazione del torneo e trasformi l’allarme infrastrutturale in una storica opportunità di rinascita.




