Il Derby d’Italia di ieri sera ha scatenato un dibattito intenso sui social e sulle pagine dei quotidiani sportivi. Il contatto tra Bastoni e Kalulu ha diviso tifosi e commentatori: il difensore nerazzurro, già ammonito, ma protagonista di una simulazione resta in campo, mentre il bianconero è stato espulso. La discussione si concentra ora sulle possibilità di intervento della giustizia sportiva tramite la prova TV.
L’articolo 61 e le simulazioni
Secondo l’articolo 61 del Codice di giustizia sportiva, la prova televisiva può essere utilizzata solo per determinati casi di condotta antisportiva. La normativa stabilisce chiaramente quando il giudice sportivo può intervenire: simulazioni che portano a rigore o espulsione diretta, gol segnati volontariamente con la mano o impedimento di rete mediante fallo di mano.
Perché Bastoni non rischia
La simulazione di Bastoni, pur evidente, non ha portato a un rigore e il cartellino rosso inflitto a Kalulu non era diretto. La doppia ammonizione, secondo il regolamento, esclude l’uso della prova TV. L’episodio resta quindi sotto la valutazione dell’arbitro La Penna, senza possibilità di revisione immediata al Var, nonostante le richieste dei tifosi e degli addetti ai lavori.
Nessuna “grazia” per Kalulu
Dal lato juventino, Kalulu dovrà scontare la squalifica. Non esistono strumenti ordinari per annullare il provvedimento, se non un’eccezionale grazia da parte del presidente della Federazione. La situazione attuale, diversamente dal precedente Lukaku del 2023, non contempla motivazioni straordinarie come episodi di discriminazione o altre circostanze eccezionali che giustifichino un intervento simile.
Il precedente Lukaku del 2023
Nella semifinale di Coppa Italia 2023, Lukaku era stato espulso ma la squalifica fu poi annullata per motivi legati a gravi manifestazioni di odio e razzismo da parte dei tifosi avversari. La decisione, presa dal presidente della Figc, era regolata dall’articolo 43 e rappresentava un’eccezione specifica, legata alla tutela dei principi fondanti contro il razzismo nello sport.
La linea del giudice sportivo
Il Giudice sportivo può adottare provvedimenti solo in presenza di immagini tecnicamente affidabili che documentino simulazioni con conseguenze dirette sul gioco. Nel caso Bastoni-Kalulu, le condizioni previste dal Codice non ricorrono: nessun rigore assegnato e nessuna espulsione diretta derivante dalla simulazione. Il regolamento quindi non permette interventi disciplinari post partita su questo episodio.
Implicazioni per l’Inter
Per il difensore nerazzurro, la vicenda si chiude senza ulteriori conseguenze. Rimane l’ammonizione già ricevuta, ma la possibilità di una sanzione aggiuntiva tramite prova TV è esclusa. La squadra di Milano potrà concentrarsi sulle prossime sfide senza ulteriori penalizzazioni, mentre la gestione delle decisioni arbitrali resta oggetto di discussione tra tifosi e commentatori sportivi.
Implicazioni per la Juventus
Kalulu, invece, salterà la prossima sfida contro il Como, in programma sabato 21 febbraio all’Allianz Stadium. La squalifica resta confermata e nessun intervento della giustizia sportiva potrà modificarla. La situazione evidenzia come la normativa privilegia la certezza del verdetto sul campo e limita l’uso della prova TV a casi ben definiti.
Conclusioni sul caso
Il caso Bastoni-Kalulu conferma i limiti dell’uso della prova televisiva nelle trattative live della giustizia sportiva. Simulazioni e interpretazioni dell’arbitro restano centrali, mentre episodi controversi come questo non modificano le decisioni prese in campo. L’episodio rimane un tema caldo per il dibattito calcistico, con tifosi e giornalisti pronti a seguire ogni aggiornamento delle ultimissime notizie.






